Report di stabilità finanziaria Bank of England: banche UK resilienti. – Luglio 2025

di Ivo Invernizzi*

       Il 9 luglio 2025, Bank of England ha pubblicato il suo Financial Stability Report che delinea l’outlook della banca centrale britannica riguardo la stabilità finanziaria del Regno Unito. Da esso traspaiono numerosi spunti riguardo i riferimenti sia all’impatto sulle economie e sui mercati finanziari della manovra Trump sui dazi (la cui deadline definitiva, lo ricordiamo, è stata rinviata al 1° agosto), sia delle tensioni geopolitiche ‘multi-fronte’ che hanno introdotto ulteriori fattori di incertezza.

Venendo ai commenti introduttivi generali del Rapporto sulla Stabilità Finanziaria, citiamo un riferimento ai rischi geopolitici:

“I rischi e l’incertezza associati alle tensioni geopolitiche, alla frammentazione globale dei mercati commerciali e finanziari e alle pressioni sui mercati del debito sovrano sono ancora elevati. Alcuni rischi geopolitici si sono cristallizzati. In relazione a ciò, persiste una sostanziale incertezza sulle prospettive macroeconomiche globali. Essendo un’economia aperta con un ampio settore finanziario, questi rischi sono particolarmente rilevanti per la stabilità finanziaria del Regno Unito.”

Citiamo inoltre, molto sinteticamente, i principali highlights riguardanti le banche del Regno Unito.
• Il sistema bancario del Regno Unito rimane ben capitalizzato e presenta elevati livelli di liquidità, e queste posizioni sono sostanzialmente invariate rispetto all’FSR di novembre. Considerando un orizzonte temporale più lungo, i livelli di capitale aggregati erano rimasti sostanzialmente stabili dal completamento dell’introduzione graduale del quadro normativo sul capitale bancario post-crisi finanziaria globale (GFC) nel 2019.
• I prestiti aggregati sono aumentati dall’FSR (Financial Stability Report) di novembre, trainati dall’aumento dei volumi di mutui, dalla forte domanda di base delle famiglie e da un’ulteriore riduzione della disponibilità.
• Le banche del Regno Unito forniscono servizi e finanziamenti a supporto del funzionamento della finanza di mercato, mentre allo stesso tempo gli istituti non bancari rappresentano una fonte di finanziamento per le banche. Le esposizioni delle banche verso gli istituti      finanziari non bancari (NBFI), comprese le controparti con leva finanziaria come gli hedge fund, sono aumentate fino a superare il 20% del totale attivo negli ultimi anni.
• Le banche del Regno Unito continuano a essere ben capitalizzate, presentando elevati livelli di liquidità e la qualità del loro attivo rimane solida.
• La gestione appropriata dei rischi informatici da parte del settore bancario, insieme ad altre fonti di rischio operativo, è fondamentale per la resilienza operativa a livello di sistema.
• La redditività delle banche del Regno Unito ha favorito l’aumento delle valutazioni.
• Le principali banche britanniche hanno registrato un rendimento del capitale proprio tangibile (RoTE) del 13,5% per il 2024.
• Le banche britanniche hanno continuato a adeguarsi alla normalizzazione dei bilanci delle banche centrali, aumentando il ricorso alle linee di credito su base permanente della Bank of England.
• Nell’ambito di questo adeguamento, la quota di attività liquide di alta qualità (HQLA o High Quality Liquid Asset) delle principali banche britanniche detenute come riserve delle banche centrali è diminuita (dal 52% di maggio 2024 al 48% di maggio 2025), mentre la quota di HQLA detenuta come titoli di Stato è aumentata (dal 28% al 35% nello stesso periodo).
• I mercati dei finanziamenti all’ingrosso a lungo termine sono stati volatili durante la turbolenza di mercato di aprile, ma le banche britanniche avevano un fabbisogno di finanziamento limitato in quel periodo.
• I prestiti aggregati sono aumentati dal FSR (Financial Stability Report) di novembre, trainati dall’aumento dei volumi dei mutui. Le condizioni del credito continuano a riflettere le prospettive macroeconomiche.
• Il Comitato per la Politica Finanziaria del Regno Unito (Financial Policy Committee) ha mantenuto il tasso del buffer di capitale anticiclico (CCyB o Countercyclical buffer) del Regno Unito al suo livello neutrale del 2%.
Interconnessioni con istituzioni finanziarie non bancarie
• Le banche forniscono servizi a supporto del funzionamento del sistema di finanza di mercato (MBF), mentre, al contrario, le istituzioni finanziarie non bancarie (NBFI o Non Banking Financial Institutions) rappresentano una fonte di finanziamento per le banche.
• L’esposizione delle banche britanniche verso le NBFI, compresi i settori che utilizzano la leva finanziaria come gli hedge fund, è aumentata negli ultimi anni.

L’ultimo punto rappresenta una questione molto delicata per i mercati e la stabilità sistemica nella sua interezza, ben conoscendo l’alta esposizione a rischio di mercato e rischio macro degli hedge fund e di altre entity del cosiddetto ‘shadow banking’. In tal senso, le banche britanniche devono garantire un’adeguata gestione del rischio delle loro crescenti esposizioni verso hedge fund, società di trading, società di private equity e altre NBFI ad elevata leva finanziaria.

     *“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al 12/07/2025, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI

Financial Stability Report – July 2025, Bank of England, 9th July 2025

https://www.bankofengland.co.uk/financial-stability-report/2025/july-2025

 

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