Riunione Fed 22 Marzo 2023: come si muoverà la Banca Centrale Americana? – Marzo 2023

di  Fabio Caruso*

Questo mese di marzo 2023 è destinato a passare alla storia come il “ritorno al futuro” dell’instabilità per il mondo bancario.

Prima le banche regionali americane sono cadute sotto i colpi di  un perverso meccanismo rialzo dei tassi – fuga dei correntisti – cattiva gestione del rischio, poi a scuotere l’Europa il boom di Credit Suisse ed il matrimonio forzato con UBS, deal accompagnato da condizioni talmente singolari verso cui il mercato ha continuato nella giornata di lunedì alla riapertura delle Borse a mantenere, per usare un eufemismo, un atteggiamento diffidente.

Insomma il ricordo del 2008 continua ad aleggiare come uno spettro in giro per il mondo bancario, con tutta probabilità la storia è stata maestra di vita e non ci sarà nessun nuovo contagio, ma c’è da stare poco allegri.

In tutto questo contesto, mercoledì 22 parlerà la massima autorità del pianeta, il Governatore della Banca che, volenti o nolenti, è ancora la guida sul palcoscenico bancario mondiale: a Washington  alle 19.30 ora italiana Jerome Powell svelerà in conferenza stampa  le intenzioni della economia forse più importante, certamente la più influente al mondo.

Comunque si muoverà rischierà di scontentare qualcuno: se alza, come pareva fino a non molto tempo fa, di 50 basis point il costo del denaro rischia di dare un colpo mortale al sistema creditizio delle piccole Banche regionali, se dovesse decelerare a 25 punti base potrebbe essere tacciato di pavidità e di non sfruttare tutte le armi a sua disposizione per combattere il mostro dei nostri tempi, l’inflazione entrata nell’economia reale. Non parliamo poi se, in un’ancestrale dilemma fuga/combattimento, dovesse restare in stand-by decidendo di non decidere.

Wall Street sembra tuttavia prezzare nei suoi volumi e nei suoi scambi la seconda ipotesi, che sembra peraltro coerente con la necessità, che già qui da queste colonne recentemente evidenziavamo, di tirare il freno a mano in una politica di rialzi dei tassi che da un anno a questa parte non conosce sosta.

La Fed è nel bel mezzo di quella che viene definita la “tempesta perfetta”, un drammatico vorrei ma non posso innescato dallo tsunami Silicon Valley Bank: vorrei intervenire in modo sistematico a favorire una messa in sicurezza del settore finanziario e per farlo gli strumenti a sua disposizione sono il taglio dei tassi e il ben noto allentamento quantitativo, ma non posso perché alle spalle preme il drago che va combattuto, l’inflazione tutt’altro che transitoria.

O meglio: nell’ultimo periodo la Fed è dovuta precipitosamente ricorrere a una stampa di moneta emergenziale per spegnere il fuoco del possibile contagio, ma come noto l’inflazione viaggia oggi intorno al 6% a fronte di un obiettivo di riportarla al 2%, con inoltre alcuni segnali macroeconomici (leggi in primis mercato del lavoro) che sembrano faticare ad incorporare le frenate imposte con il rialzo dei tassi.

Ergo, seppure muovendo un colpo al cerchio ed uno alla botte, il faro guida delle politiche Fed continuerà per chi scrive ad essere, anche in prospettiva quantomeno nel breve periodo (primavera – estate), la lotta all’inflazione.

Una versione temperata del mantra Higher for longer che abbiamo imparato a conoscere nell’ultimo periodo: non perdo di vista il mio obiettivo ma con un occhio tengo monitorata la stabilità delle Banche.

Basterà? Gli investitori sono preoccupati, nel mercato serpeggia sfiducia e si aprono preoccupanti crepe anche in un settore che normalmente funge da canarino nella miniera in tempo di crisi, quello dell’immobiliare che risulta essere molto legato alla realtà di SVB (e qui potrebbe spiegarsi l’allentamento dell’ultima settimana del bilancio Fed con la rinnovata stampa di denaro per evitare sirene d’allarme in stile 2008…).

Staremo a vedere; certo è che se Francoforte non se la passa bene, Washington rischia di piangere lacrime amare, stretta tra due fuochi altamente pericolosi e con il concreto rischio di bruciare gli sforzi profusi finora per mantenere l’economia a stelle e striscie lungo un percorso virtuoso.

 

 

 *“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 13/03/2023, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

______________________________________________________________________________

Privacy Preferences
When you visit our website, it may store information through your browser from specific services, usually in form of cookies. Here you can change your privacy preferences. Please note that blocking some types of cookies may impact your experience on our website and the services we offer.