La proposta Bowman sul capitale delle banche americane – Marzo 2026
di Ivo Invernizzi*
Il 19 marzo 2026, Michelle Bowman ha presentato una prospettiva rivista sui requisiti patrimoniali delle banche americane, mettendo in discussione l’orientamento delle recenti riforme normative statunitensi sul capitale bancario. La proposta Bowman si concentra sulla ricalibrazione degli standard patrimoniali al fine di riflettere meglio la diversità istituzionale, le esigenze di crescita economica e le conseguenze indesiderate dell’inasprimento post-crisi. Bowman sostiene che riserve di capitale eccessive possono limitare l’intermediazione creditizia e ridurre il dinamismo del settore bancario, in particolare per quanto attiene gli istituti regionali e di medie dimensioni. Inoltre, il suo quadro solleva importanti interrogativi sul compromesso tra efficienza normativa e resilienza sistemica, soprattutto in un contesto di persistente incertezza finanziaria e di standard globali in continua evoluzione.
Analizziamo le proposte principali di Michelle Bowman.
Affinamento delle norme patrimoniali per il tramite di ‘adattamento istituzionale’
Bowman promuove un approccio più granulare alla regolamentazione del capitale, allineando i requisiti alle dimensioni e alla complessità operativa delle banche americane e al loro specifico modello di business. Ciò potrebbe migliorare l’efficienza dell’allocazione del credito e ridurre gli oneri sproporzionati per le banche di minore dimensione. Tuttavia, standard differenziati rischiano di creare una supervisione di vigilanza disomogenea, favorendo l’arbitraggio normativo e l’indebolimento potenziale delle garanzie in segmenti di operatività bancaria che potrebbero potenzialmente rivelarsi a maggior rischio.
Rivalutazione critica degli standard di Basilea III nella fase finale (Basel III Endgame)
Bowman sostiene la necessità di rivedere l’implementazione statunitense delle norme di Basilea III nella fase finale (Basel 3 Endgame) al fine di mitigare gli impatti negativi di tale framework regolamentare sui prestiti e sulla liquidità del mercato. Se da un lato tale approccio potrebbe preservare la competitività e la flessibilità economica delle banche, d’altro lato, la deviazione dell’operatività effettiva dal rispetto delle norme internazionali potrebbe minare la credibilità della regolamentazione bancaria con validità universale e aumentare la frammentazione ed esporre il sistema a rischi maggiori durante eventuali fasi di crisi finanziaria globale.
Passare a metriche di capitale regolamentare semplificate e trasparenti
Bowman suggerisce l’adozione di misure di capitale più chiare, basate sulla leva finanziaria, per integrare o sostituire i complessi modelli basati sulla ponderazione per il rischio. Una maggiore trasparenza può migliorare la supervisione e ridurre le manipolazioni. Ciononostante, le metriche semplificate potrebbero non cogliere adeguatamente i profili di rischio complessi nel caso di alcune banche, incentivando potenzialmente un’allocazione inefficiente degli attivi e diminuendo la precisione della regolamentazione prudenziale nelle diverse attività bancarie.
La proposta Bowman : una view analitica
La proposta Bowman consiste in una revisione complessiva dei requisiti patrimoniali per le banche americane: probabile impatto aggregato stimato -4,8% di capitale per le grandi banche che rientrano nel perimetro di Basilea. Il buffer G-SIB (banche sistemiche) viene ridotto “moderatamente” correggendo distorsioni (es. funding a breve) e riallineandolo al rischio reale. Le metriche di rischio vengono semplificate: eliminazione di duplicazioni (stress test + Basilea III), unico approccio standardizzato e migliore sensibilità al rischio. Risultato: meno capitale su attività a basso rischio, più coerenza tra requisiti e rischi effettivi.
Conclusione
La proposta di Bowman del marzo 2026 rappresenta una svolta deliberata verso un pragmatismo normativo, volta a riequilibrare il rapporto tra stabilità finanziaria e vitalità economica. Sebbene la sua critica alla complessità e all’eccessiva regolamentazione sia fondata su preoccupazioni legittime, gli aggiustamenti proposti potrebbero inavvertitamente indebolire le principali misure di salvaguardia istituite dopo la crisi finanziaria globale. Da un punto di vista analitico, il suo framework evidenzia la tensione tra flessibilità e uniformità nella regolamentazione. In pratica, i responsabili politici dovrebbero adottare un approccio ibrido, mantenendo la sensibilità al rischio e il coordinamento internazionale, pur incorporando semplificazioni mirate. Il contributo di Bowman è significativo, ma la sua piena attuazione richiederebbe attente misure di salvaguardia per prevenire l’erosione della resilienza sistemica.
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 31/03/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”
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