Esposizione delle banche europee ai fondi dei mercati privati: un approfondimento BCE – Luglio 2025
di Ivo Invernizzi*
Richiamiamo l’attenzione del lettore su una interessante ricerca prodotta da BCE riguardo alle esposizioni delle banche europee ai fondi di credito e di equity privati. Si tratta di un comparto specifico del mondo ‘Non Banking Financial Institution’ (NBFI) che, per quanto attiene le banche, merita attenzione riguardo tre aspetti:
1. rischio di credito
2. rischio di controparte
3. rischio di mercato
Di seguito alcuni (ma non tutti, per i quali rimandiamo alla lettura approfondita dello studio) tra i più importanti takeaways messi in luce da BCE:
• Gli istituti finanziari non bancari (IFN) sono diventati parte importante del sistema finanziario.
• Il settore non bancario ha raddoppiato dal 2008 e ora rappresenta oltre la metà delle attività del settore finanziario nell’area dell’euro.
• Sebbene gli IFN contribuiscano a diversificare le fonti di finanziamento e a sostenere l’integrazione finanziaria, la loro crescente dimensione e complessità potrebbero influire sulla stabilità finanziaria.
• I fondi del mercato privato sono cresciuti rapidamente nell’ultimo decennio e svolgono un ruolo sempre più importante nell’intermediazione finanziaria, con un patrimonio gestito globale pari a 13,2 trilioni di euro nel 2024.
• Nel complesso, i fondi del mercato privato rimangono tuttavia di dimensioni ridotte rispetto al reddito fisso globale in circolazione (128 trilioni di euro), ai bilanci del settore bancario globale (91 trilioni di euro) o ai mercati azionari globali con una capitalizzazione di 105 trilioni di euro.
• In Europa, i mercati privati sono cresciuti significativamente nell’ultimo decennio, in linea con la tendenza globale.
• Tuttavia, il panorama dei fondi di credito privati è dominato da Stati Uniti e Canada, sia in termini di investitori che di domicili dei fondi.
• I mercati privati spesso rispecchiano le funzioni tradizionalmente associate al prestito bancario, in particolare nei mercati del credito alle imprese.
• Questi fondi investono principalmente in società non quotate, acquisendo partecipazioni azionarie (private equity) o erogando prestiti alle stesse (credito privato).
• Dal lato dell’offerta, i fondi di credito privato stanno entrando in settori in cui le banche potrebbero essere state vincolate dai limiti di propensione al rischio e si stanno espandendo sempre di più nelle attività di prestito tradizionali.
• Dal lato della domanda, i mutuatari sono stati attratti dalla flessibilità e dalla rapidità delle operazioni, e dal fatto che i (costosi) rating creditizi potrebbero non essere richiesti, a differenza dei mercati tradizionali per i prestiti bancari sindacati.
• Da un lato le banche svolgono un ruolo chiave come fornitori di liquidità per gli istituti finanziari non bancari, anche se l’intermediazione creditizia si sposta al di fuori del perimetro normativo.
• D’altro lato, le banche si affidano agli istituti finanziari non bancari per il proprio finanziamento attraverso una varietà di canali come depositi o pronti contro termine.
• Questi collegamenti intersettoriali creano canali mediante i quali possono essere trasmessi gli shock.
• Tali vulnerabilità possono emergere durante episodi di stress e creare rischi per la stabilità finanziaria. Una combinazione di elevata leva finanziaria, vulnerabilità a condizioni di liquidità ristrette e opacità.
• Queste sono caratteristiche strutturali di molti modelli di business delle NBFI, spesso soggetti a una regolamentazione più leggera rispetto a quella bancaria.
• La Vigilanza bancaria della BCE ha condotto un’analisi per valutare l’entità e la natura delle esposizioni e la gestione del rischio per un campione di banche significative del Single Supervisory Mechanism.
• La leva finanziaria nascosta e i punti ciechi potrebbero altrimenti mettere sotto stress le singole banche e il sistema finanziario.
Secondo BCE, i modelli aziendali di shadow banking adottati da fondi del mercato dei capitali privati prosperano perché operano al di fuori del perimetro normativo, con obblighi di segnalazione limitati e scarsa supervisione, possono generare rendimenti privati, ma a scapito della stabilità dell’intero sistema. La consultazione sulle politiche macro-prudenziali per le istituzioni finanziarie non bancarie (NBFI) avviata dalla Commissione Europea offre l’opportunità di introdurre strumenti mirati per affrontare il disallineamento tra leva finanziaria e liquidità. In sintesi, spostare l’intermediazione finanziaria dal canale classico bancario a quello ‘non bancario’, se da un lato ovvia all’estremo di un sistema finanziario ‘bancocentrico’ rendendolo maggiormente dinamico e reattivo alle esigenze dell’economia reale e modernizzandolo, d’altro lato trasla una parte del rischio di credito su entity ‘non sovra-regolamentate’ e non vigilate nella stessa misura delle banche.
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 19/07/2025, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”
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RIFERIMENTI
Hidden leverage and blind spots: addressing banks’ exposures to private market funds, 3rd June 2025
https://www.bankingsupervision.europa.eu/press/blog/2025/html/ssm.blog20250603~7af4ffc2d7.en.html
