Dodd-Frank Act Stress Test (DFAST) su banche americane: risultati buoni, ma attenzione alla volatilità – Agosto 2025
di Ivo Invernizzi*
Il 27 giugno 2025, la Federal Reserve ha pubblicato i risultati annuali dello stress test per le 22 grandi banche americane. Il Dodd-Frank Act Stress Test (DFAST) è una valutazione prospettica prevista dal Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act. Tale test, valuta il comportamento delle grandi holding bancarie e delle holding intermedie statunitensi in ipotetiche condizioni economiche e finanziarie avverse (worst case stress test scenario). L’obiettivo è garantire che queste istituzioni dispongano di capitale sufficiente per resistere a una grave recessione e continuare a erogare prestiti a famiglie e imprese.
A distanza di 42 giorni dalla pubblicazione, sintetizziamo alcune considerazioni importanti sullo stress test suggerite da Bank Policy Institute:
• i risultati dello DFAST stress test continuano a mostrare una volatilità anno su anno delle componenti reddituali
• La Federal Reserve evidenzia i limiti del suo framework di stress test che contribuiscono a tale volatilità e sta lavorando per ridurla.
• Si è riscontrato che tutte queste istituzioni sono rimaste ben capitalizzate nonostante l’ipotetico scenario fortemente avverso e lo shock del mercato globale.
• Lo stress test ha previsto un calo complessivo dell’1,8% dal picco al minimo del coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 (CET1), seppure significativamente inferiore al calo del 2024 (2,8%).
• Tale minore riduzione del CET1 ratio è stata determinata da:
1. aumenti dei ricavi netti pre-accantonamenti (Pre Provisions Net Revenues o PPNR)
2. diminuzioni delle perdite su crediti, delle perdite da negoziazione o trading e da controparte e delle perdite sul private equity.
• Da un lato, le banche di categoria I hanno registrato i maggiori cali medi ponderati dal picco al minimo del CET1 durante lo stress test; d’altro lato, gli istituti di categoria II e III hanno registrato anche un miglioramento significativo dei loro risultati in media ponderata.
• Tutti gli istituti bancari analizzati tranne uno hanno registrato un calo minore del CET1 e quattro banche hanno registrato cali dal picco al minimo superiori al 2% confrontando i due stress test del 2024 e del 2025.
• Due dei principali fattori che hanno determinato il calo minore dei coefficienti patrimoniali CET1 nel 2025:
1. Ricavi netti previsti ante accantonamenti per perdite su crediti (PPNR o Pre Provisions Net Revenues) significativamente più elevati
2. Perdite su crediti previste inferiori grazie a uno scenario meno negativo.
• I PPNR possono essere scomposti in tre componenti:
1. Reddito da interessi o Net Interest Income (NII)
2. Reddito non da interessi (in generale ascrivibili alle fees)
3. Spese non da interessi
• Tale distinzione delle componenti, implica che la recente performance bancaria positiva incida sul PPNR totale nell’orizzonte temporale dei nove trimestri dello stress test.
• Tale approccio, crea un “effetto momentum” che si traduce in volatilità nelle proiezioni dello stress test all’interno delle citate tre componenti di PPNR e, in ultima analisi, nei buffer di capitale di stress (SCB o Stress Capital Buffers) delle 22 banche analizzate da Fed.
• Sia negli esercizi di stress test del 2024 sia del 2025, le proiezioni del PPNR della Federal Reserve nello scenario fortemente avverso sono aumentate significativamente.
• La Fed attribuisce principalmente il miglioramento delle proiezioni del PPNR al miglioramento della redditività bancaria totale (interessi e fees) nel 2024.
• Le perdite sui crediti rappresentano una quota significativa delle perdite totali, determinate dall’andamento dei fattori macroeconomici ipotizzati dallo scenario fortemente avverso, tra i quali:
– minor crescita della produzione
– Disoccupazione
– prezzi delle case
– credit spread delle obbligazioni societarie.
• I tassi di perdita previsti sui prestiti sono diminuiti, con una diminuzione particolarmente significativa delle esposizioni al settore immobiliare commerciale (CRE) dovuta a un andamento meno severo per gli asset immobiliari sottostanti nell’ultima parte del 2024.
• I risultati dello stress test 2025 illustrano la continua volatilità dei risultati annuali, che compromette l’efficienza della gestione e della pianificazione del capitale.
• Nell’aprile 2025, la Federal Reserve ha proposto di calcolare la media dei risultati degli stress test su un periodo di due anni per ridurre la volatilità dei requisiti patrimoniali di anno in anno.
• La Fed non ha confermato se tale proposta di calcolo “con media”, una volta finalizzata, si applicherebbe prospetticamente, rendendo poco chiaro se i requisiti patrimoniali standard definitivi per il 2025 saranno determinati in base a regole nuove o esistenti.
• Infine, non è chiaro come verrà calcolato il requisito patrimoniale standard definitivo al momento del pagamento delle distribuzioni di dividendi.
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 09/08/2025, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”
_________________________________________________________________________
RIFERIMENTI
Federal Reserve Board’s annual bank stress test showed that large banks are well positioned to weather a severe recession, while staying above minimum capital requirements and continuing to lend to households and businesses,Federal Reserve, 27th June 2025
https://www.federalreserve.gov/newsevents/pressreleases/bcreg20250627b.htm
The 2025 DFAST Stress Test Results: Volatile Outcomes Highlight Need for Reforms, 1st July 2025
https://bpi.com/the-2025-dfast-stress-test-results-volatile-outcomes-highlight-need-for-reforms/
