Skip to main content Scroll Top

Conflitto USA-Iran: i potenziali effetti sulle banche secondo la BIS – Marzo 2026

di Ivo Invernizzi*

Lo studio della Bank For International BIS Quarterly Review: International banking and financial market developments pubblicato in marzo 2026, fornisce al lettore una valutazione dettagliata di come i sistemi finanziari reagiscono alle crescenti tensioni geopolitiche, comprese quelle attuali provenienti dal Medio Oriente. Pur non modellando esplicitamente un worst case scenario di guerra prolungata tra Stati Uniti e Iran, il documento evidenzia canali di trasmissione altamente rilevanti in tale scenario. Un conflitto prolungato amplificherebbe la volatilità, interromperebbe i flussi di capitale e rimodellerebbe la percezione del rischio nei sistemi bancari mondiali. Tale analisi, estrapola i risultati della Review per valutare gli effetti diretti e indiretti sulle banche, concentrandosi su redditività, rischio di bilancio, condizioni di finanziamento e interconnessioni sistemiche in un contesto di stress geopolitico prolungato.

Analizziamo i principali highlights dal documento applicandoli contestualmente al presente contesto di guerra Iran- USA

I guadagni in termini di redditività delle banche sono compensati dall’aumento del rischio macrofinanziario

Inizialmente, le banche beneficiano di tassi d’interesse più elevati che hanno sostenuto le azioni bancarie durante le tensioni geopolitiche. Tuttavia, un conflitto prolungato aumenterebbe le aspettative d’inflazione e ritarderebbe l’allentamento monetario, accrescendo il rischio di credito e comprimendo la redditività a lungo termine con l’intensificarsi dell’incertezza macroeconomica.

Condizioni di finanziamento più rigide mediante i canali sovrani e creditizi

L’inflazione indotta dalla guerra e le pressioni fiscali soprattutto per i governi dei paesi importatori netti di petrolio e gas e quindi maggiormente colpiti da una eventuale crisi energetica spingono al rialzo i rendimenti sovrani (un aumento del noto ‘spread’ tra i titoli decennali governativi locali e il Bund decennale) e ritardano i tagli dei tassi, aumentando i costi di funding delle banche. Gli aggiustamenti della curva dei rendimenti e l’ampliamento degli spread, soprattutto nelle regioni e nelle industrie ‘energivore’ più colpite, eroderebbero i margini d’interesse netti bancari e ridurrebbero la flessibilità di bilancio, in particolare per le banche che dipendono dai finanziamenti all’ingrosso.

Deterioramento della qualità degli attivi mediante shock macroeconomici indiretti

L’aumento dei prezzi dell’energia e la volatilità indeboliscono i bilanci di imprese e famiglie, soprattutto nelle economie importatrici di energia. Ciò aumenta le probabilità di default nei portafogli di crediti delle banche. Il documento BIS mostra un aumento degli spread sui prestiti a leva e l’emergere di tensioni sul credito privato, segnalando un deterioramento della qualità del credito che si ripercuoterebbe sui portafogli prestiti delle banche.

La volatilità del mercato e le dinamiche di avversione al rischio possono colpire l’intermediazione creditizia

L’escalation geopolitica USA-Iran aumenta la volatilità dei tassi di cambio, alimenta i flussi verso beni rifugio (si veda l’oro e le divise rifugio) e innesca forti oscillazioni nella valutazione degli asset inclusi negli attivi delle banche. Tali dinamiche riducono la liquidità del mercato e aumentano i costi di hedging del rischio tasso nel bilancio delle banche, limitando le attività di trading e intermediazione delle banche. Improvvise inversioni nei flussi di capitale amplificano ulteriormente la fragilità sistemica e l’incertezza di bilancio.

I legami più forti tra banche e istituzioni finanziarie non bancarie amplificano la trasmissione sistemica

La revisione della BIS evidenzia le crescenti interconnessioni tra banche e istituzioni finanziarie non bancarie (Non Banking Financial Institutions), inclusi i fondi di credito privato e i finanziamenti ‘fuori bilancio’. In caso di guerra prolungata, le tensioni in tali segmenti del sistema finanziario – per il tramite di rimborsi o pressioni di rifinanziamento – potrebbero ripercuotersi sulle banche mediante linee di credito, garanzie, bridge loan ed esposizioni di liquidità, nonché investimenti diretti nell’asset class private credit.

Conclusione

A nostro avviso, una guerra prolungata tra Stati Uniti e Iran colpirebbe le banche principalmente mediante una trasmissione macrofinanziaria indiretta piuttosto che un’esposizione diretta. Le evidenze proposte dalla BIS nel suo documento suggeriscono che, sebbene le banche possano inizialmente beneficiare di tassi più elevati e di una rotazione settoriale, tali vantaggi si rivelerebbero temporanei e fragili e probabilmente controbilanciati dagli effetti di secondo livello dall’economia (second round effect). L’aumento dell’inflazione, le pressioni fiscali e gli shock dei prezzi dell’energia inasprirebbero le condizioni finanziarie, ridurrebbero i consumi, indebolirebbero la solvibilità dei mutuatari e aumenterebbero i rischi di default della clientela bancaria. Allo stesso tempo, l’aumento della volatilità e dell’avversione al rischio ridimensionerebbe l’attività dei mercati dei capitali e ridurrebbe la liquidità, limitando il ruolo di intermediazione delle banche. In particolare, la crescente interconnessione tra banche e istituzioni finanziarie non bancarie introduce nuove vulnerabilità seppure solo potenzialmente e non attualmente sistemiche. Nel complesso, un conflitto prolungato farebbe passare le banche da una posizione di relativa resilienza a una di maggiore esposizione sistemica e fragilità ciclica.

     *“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al  28/03/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

_________________________________________________________________________

RIFERIMENTI
BIS quarterly review – March 2026
Privacy Preferences
When you visit our website, it may store information through your browser from specific services, usually in form of cookies. Here you can change your privacy preferences. Please note that blocking some types of cookies may impact your experience on our website and the services we offer.