Carte di credito negli USA: il trend di crescita – Gennaio 2026
di Ivo Invernizzi*
Studi recenti evidenziano un boom nell’utilizzo delle carte di credito negli Stati Uniti, saldi record, trainati in parte dall’inflazione e dall’accesso ampliato ai servizi di pagamento mediante carte e un crescente debito privato a lungo termine, con le banche contrarie ai limiti sui tassi proposti che, a loro avviso, danneggerebbero i consumatori riducendo la disponibilità di credito, mentre i dati mostrano un elevato utile da interessi per gli istituti di credito e preoccupazioni per la tensione finanziaria dei consumatori.
Risultati principali degli studi bancari e di settore (2024-2026)
– Aumento di spesa e saldi: le transazioni e le spese con carta di credito sono aumentate dopo la pandemia, con i saldi che hanno raggiunto livelli record (oltre 1,2 trilioni di dollari), alimentati dall’inflazione e da un più ampio accesso al credito, contribuendo alla ripresa economica.
– Il credito come strumento finanziario: le banche sottolineano l’importanza delle carte di credito come essenziali per la resilienza dei consumatori, colmando i divari di reddito e fornendo accesso al credito a coloro che hanno una storia bancaria tradizionale limitata.
– Crescente debito a lungo termine: una parte significativa dei titolari di carta (61% all’inizio del 2026) ha saldi per oltre un anno, con alcuni indebitati da diversi anni, sollevando preoccupazioni per l’aumento dei costi degli interessi. Elevati interessi attivi per le banche: nonostante gli ingenti saldi, le carte di credito generano interessi attivi sproporzionatamente elevati per le banche, con uno spread significativo rispetto ai tassi di riferimento, nonostante l’aumento dei tassi.
– Tendenze in termini di richieste e approvazioni: nel 2022, i tassi di approvazione variavano significativamente in base allo score di credito, con i mutuatari ‘superprime’ che presentavano tassi di approvazione molto più elevati rispetto ai debitori di tipo subprime.
Dibattiti e proposte chiave (inizio 2026)
Limiti sui tassi di interesse: un tema centrale è il limite federale proposto (ad esempio, il 10%) sui tassi delle carte di credito, che le banche (in particolare l’American Bankers Association, e la Consumer Bankers Association) sostengono ridurrebbe l’accesso al credito, portando alla chiusura dei conti e a restrizioni, soprattutto per i mutuatari più rischiosi, spingendoli verso alternative più costose.
Risposta del settore: le principali banche e associazioni si oppongono ai limiti sui tassi, mentre alcuni legislatori e rappresentanti dei consumatori li sostengono, sostenendo che i tassi sul credito al consumo siano eccessivi.
Intelligenza artificiale e frodi: uno studio di J.D. Power ha rilevato una scarsa comprensione da parte dei consumatori dell’uso dell’intelligenza artificiale da parte degli emittenti, ma ha percepito benefici nella prevenzione delle frodi.
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 21/01/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”
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RIFERIMENTI:
Banks Respond to Proposed Cap on Credit Card Interest Rate, CBA, January 10, 2026
Banking and Credit Union Groups: Credit Card Mandate Would Harm Consumers and Small Businesses, CBA, January 13, 2026
Hardworking Americans Benefit from a Myriad of Options for Low APR Credit Cards, CBA, January 14, 2026
Customers Growing More Optimistic about Potential of AI in Financial Services, But Skepticism Remains , 5th September 2024
