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BCE Euro Area Bank Lending Survey: un’analisi critica – Agosto 2026

di Ivo Invernizzi*

Il 21 luglio 2026 la Banca Centrale Europea (BCE) ha pubblicato la sua “The Euro Area Bank Lending Survey – Second quarter 2026“. Tale indagine trimestrale sul credito in Europa, basata sulle risposte di circa 160 banche dell’area dell’euro, valuta le variazioni degli standard creditizi, delle condizioni di prestito e della domanda di prestiti nei segmenti delle imprese e delle famiglie. Fornisce uno degli indicatori più importanti della BCE sulla trasmissione della politica monetaria e sulle future condizioni del credito nell’area dell’euro. L’indagine conferma un persistente inasprimento degli standard creditizi nei segmenti delle imprese e delle famiglie, con le tensioni geopolitiche, l’aumento dei prezzi dell’energia e la ridotta propensione al rischio come principali fattori determinanti. Se da un lato, gli standard creditizi per le imprese si sono inaspriti del 7% netto nel secondo trimestre (in calo rispetto al 10% del primo trimestre), d’altro lato gli standard per i mutui si sono inaspriti bruscamente al 9%. La domanda di prestiti alle imprese è inaspettatamente rimbalzata al 3%, trainata dalle scorte, dal capitale circolante e dalle esigenze di investimento fisso aziendale, ma la domanda di credito dalle famiglie, in particolare di mutui, è peggiorata notevolmente del 15%.

A due settimane dalla pubblicazione dell’indagine BCE,  individuiamo cinque punti chiave che desideriamo riportare all’attenzione del lettore.

A. Gli standard creditizi si sono ulteriormente inaspriti.

Nel secondo trimestre 2026, le banche dell’area euro incluse nel campione di indagine hanno segnalato un moderato inasprimento dei criteri di concessione del credito per prestiti alle imprese, per mutui e per credito al consumo. I principali fattori determinanti di tale inasprimento sono stati la maggiore percezione dei rischi geopolitici, la minore propensione al rischio della clientela e l’incertezza relativa alle prospettive macroeconomiche. Le banche europee prevedono un ulteriore inasprimento nel terzo trimestre 2026.

B. La domanda di prestiti alle imprese è leggermente migliorata nonostante la minore offerta.

La domanda di credito di funzionamento da parte delle imprese è aumentata modestamente, sostenuta dalle esigenze di capitale circolante e da alcuni progetti di investimento. Tuttavia, l’aumento dei costi di finanziamento e l’elevata incertezza hanno continuato a frenare il finanziamento degli investimenti fissi, impedendo una ripresa generalizzata della crescita del credito alle imprese.

C. I prestiti alle famiglie sono rimasti deboli.

La domanda di mutui residenziali è ulteriormente diminuita, mentre il credito al consumo si è indebolito poiché le famiglie sono rimaste caute a fronte di costi di finanziamento più elevati e incertezza. Le banche hanno anche segnalato politiche di approvazione creditizia più rigorose, che riflettono maggiori preoccupazioni circa la capacità di rimborso dei mutuatari e il valore delle garanzie.

D. La gestione del rischio è diventata più conservativa.

Le banche hanno integrato sempre più le tensioni geopolitiche, la volatilità dei prezzi dell’energia e i rischi specifici di settore ‘energy sensitive’ nelle decisioni di concessione del credito. Le condizioni di prestito si sono inasprite, in particolare per i settori più vulnerabili, tra cui la produzione ad alta intensità energetica e i settori della filiera automotive. I tassi di approvazione con delibera delle richieste di prestito sono diminuiti.

E. La trasmissione della politica monetaria rimane efficace.

L’indagine conferma che l’aumento dei tassi d’interesse  introdotto da BCE nel suo meeting monetario dell’11 giugno 2026,  continua a ripercuotersi sulle condizioni di prestito retail e corporate offerte dalle banche. Le banche prevedono che condizioni di finanziamento restrittive persisteranno nei prossimi mesi, il che implica una continua moderazione dell’espansione del credito, nonostante la solida posizione patrimoniale e di liquidità del settore bancario.

Cinque suggerimenti strategici alle banche europee alla luce dell’indagine sui prestiti bancari BCE

Nel prosieguo della trattazione, vengono valutati analiticamente cinque suggerimenti strategico-operativi a livello settoriale che si potrebbero evincere da un’attenta lettura della survey BCE.

1. Rafforzare il monitoraggio del credito specifico per settore

In presenza di standard di credito che si inaspriscono maggiormente per le imprese ad alta intensità energetica e per i settori più esposti a driver geopolitici, un monitoraggio settoriale dettagliato è essenziale dal punto di vista operativo per la banca.
• Vantaggi: consente l’identificazione precoce dell’eventuale deterioramento dei crediti prima che tale fattore diventi sistemico; permette una calibrazione dinamica degli accantonamenti per perdite su crediti per settore anziché l’applicazione di sovrapposizioni generalizzate a livello di portafoglio. Infine, supporta il dialogo normativo con le autorità di vigilanza sulla concentrazione del rischio.
• Tuttavia, tale orientamento strategico, richiede investimenti significativi in infrastrutture dati e analisti del credito qualificati. Le classificazioni settoriali possono essere imprecise, creando un falso senso di sicurezza. Un monitoraggio creditizio eccessivamente granulare può rallentare le decisioni di credito, riducendo la competitività nei mercati del credito sensibili al fattore tempo ovvero alla tempestività della delibera di approvazione.

2. Espandere i crediti corporate basati su relazioni con clienti aziendali di alta qualità

L’inattesa ripresa della domanda di prestiti alle grandi imprese (+3% netto nel secondo trimestre) evidenziata nell’indagine BCE, trainata da investimenti fissi, finanziamenti di magazzino e rifinanziamenti, segnala un’opportunità selettiva nei prestiti basati sulle relazioni con aziende con rating investment grade a maggior standing creditizio.

• Vantaggi: I prestiti basati sulle relazioni generano ricavi da cross-selling (copertura, gestione della liquidità, consulenza), rafforzano la fidelizzazione dei clienti e in genere implicano perdite in caso di default inferiori. Nell’indagine, si evince che la resilienza della domanda di credito dalle grandi imprese fornisce un cuscinetto di volume contro la debolezza dei prestiti alle famiglie.
• Tuttavia, il rischio di concentrazione aumenta se i portafogli di prestiti basati sulle relazioni sono sbilanciati verso un insieme ristretto di settori, di nomi o aree geografiche. La pressione sul pricing del credito è intensa nei segmenti di clientela corporate investment grade di maggior dimensione. La domanda di credito delle PMI si sta indebolendo simultaneamente, creando un ‘portafoglio a due velocità’ più difficile da gestire in modo uniforme.

3. Migliorare i modelli di rischio di credito basati sull’AI, integrando scenari geopolitici relativi alla catena di approvvigionamento e ai prezzi dell’energia

Nell’indagine BCE, le banche hanno esplicitamente citato i rischi geopolitici e quelli legati all’energia come fattori determinanti per l’inasprimento degli standard, e la propensione alla capital expenditure (Capex) in investimenti fissi è sempre più legata ai cicli di investimento relativi all’AI per molte aziende.
• Vantaggi: i modelli di credit risk arricchiti da scenari migliorano la stima prospettica di PD/LGD, andando oltre le aspettative delle banche. Tale orientamento di risk management, riduce la dipendenza da indicatori ritardati, rafforza la credibilità degli stress test ICAAP presso le autorità di vigilanza e regolamentazione. Infine, l’automazione del credit risk management basata sull’AI riduce i costi di sottoscrizione per singolo prestito riconducibile a economie di scala.
• Tuttavia, il ‘model risk’ ovvero la probabile minor affidabilità-robustezza del modello di credit risk management aumenta con la sua complessità: le variabili geopolitiche sono strutturalmente difficili da quantificare e possono introdurre correlazioni spurie. Inoltre, in condizioni di alta volatilità dei costi dell’energia come avviene nell’attuale environment di mercato, la disponibilità di dati per scenari relativi alla catena di approvvigionamento aziendale e all’energia è disomogenea tra diverse giurisdizioni europee, tra settori e tra aziende dello stesso settore. Il controllo normativo sull’interpretabilità dei modelli di AI (ad esempio le linee guida EBA) aumenta gli oneri di conformità normativa.

4. Diversificare i ricavi verso la gestione patrimoniale, il transaction banking e i servizi a pagamento (fee based)

Con una crescita dei prestiti del 3% su base annua, ma a rischio di rallentamento nella seconda metà del 2026 e nel 2027 a causa dell’aumento dei tassi che deprime la domanda, i modelli di ricavo dipendenti dal margine di interesse netto (NII) si trovano ad affrontare ostacoli strutturali. Risulta pertanto opportuno diversificare i ricavi sui servizi forniti dalla banca.
• I vantaggi: I ricavi da servizi con fee, richiedono poco capitale e sono meno sensibili alla volatilità del ciclo del credito. Ad esempio, la gestione patrimoniale e il transaction banking beneficiano di solide relazioni con i clienti e di entrate ricorrenti. Infine, la diversificazione dei ricavi riduce la volatilità degli utili bancari.
• Tuttavia, la gestione patrimoniale e il transaction banking richiedono competenze specifiche, piattaforme tecnologiche e reti di distribuzione distinti: la loro implementazione è costosa e richiede tempo. L’intensità competitiva da parte di fintech non bancarie e gestori patrimoniali non bancari è elevata. I tassi di successo del cross-selling sono storicamente inferiori a quelli previsti nei piani strategici.

5. Preservare solidi buffer di capitale, liquidità e accantonamenti (Loan Loss Provision)

L’indagine BCE segnala che gli NPL ratio e gli indicatori di qualità del credito delle banche europee analizzate stanno già esercitando un effetto restrittivo sugli standard creditizi, con un ulteriore deterioramento previsto nel terzo trimestre del 2026 e una conseguente maggior propensione agli accantonamenti.
• I vantaggi: buffer robusti offrono la possibilità di assorbire perdite di credito impreviste senza innescare effetti negativi sul capitale. Una solida copertura mediante accantonamenti segnala prudenza ai mercati e alle autorità di vigilanza, supportando i costi di funding, preserva la capacità di impiegare capitale in modo anticiclico quando le condizioni del credito dovessero normalizzarsi.
• Tuttavia, un eccesso di accantonamenti per perdite su crediti comprime il ROE a breve termine e potrebbe essere penalizzato dai mercati azionari. Inoltre, il mantenimento di elevati buffer di liquidità ha un costo opportunità in un contesto di tassi ancora positivi. Infine, un mood eccessivamente conservativo in termini di accantonamenti prudenziali rischia di cedere quote di mercato ai concorrenti meno vincolati durante un’eventuale ripresa della domanda di credito.

Previsioni per il resto del 2026

Secondo alcuni esperti, è probabile che il mercato bancario europeo rimanga caratterizzato da condizioni di prestito restrittive, una crescita modesta dei prestiti e una redditività resiliente per il resto del 2026. Alcuni autorevoli esperti prevedono che gli standard di credito rimangano rigidi, poiché le banche restano caute riguardo all’incertezza geopolitica e alla qualità del credito. I prestiti alle imprese dovrebbero sovraperformare i prestiti alle famiglie, mentre il credito ipotecario dovrebbe rimanere contenuto. Il margine d’interesse netto (NII) dovrebbe rimanere solido nonostante una più lenta espansione del bilancio, mentre si prevede un’intensificazione della concorrenza per i mutuatari di alta qualità e le attività che generano commissioni. Nel complesso, le banche europee dovrebbero mantenere posizioni patrimoniali solide, attribuendo maggior priorità alla qualità degli attivi, all’efficienza operativa e a una prudente gestione del rischio rispetto a una crescita aggressiva dei crediti.

*Ivo Invernizzi: “opera dell’ingegno umano realizzata con il solo supporto di sistemi di IA sotto supervisione editoriale”

*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al 07/08/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI

Euro Area Bank Lending Survey, ECB, 21st July 2026

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