Banche europee: BCE, tassi, concorrenza sui depositi e neobank — Settembre 2026
di Ivo Invernizzi*
Un recente studio ufficiale BCE – *Working Paper Series* n. 3255, “Bank deposit pricing in the euro area” pubblicato il 15 luglio 2026, analizza la determinazione dei tassi sui depositi bancari nel periodo 2007-2024. Lo studio rileva una trasmissione della politica monetaria ai tassi sui depositi bancari europei contenuta, asimmetrica ed eterogenea, evidenziando come i depositanti stiano progressivamente spostando la liquidità sensibile ai tassi verso alternative di investimento a rendimento più elevato come titoli di Stato e mutual fund.
Come ben noto, il 16 settembre 2026 la BCE ha alzato di 25 basis point i suoi tassi di riferimento, portando il tasso sui depositi presso la banca centrale da 2.25% a 2,50%. Tale decisione ripropone la questione dell’adeguamento dei tassi sui depositi bancari e della concorrenza per la raccolta fondi tra le banche europee. Tuttavia, a differenza del ciclo di inasprimento del 2022-2023, l’attuale fase di rialzo (hiking) è per ora molto meno accentuata e prolungata. Si noti inoltre che, i depositanti hanno acquisito maggiore familiarità nel confrontare i tassi bancari con i rendimenti di strumenti di risparmio alternativi.
A. Concorrenza sui depositi e beta
Il ciclo di rialzi 2022-23 ha prodotto una revisione dei tassi sui depositi sostanziale ma ritardata: se da un lato il trasferimento dei depositi a vista è rimasto basso, d’altro lato i clienti sensibili ai tassi si sono orientati verso prodotti a rendimento più elevato. Nel ciclo di rialzi attuale, l’aumento di settembre 2026 è di soli 25 basis point; i dati di luglio mostrano tassi overnight per le famiglie invariati allo 0,28% e i tassi sui nuovi depositi a termine sono aumentati di 5 basis point al 2,14%. Tale dinamica quantitativa dei tassi bancari passivi, se da un lato suggerisce un beta (reattività dei depositi alle variazioni di tasso) ancora basso sui depositi rigidi, d’altro lato si caratterizza anche per una potenziale revisione dei tassi più rapida della liquidità marginale aggiunta dalla clientela.
B. Ruolo delle neobank nella competizione sui depositi
Le neobank e le banche digitali hanno e avranno un ruolo chiave perché intensificano la concorrenza tra banche tradizionali. In tal senso, i clienti possono confrontare e cambiare banca banca mediante app, riducendo i costi di ricerca e di passaggio depositi da una banca all’altra. Nel biennio 2022-2023, le neobank hanno aumentato i tassi sui depositi più rapidamente e in misura maggiore rispetto alle banche tradizionali, attirando liquidità ma comprimendo i loro margini d’interesse. Inoltre, si noti che, i clienti beneficiano di maggiore trasparenza e rendimenti più elevati. Per le banche, lo svantaggio derivante dalla concorrenza delle neobank è costituito da una maggiore elasticità del costo della raccolta e in un potenziale indebolimento del margine d’interesse (NII).
C. Differenti propensioni al risparmio in Unione Europea
Le famiglie europee mantengono un orientamento strutturale verso i depositi: nel secondo trimestre del 2025, depositi e circolante rappresentavano il 32% delle attività finanziarie delle famiglie, fondi di investimento, pensioni e prodotti assicurativi ne costituivano il 38%. Tuttavia, le preferenze nazionali tuttora variano notevolmente. Se da un lato Germania e Francia (e recentemente Spagna) registrano quote significative investite dalla clientela in fondi comuni di investimento, d’altro lato l’Italia conserva una forte cultura del risparmio basata sui depositi e sul ‘parcheggio di liquidità’ su conti correnti. Tale eterogeneità di prodotti in propensione al risparmio, implica che i “beta dei depositi” e la concorrenza per la raccolta siano specifici per ogni nazione, anziché uniformi a livello europeo.
D. Requisito BCE di riserva obbligatoria
L’attuale coefficiente della riserva obbligatoria (MRR) che le banche europee sono tenute a detenere presso la BCE rimane pari all’1%; non vi è alcuna decisione ufficiale BCE che preveda un passaggio al 2%. Un ipotetico (non attuale) scenario che contemplasse il raddoppio dell’MRR, incrementerebbe le riserve non discrezionali e il fabbisogno di liquidità delle banche, riducendo potenzialmente le risorse disponibili da destinare ad altre forme di allocazione degli asset e aumentando marginalmente la pressione sul reperimento di fondi anche sul mercato interbancario wholesale. Tuttavia, le banche detengono attualmente riserve ben al di sopra del minimo regolamentare, il che limita l’impatto immediato di tale ipotesi.
Conclusioni: outlook 2027 sul margine d’interesse
Per il 2027, il margine d’interesse (NII) delle banche europee dipenderà meno dal solo tasso ufficiale della BCE e maggiormente dalla revisione dei tassi sui depositi, dalla concorrenza delle neobank e dalla migrazione della clientela verso prodotti di investimento alternativi. I depositi “vischiosi” possono sostenere i margini, mentre una concorrenza più intensa e un possibile ipotetico aumento del minimo in riserva obbligatoria (MRR) farebbero lievitare i costi di raccolta. Le strutture di raccolta a livello nazionale rimarranno pertanto determinanti per le differenze nel margine d’interesse.
*Ivo Invernizzi: “opera dell’ingegno umano realizzata con il solo supporto di sistemi di IA sotto supervisione editoriale”
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 18/09/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”
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European Central Bank, Monetary Policy Decision, 10 September 2026.
https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.mp260910~314e508016.en.html
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https://www.ecb.europa.eu/ecb-and-you/explainers/tell-me/html/minimum_reserve_req.en.html
European Central Bank, euro area bank interest rate statistics (MIR), July 2026.
