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Banche degli Emirati Arabi Uniti: un flash sulla liquidità nella attuale crisi – Marzo 2026

di Ivo Invernizzi*

Il commento di vigilanza del 5 marzo 2026 della Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti, presentato dal Governatore Khaled Mohamed Balama, ha ribadito la resilienza del sistema bancario degli Emirati Arabi Uniti nel contesto delle tensioni regionali legate al conflitto Iran-USA. La dichiarazione rileva che il settore mantiene solidi buffer di capitale e liquidità, tra cui un Liquidity Coverage Ratio superiore al 146,6% e un’adeguatezza patrimoniale CET1 ratio superiore al 15%, con attività bancarie superiori a 5.420 miliardi di AED (United Arab Emirates Dirham), a dimostrazione di una significativa capacità di assorbire shock geopolitici esterni.
Definiamo brevemente gli impatti analitici legati alla liquidità sul settore bancario degli Emirati Arabi Uniti

Liquidity Coverage Ratio (LCR)

Il settore entra nello shock geopolitico con un LCR = (stock High Quality Liquid Asset) /( Totale Net Cash Outflow nei prossimi 30 giorni) significativamente superiore alla soglia minima di Basilea del 100%, offrendo una forte resilienza a breve termine. In uno scenario di crisi di Hormuz, l’accumulo precauzionale di liquidità e i potenziali prelievi di finanziamenti transfrontalieri potrebbero gradualmente comprimere i livelli di LCR. Tuttavia, un’elevata presenza di attività liquide ‘eligible’ presso banche centrali e titoli sovrani probabilmente stabilizzerebbe il rapporto nella fase iniziale di stress.

Net Stable Funding Ratio (NSFR)

Il profilo di funding strutturale NSFR = (funding stabile disponibile ASF) /(funding stabile richiesto RSF) su orizzonte temporale 1 anno del settore bancario degli Emirati Arabi Uniti è tipicamente sostenuto da depositi nazionali e finanziamenti legati a titoli sovrani. Di conseguenza, il deterioramento dell’NSFR sarebbe probabilmente limitato nelle fasi iniziali di uno shock geopolitico. Tuttavia, un conflitto prolungato potrebbe accorciare le scadenze dei funding wholesale e ridurre l’appetito degli investitori internazionali, indebolendo leggermente tale parametro di stabilità dei finanziamenti a lungo termine.

Loan-to-Deposit Ratio (LDR)

Un conflitto con zona nevralgica Hormuz influenzerebbe l’LDR = [(Total loans) /(Total deposit)]*100 mediante due meccanismi concomitanti. Da un lato, l’incertezza economica potrebbe frenare la domanda di credito del settore privato, riducendo temporaneamente l’LDR. D’altro lato, al contrario, il fabbisogno di liquidità di emergenza da parte delle aziende impegnate nel trade finance, nella logistica e nelle catene di fornitura energetica potrebbe accelerare l’utilizzo del credito, aumentando il rapporto durante le fasi di stress geopolitico acuto.

Indicatore di posizione di liquidità

Un rischio geopolitico più elevato indurrebbe le banche ad aumentare il Net Liquidity Position indicator NLP=(Inflows+asset sales+ borrowing) – (outflows+loans) ovvero le loro riserve di liquidità operativa espandendo i saldi delle loro riserve detenute presso la banca centrale e le disponibilità ad attivo finanziario in titoli sovrani a breve termine. Tale riposizionamento difensivo del bilancio, rafforzerebbe l’indicatore di posizione di liquidità nel breve termine, sebbene potrebbe ridurre la redditività a causa di una maggiore quota di attività liquide a basso rendimento.

Coefficiente di depositi core

Il settore bancario degli Emirati Arabi Uniti beneficia di una quota strutturalmente elevata di depositi nazionali stabili, inclusi enti governativi e finanziamenti al dettaglio che si traduce in un elevato coefficiente di depositi core (=depositi core/totale attività) *100. Il coefficiente di depositi core (Core Deposit Ratio) misura la percentuale delle passività di una banca costituita da depositi stabili e a basso costo, considerati una fonte di finanziamento affidabile e meno sensibile alle fluttuazioni dei tassi di interesse rispetto ai depositi all’ingrosso (wholesale). Durante un conflitto regionale con gli States, potrebbe verificarsi una certa volatilità nei depositi internazionali o corporate. Tuttavia, una solida liquidità costituita da titoli sovrani a facile liquidabilità e i probabili futuri afflussi legati alla migliorata percezione degli Emirati Arabi Uniti in uno scenario di uscita dalle ostilità, potrebbero stabilizzare il coefficiente di deposito core.

Conclusione

Prospettive di liquidità in tre scenari di conflitto.
Le prospettive di liquidità del settore bancario degli Emirati Arabi Uniti rimangono fondamentalmente solide grazie agli elevati buffer normativi e alle solide strutture di deposito. Si possono in tal senso considerare tre scenari:
• Rapida de-escalation: gli indicatori di liquidità rimangono ampiamente al di sopra delle soglie di Basilea con un impatto strutturale minimo.
• Tensioni regionali prolungate: graduale calo dell’LCR e moderata volatilità dei depositi, mentre l’NSFR rimane sostanzialmente stabile.
• Grave perturbazione marittima nello Stretto di Hormuz: temporaneo inasprimento della situazione di liquidità del sistema bancario e maggiore volatilità dell’LDR, mitigata dalle linee di liquidità delle banche centrali e dal sostegno sovrano.
Nel complesso, la resilienza del settore suggerisce che lo stress di liquidità rimarrebbe gestibile anche in caso di sviluppi geopolitici non favorevoli.

     *“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al  13/03/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI
The UAE Banking and Financial Sector is Resilient, Strong, Stable, and Well-Positioned to Navigate Regional Developments- 05 March 2026, Central Bank of UAE

 

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