Back to basics: L’importanza strategica dell’Investor Relation nelle banche – Agosto 2026
di Ivo Invernizzi*
Le Investor Relation (IR) sono diventate una funzione strategica per tutte le banche, poiché la trasparenza, la credibilità e una comunicazione coerente, dettagliata, chiara e precisa, influenzano direttamente la fiducia degli investitori, la valutazione della banca da parte della comunità finanziaria e il suo accesso ai mercati dei capitali. Tali fattori, risultano particolarmente importanti per le banche, i cui modelli di business dipendono fortemente dalla fiducia nella loro adeguatezza patrimoniale, nella loro liquidità, nella qualità degli attivi e nella gestione del rischio. Il documento del Comitato di Basilea “Enhancing Bank Transparency”, pubblicato il 21 settembre 1998, seppure ormai datato, risulta ancora ‘una pietra miliare’ volta ad individuare la best practice nelle investor relation. Da esso, si evince che, informazioni tempestive e affidabili consentono agli operatori di mercato di valutare i rischi bancari e rafforzano la disciplina di mercato. Indichiamo al lettore alcuni tra tali principi di best practice, senza pretesa alcuna di esaustività.
1. Supportare un’accurata valutazione della banca
Una solida funzione di IR traduce metriche bancarie complesse come, ad esempio, il ROTE (Return on Tangible Equity), CET1 (Common Equity Tier 1), NII (Net Interest Income), costo del rischio e qualità degli attivi in una comunicazione a servizio dell’investimento coerente, aiutando gli investitori a comprendere meglio i dati di bilancio della banca, la sostenibilità prospettica del business e il suo posizionamento strategico nell’arena competitiva. Tuttavia, un’eccessiva enfasi nella comunicazione degli indicatori di bilancio positivi può creare problemi di credibilità per l’istituzione bancaria nel suo complesso, qualora la comunicazione stessa apparisse eccessivamente promozionale anziché equilibrata, soprattutto qualora le condizioni di redditività e solidità patrimoniale potrebbero variare in un futuro prossimo anche per cause ambientali ed esogene alla banca e non direttamente riconducibili a una sana e prudente gestione.
2. Ridurre le asimmetrie informative
Le banche sono per loro natura imprese ad alta intensità di informazioni e molto legate alla corretta data analysis, il che rende gli investitori particolarmente dipendenti dalle comunicazioni del management in merito a qualità del credito, liquidità, capitale e rischio nelle sue varie accezioni (mercato e tasso, liquidità, operativo, credito). Una comunicazione efficace con gli investitori riduce l’incertezza e supporta la disciplina di mercato. Tuttavia, un’eccessiva divulgazione di informazioni può sommergere gli investitori con dati tecnici talvolta non facilmente comprensibili anche ad autorevoli esperti, riducendo anziché migliorando la trasparenza e rendendo più difficile l’individuazione dei rischi rilevanti.
3. Gestire le attese degli investitori
Le relazioni comunicative con gli investitori dovrebbero esprimere aspettative realistiche in merito a utili, generazione di capitale, dividendi, obiettivi strategici e performance aziendale. La coerenza tra le previsioni e i risultati effettivi rafforza la credibilità del management. Tuttavia, se da un lato la comunicazione di obiettivi eccessivamente ambiziosi può temporaneamente sostenere il sentiment positivo di mercato, d’altro lato il loro mancato raggiungimento può causare danni significativi alla reputazione (rischio reputazionale), generando potenzialmente reazioni negative da parte della comunità finanziaria.
4. Tutelare l’accesso al mercato dei capitali
Per le banche, la fiducia degli investitori incide direttamente sul costo e sulla disponibilità di capitale proprio, di debito senior, di debito subordinato o junior e di altri strumenti di finanziamento. Una comunicazione efficace con gli investitori può per tale via favorire la flessibilità finanziaria consentendo alla banca di accedere agevolmente al mercato del capitale di rischio e di debito in condizioni di mercato e tempi idonei, senza subirne un effetto negativo in costi addizionali a conto economico. Tuttavia, una comunicazione finanziaria eccessivamente focalizzata sull’accesso al mercato a breve termine potrebbe indurre il management a dare priorità al sentiment degli investitori rispetto alla solidità del bilancio a lungo termine.
5. Rafforzare la comunicazione in caso di crisi
In caso di deterioramento del rischio di credito, di interventi da parte delle Autorità di Vigilanza, di tensioni di mercato o di perdite inattese, gli investitori richiedono spiegazioni rapide, credibili e coerenti che possano convincerli a rimanere fedeli alla banca. Una comunicazione efficace con gli investitori può contribuire a evitare che l’incertezza si trasformi in perdita di fiducia. Potrebbe peraltro accadere che, comunicazioni ritardate, dichiarazioni contraddittorie o un’eccessiva cautela riconducibile al rispetto delle normative specifiche dedicate al settore, possono consentire a voci e speculazioni di dominare la narrativa di mercato prima che il management intervenga.
6. Migliorare il vantaggio competitivo della banca da differenziazione strategica
Le relazioni con gli investitori (IR) offrono un fondamentale servizio di comunicazione al fine di spiegare perché una banca merita una valutazione economica differente e forse migliore rispetto alle banche concorrenti, grazie a una redditività superiore, un’efficienza nella allocazione del capitale, a capacità digitali e d’innovazione riconducibili a massicci investimenti in Information Technology, posizionamento geografico o gestione oculata e attenta del rischio. Si ricordi peraltro che, la differenziazione competitiva può rivelarsi controproducente se il management si basa su confronti selettivi e parziali con i concorrenti, ignora le debolezze strutturali interne o presenta alla comunità degli investitori vantaggi ciclici temporanei come vantaggi competitivi permanenti.
7. Integrare la comunicazione ESG
Gli investitori valutano sempre più le banche in base alle modalità in cui gestiscono rischio climatico e la protezione ambientale, alla qualità della loro governance, all’impatto sociale e alla resilienza normativa, oltre ai tradizionali classici parametri finanziari. Le relazioni con gli investitori dovrebbero integrare tali nuove dimensioni nel business case della banca. Tuttavia, eventuali affermazioni riguardo la sostenibilità non supportate da risultati misurabili e concreti (KPI o Key Performance Indicator) potrebbero deteriorare la fiducia degli investitori.
8. Costruire una relazione solida e duratura con gli azionisti
Le funzioni di Investor Relation più efficaci sviluppano un dialogo continuo con i loro investitori istituzionali, con gli analisti e gli investitori obbligazionari ed azionari, anziché concentrare la loro comunicazione esclusivamente sui risultati economici trimestrali. Tale best practice mirata alla relazione di lungo termine, permette di comprendere più a fondo la strategia e il profilo di rischio della banca. Si noti che, un coinvolgimento eccessivo ad esclusivo beneficio di investitori selezionati può creare un accesso ineguale alle informazioni (asimmetrie informative) o la percezione di un trattamento preferenziale.
9. Comunicare le metriche bancarie chiave
Le relazioni con gli investitori dovrebbero comunicare in modo coerente le metriche di bilancio più rilevanti ai fini della valutazione delle banche: ad esempio, CET1 ratio, ROTE, EPS, NII, NIM, cost/income ratio, costo del rischio, rapporto NPL, ratio di copertura, crescita dei prestiti, depositi, liquidità e distribuzione del capitale ed altri. Tuttavia, presentare alla comunità finanziaria numerosi indicatori finanziari senza spiegarne i driver rilevanti in modo chiaro, potrebbe incoraggiare una gestione delle metriche orientata al solo breve termine.
10. Migliorare la trasparenza sul rischio di credito
La trasparenza riguardo alla gestione del rischio di credito da parte della banca è la base fondamentale nelle relazioni con gli investitori delle banche, poiché consente loro di valutare correttamente la sostenibilità degli utili e del capitale. La comunicazione dovrebbe includere sempre eventuali (se presenti) crediti deteriorati (NPL), le esposizioni di Fase 2, gli accantonamenti (Loan Loss Provision), i coefficienti di copertura, le concentrazioni settoriali dei portafogli crediti, i default e le tendenze future del portafoglio crediti e degli impieghi nel loro complesso. Un potenziale rischio riguarda peraltro il fatto che, se da un lato una granularità delle informazioni insufficiente può indurre gli investitori ad applicare premi al rischio eccessivamente prudenti, d’altro lato un eccesso di dettagli può generare confusione e rendere meno chiare la tendenza nei rischi del portafoglio crediti.
*Ivo Invernizzi: “opera dell’ingegno umano realizzata con il solo supporto di sistemi di IA sotto supervisione editoriale”
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 21/08/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”
