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Back to basics: Il ruolo delle banche nella tokenization
dei fondi – Novembre 2026

di Ivo Invernizzi*

La tokenization dei fondi comuni di investimento è il processo mediante il quale le quote di un fondo vengono rappresentate digitalmente mediante token registrati su una Distributed Ledger Technology (DLT), consentendone la sottoscrizione, la detenzione e il trasferimento utilizzando infrastrutture digitali. La banca assume un ruolo centrale come intermediario finanziario e tecnologico: custodisce i token, gestisce i rapporti con gli investitori, fornisce liquidità per il regolamento, verifica la conformità normativa e automatizza le attività amministrative e post-trade. Il cambiamento più importante consiste nel passaggio da una filiera del risparmio gestito basata su infrastrutture separate e riconciliazioni successive a un ecosistema integrato, programmabile e potenzialmente operativo in tempo reale che vede la banca come protagonista, con ruolo di supporto, coordinamento, settlement

Richiamiamo l’attenzione del lettore sullo studio Tokenization of Traditional Assets, intervento di Carlo Comporti, Commissioner di Consob, presentato il 2 settembre 2025 alla conferenza HANFA – Capital Markets in the Digital Age, a Dubrovnik. Tale ricerca, analizza l’evoluzione della tokenizzazione degli strumenti finanziari, le opportunità e i rischi della DLT, il regime europeo DLT Pilot, l’esperienza italiana e le soluzioni utilizzate per il regolamento monetario dello strumento finanziario tokenizzato. La tesi centrale dello studio è che la tokenizzazione può migliorare velocità di regolamento, programmabilità, trasparenza e controllo degli attivi, modificando le infrastrutture di negoziazione e post-negoziazione. Affrontiamo i nodi della filiera di tokenization dei fondi di investimento in cui la banca interviene con un ruolo specifico.

1. Custodia dei token

La banca può assumere la funzione di custode istituzionale degli strumenti finanziari tokenizzati, garantendo continuità operativa, protezione degli asset e controllo degli accessi. All’interno della funzione di custodia, è possibile distinguere alcune ‘sotto funzioni’ svolte dalla banca. Il servizio di custodia rappresenta una potenziale fonte di ricavi ricorrenti mediante commissioni di servicing, amministrazione e custodia. Richiede tuttavia investimenti tecnologici, capitale umano specializzato e presidi di cybersecurity.

A. Infrastrutture istituzionali

LE banche gestiscono infrastrutture DLT integrate avvalendosi di sistemi IT, depositari e amministratori dei fondi. Così facendo, consentono registrazione, trasferimento e monitoraggio delle quote di fondi tokenizzate lungo l’intero ciclo di vita dello strumento finanziario. Tale modello operativo che le vede come ‘infrastrutture istituzionali’, richiede integrazione tra registri DLT e infrastrutture finanziarie tradizionali.

B. Protezione delle chiavi private

Le banche conservano le chiavi crittografiche mediante sistemi istituzionali di gestione degli accessi e autorizzazioni multiple. Tali sistemi a chiave, proteggono la disponibilità degli asset da furti, smarrimenti e accessi non autorizzati. E tuttavia indispensabile che le banche introducano all’interno dei propri meccanismi operativi, appositi controlli, segregazione organizzativa dei ruoli e procedure di recupero.

C. Separazione patrimoniale e sicurezza

I concetti di segregazione patrimoniale e sicurezza distinguono gli asset dei clienti dal patrimonio proprio della banca e dai suoi rischi operativi. In tal senso, la titolarità giuridica delle quote di fondi tokenizzate deve essere coerente con il registro DLT e la normativa esterna e interna alla banca applicabile. Con specifico riferimento al sistema bancario italiano, il quadro regolamentare introdotto nel 2023 riconosce l’equivalenza giuridica degli strumenti finanziari tokenizzati a quelli tradizionali.

2. Fornitura di liquidità on-chain (depositi tokenizzati)

La banca può diventare il principale fornitore della componente monetaria necessaria al fine acquistare, vendere e regolare le quote dei fondi tokenizzati. Il vantaggio competitivo delle banche consiste nella capacità di ciascun istituto di credito di fornire contemporaneamente liquidità, moneta regolamentata e infrastruttura di regolamento. La disponibilità di liquidità ‘on-chain’ può in tal senso diventare un fattore determinante per la diffusione dei fondi comuni di investimento tokenizzati.

A. Emissione di moneta digitale regolamentata

La banca può emettere depositi tokenizzati, mantenendo la natura giuridica del credito del depositante verso la banca. Tale modalità ‘tokenizzata’ di depositi, consente di utilizzare passività bancarie rappresentate digitalmente per pagamenti e regolamenti. Si noti peraltro che, la tokenizzazione del deposito non modifica automaticamente la sua qualificazione prudenziale.

B. Integrazione tra depositi tokenizzati e stablecoin bancarie

La banca integra strumenti monetari digitali con le piattaforme DLT di negoziazione e distribuzione, permettendo per tale via dii coordinare la gamba monetaria e quella finanziaria delle transazioni. Ricordiamo tuttavia al lettore che, le stablecoin e i depositi tokenizzati presentano differenti caratteristiche giuridiche, prudenziali e di rischio.

C. Settlement istantaneo delle transazioni

La banca abilita regolamenti Delivery-versus-Payment (DvP), sincronizzando trasferimento delle quote e pagamento. Mediante tale modalità, riduce il rischio di controparte impiegando regolamenti simultanei e indivisibili. Tuttavia, si ricordi che, il regolamento in moneta di banca centrale costituisce il riferimento di maggiore sicurezza.

Dati quantitativi e sviluppo infrastrutturale

Nel settembre 2026 BCE ha avviato il progetto Pontes, che collega le piattaforme DLT ai servizi TARGET al fine di regolare transazioni wholesale in moneta di banca centrale. Un altro progetto BCE, il progetto Appia, prevede un blueprint che possa confluire nell’ottenimento di un ecosistema finanziario europeo integrato entro il 2028. L’EBA aveva individuato un solo caso operativo di deposito tokenizzato nello spazio economico europeo nel proprio rapporto del 2024. Il vantaggio competitivo delle banche consiste nella capacità di fornire contemporaneamente liquidità, moneta regolamentata e infrastruttura di regolamento. La disponibilità di liquidità on-chain può diventare un fattore determinante ai fini della diffusione dei fondi tokenizzati.

3. Democratizzazione e distribuzione dei fondi tradizionali

La tokenizzazione permette di trasformare le quote dei fondi in unità digitali trasferibili, ampliando le modalità di distribuzione e accesso agli investimenti. La distribuzione di fondi di investimento a struttura tokenizzata può ampliare le masse gestite per gestori patrimoniali, incrementare la raccolta e generare commissioni di distribuzione e servicing. La vera opportunità consiste nell’estendere l’accessibilità dei prodotti mantenendo la protezione normativa dell’investitore.

A. Frazionamento degli asset ad alto valore unitario

Questa funzione ha l’obiettivo di suddividere economicamente investimenti immobiliari e partecipazioni di private equity in unità digitali di minore valore. Per democratizzazione si intende in tal senso che, la banca riduce la soglia economica di accesso ad alcune categorie di investimenti alternativi. Tuttavia, si ricordi che, tale funzione non elimina i requisiti di investimento minimo, illiquidità o adeguatezza previsti dalla struttura del fondo.

B. Tokenizzazione di UCITS e AIF

La tokenizzazione rappresenta digitalmente anche quote di fondi UCITS e fondi di investimento alternativi (AIF). Per quanto ovvio, si mantiene la disciplina del fondo comune di investimento sottostante, compresi diritti degli investitori, valutazione e rimborso. Così facendo è possibile integrare in un unico flusso sottoscrizioni, trasferimenti e registrazioni delle quote in infrastrutture DLT.

C. Riduzione delle barriere per la clientela retail

Democratizzazione significa anche ampliare la distribuzione digitale mediante wallet e piattaforme bancarie, favorendo la sottoscrizione frazionata, nei limiti della normativa e delle caratteristiche del prodotto. Sul piano puramente commerciale, tale modalità operativa, può aumentare la platea di investitori, mantenendo i presidi di appropriatezza e adeguatezza. Imposti dalla normativa MiFID.

4. Garanzia di conformità normativa (KYC)

La banca costituisce il collegamento tra l’identità giuridica dell’investitore, il possesso dei token e le regole di trasferimento degli strumenti finanziari. Si può ragionevolmente concludere che, la compliance diventa parte integrante dell’infrastruttura digitale, anziché un’attività esclusivamente successiva alla transazione in fondi tokenizzati. La banca può monetizzare servizi di identificazione, onboarding, monitoraggio e controllo regolamentare.

A. Verifica dell’identità dell’investitore

Per quanto ovvio, ricordiamo che la banca identifica e verifica le caratteristiche del cliente mediante procedure KYC e antiriciclaggio. Si tratta di collegare l’identità verificata al wallet digitale autorizzato a utilizzo e beneficio del cliente. Nel dettaglio dei dati analizzati, la banca controlla residenza, classificazione del cliente e requisiti di accesso ai prodotti finanziari sia tradizionali sia tokenizzati.

B. Antiriciclaggio integrato negli smart contract

Le verifiche di natura antiriciclaggio comportano la codifica di restrizioni di trasferimento e autorizzazioni nei protocolli di esecuzione delle operazioni di acquisto rimborso vendita di quote. La banca impedisce trasferimenti verso wallet non autorizzati o investitori non eleggibili. Inoltre, la banca automatizza controlli di whitelist, blocco e sospensione delle transazioni.

C. Collegamento tra mercati digitali e normativa vigente

La banca assicura coerenza tra trasferimento digitale e titolarità giuridica delle quote, mantenendo i presidi MiFID II, AML e disciplina dei fondi applicabili. Tale collegamento trasparente, garantisce tracciabilità, ‘auditabilità’ e conservazione delle evidenze delle transazioni in fondi tokenizzati.

5. Ottimizzazione e automazione della value chain

In termini di puro efficientamento dei processi produttivi, la tokenizzazione consente alle banche di integrare le attività di distribuzione, amministrazione, regolamento e gestione delle quote in un’unica infrastruttura digitale.

A. Riduzione dei costi di back office

Se la banca automatizza registrazione, riconciliazione e aggiornamento delle posizioni degli investitori, riesce per tale via a ridurre duplicazioni informative tra banca depositaria, transfer agent e amministratore del fondo. Tale stile di lavoro, limita interventi manuali e potenziali errori operativi.

B. Automazione di dividendi e rimborsi

La gestione dei pagamenti di dividendi (nel caso dei fondi a cedola) o distribuzione e dei proventi mediante smart contract consente l’automatizzazione dei pagamenti, rimborsi e aggiornamenti delle posizioni degli investitori. La procedura illustrata consente di applicare automaticamente condizioni contrattuali e date di pagamento.

C. Accelerazione dei trasferimenti transfrontalieri

La tokenizzazione riduce passaggi intermedi nei trasferimenti internazionali di quote di fondi comuni d’investimento tokenizzate, sincronizzando trasferimento degli asset e pagamento mediante regolamento atomico che favorisce interoperabilità tra infrastrutture e mercati di differenti giurisdizioni. Si tratta di un potente driver di efficienza anche nel caso del treasury management per le aziende. Ma tornando alla pura gestione del flusso per le quote di fondi comuni di investimento, il beneficio economico più rilevante potrebbe derivare dalla riduzione del costo unitario di gestione delle quote, soprattutto in presenza di elevati volumi di transazioni. La redditività per la banca dipenderà tuttavia dalla capacità di ammortizzare gli investimenti in tecnologie iniziali e raggiungere una massa critica di partecipanti consentendo quindi economie di scala attraverso standardizzazione dei processi e dei dati. Volendo dare un riscontro operativo, nel settembre 2026, il progetto Pontes è passato dalla fase progettuale all’avvio operativo, con un primo gruppo di partecipanti già collegato. L’obiettivo europeo è estendere progressivamente le funzionalità, con piena implementazione prevista entro il 2028.

Conclusione – Prospettive di sviluppo della tokenization nel 2027: una real opportunity per le banche

Nel 2027 la tokenizzazione potrà rappresentare una nuova direttrice strategica per le banche europee, soprattutto mediante l’automazione delle attività post-trade: regolamento, riconciliazione, amministrazione delle quote e distribuzione dei proventi. Un’opportunità particolarmente interessante riguarda gli asset illiquidi come i fondi alternativi (AIF), soprattutto i fondi di private credit, nei quali la rappresentazione digitale può migliorare tracciabilità, disponibilità informativa e trasferibilità delle partecipazioni, senza eliminare sia il rischio di credito sia vincoli di liquidità sottostanti. Il wallet digitale potrà evolvere verso un punto unico di accesso al patrimonio tokenizzato del cliente bancario, integrando fondi, obbligazioni, depositi investimenti alternativi e, per il tramite di depositi tokenizzati, la gestione della sua liquidità pura. Parallelamente, la tokenizzazione entrerà progressivamente nelle priorità di vigilanza, con maggiore attenzione a interoperabilità delle infrastrutture, sicurezza degli smart contract e verifiche automatizzate KYC/AML. La prospettiva regolamentare è coerente con l’evoluzione del programma europeo Pontes-Appia e con l’attenzione crescente dell’ESMA ai rischi della tokenizzazione. L’interoperabilità obbligatoria rappresenta un possibile requisito evolutivo, non un obbligo generale già pienamente introdotto per tutte le piattaforme. La capacità delle banche di trasformare questi servizi in un’unica esperienza digitale sarà un elemento determinante della competizione bancaria nel 2027.

*Ivo Invernizzi: “opera dell’ingegno umano realizzata con il solo supporto di sistemi di IA sotto supervisione editoriale”

*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al 07/11/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI

 Consob – Carlo Comporti, Tokenization of Traditional Assets, 2 settembre 2025

https://www.consob.it/documents/d/asset-library-1912910/intervento_comporti_20250902

 ESMA, TRV Risk Monitor No. 1, 2026.

https://www.esma.europa.eu/document/trends-risks-and-vulnerabilities-trv-report-no-1-2026

 BCE, Eurosystem brings central bank money to tokenised finance, 21 settembre 2026.

https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.pr260921~e754847a7b.en.html

BCE, Eurosystem selects members for the Appia contact group, 19 agosto 2026.

https://www.ecb.europa.eu/press/intro/news/html/ecb.mipnews260819.it.html

Commissione europea, DLT and tokenisation: paving the way for an internet of value, 21 aprile 2026.

https://finance.ec.europa.eu/news/dlt-and-tokenisation-paving-way-internet-value-2026-04-21_en

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