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EBA Risk Dashboard Q2 2026: le banche europee performano bene nel secondo trimestre 2026 – Ottobre 2026

di Ivo Invernizzi*

A distanza di circa un mese dalla pubblicazione, diamo una panoramica sintetica ma dettagliata con taglio critico relativa al Risk Dashboard Q2 2026 EBA, pubblicato il 25 settembre 2026 dalla European Banking Authority (EBA). Il documento analizza i principali rischi e le vulnerabilità del settore bancario dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (UE/SEE), utilizzando dati prudenziali e segnalazioni di vigilanza. In sintesi, l’EBA evidenzia una combinazione di solide riserve patrimoniali e di liquidità, redditività elevata, crescita del credito e qualità degli attivi favorevole. Permangono tuttavia rischi legati alle tensioni geopolitiche, alla volatilità dei mercati, alle condizioni macroeconomiche e alle valutazioni elevate di alcune attività finanziarie. A circa un mese dalla pubblicazione, affrontiamo brevemente i principali highlights della dashboard.

1. Solida patrimonializzazione

L’ obiettivo del risk dashboard trimestrale è valutare la capacità delle banche europee del campione analizzato di assorbire perdite e sostenere la crescita degli impieghi. In tal senso, il CET1 ratio al 16,1% nel secondo trimestre 2026, rispetto al 16,2% del trimestre precedente risulta un dato solido seppure con lieve riduzione associata all’aumento delle attività ponderate per il rischio. Sussiste tuttavia un margine prudenziale di circa 430 punti base sopra i requisiti regolamentari, sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. L’Interpretazione finanziaria è che il capitale di migliore qualità disponibile alle banche analizzate offre una protezione significativa contro perdite inattese, ma la crescita degli RWA può assorbire progressivamente tale buffer. In prospettiva, la tenuta dei coefficienti patrimoniali dipenderà da utili ritenuti, distribuzioni di dividendi agli azionisti, crescita dei prestiti e possibili maggiori assorbimenti patrimoniali.

2. Elevata redditività

L’obiettivo della analisi di redditività bancaria è verificare la sostenibilità degli utili ottenibili mediante l’attività di gestione caratteristica operativa ovvero il contributo dei margini d’interesse. Il ROE nel trimestre si è attestato all’11,3%, in aumento dal 10,7% di un anno prima; il rendimento del capitale migliora nel confronto annuale. Il NIM (Net Interest Margin) ha registrato un adeguato 1,63%, in lieve crescita rispetto all’1,58% dell’anno precedente, sostenuto dalla crescita dei prestiti e dei ricavi netti da interessi. In termini di efficienza operativa, il cost-to-income ratio al 51,5%, contro il 52,5% annuo precedente rivela che i costi operativi sono rimasti sostanzialmente stabili. In termini di valutazione sintetica, si può ragionevolmente affermare che, la redditività beneficia di margini e volumi buoni, seppure i salari, investimenti tecnologici, costo della raccolta e rettifiche potrebbero ridurre gli utili futuri. EBA segnala che, in rischio prospettico: il ROE aggregato negli anni a venire potrebbe non garantire rendimenti superiori al costo del capitale per ogni intermediario. Inoltre, persistono differenze tra dimensioni, paesi e modelli operativi di business.

4. Qualità degli attivi sotto controllo

L’obiettivo di analisi della qualità degli attivi è misurare la tenuta del credito e individuare vulnerabilità non ancora riflesse nei default dei portafogli clienti. Osservando da vicino la situazione dei crediti deteriorati, si rileva un NPL ratio all’1,8%. Tale livello, risulta contenuto che segnala una qualità aggregata degli attivi ancora favorevole. I crediti in stage 2 evidenziano una quota sul totale crediti che si è attestata all’8,9% dei finanziamenti. Tale dato, suggerisce un contenimento dei crediti con rischio di deterioramento significativamente migliorato. Il credito alle famiglie risulta essere in crescita annua del 5,2% e trimestrale dell’1,7%; espansione questa, che richiede attenzione alla sostenibilità del servizio del debito. Il credito alle imprese ha evidenziato finanziamenti alle società non finanziarie (NFC Non Financial Corporate) in aumento del 6,3% annuo e dell’1,7% trimestrale, seppure si osservino differenze rilevanti tra paesi. EBA ricorda l’importanza della concentrazione settoriale: l’esposizione diretta al settore IT rappresenta il 4% dei prestiti alle imprese, circa l’1,9% del credito complessivo alla clientela, seppure osservi nessun deterioramento significativo segnalato. Secondo EBA, le aree da monitorare sono i crediti alle PMI, il credito al consumo e gli immobili commerciali, che possono mostrare peggioramenti prima che aumenti sensibilmente l’NPL ratio aggregato.

5. Robuste riserve di liquidità

L’obiettivo della analisi di liquidità è valutare la capacità di far fronte ai deflussi e finanziare stabilmente gli impieghi. Il Liquidity Coverage Ratio (LCR) si è attestato al 158,5%, dato ampiamente superiore al requisito minimo Basilea del 100%, con copertura robusta dei deflussi netti di liquidità a 30 giorni. L’NSFR o Net Stable Funding Ratio ha rivelato un ottimo 125,7% medio, superiore al minimo regolamentare del 100%. Tale indicatore, suggerisce una struttura di finanziamento relativamente stabile sull’orizzonte annuale. Per quanto attiene le attività liquide di alta qualità (HQLA), i titoli sovrani presenti negli attivi finanziari bancari sono stati in aumento dell’8,7% nel primo semestre 2026, mentre le disponibilità liquide pure sono diminuite. Passando ad osservare la raccolta, i depositi complessivi sono stati in crescita dell’1,6%; quelli delle famiglie in aumento del 2,3%, sostenendo la stabilità del funding ottenibile a costo contenuto. Secondo pura valutazione finanziaria, tali buffer di liquidità riducono il rischio di tensioni immediate, ma la concentrazione della liquidità in titoli sovrani espone a volatilità dei prezzi e correlazioni tra rischio sovrano e bancario (si veda l’attuale condizione di rischio Francia). EBA ipotizza che, in uno scenario avverso: una competizione più intensa sui depositi potrebbe aumentare il costo della raccolta anche senza provocare deflussi di liquidità netti significativi.

6. Incertezza geopolitica e di mercato

L’ obiettivo degli impatti di analisi geopolitica sui bilanci bancari è stato individuare i principali fattori esogeni che potrebbero interrompere il quadro favorevole. Per quanto ovvio, gli attuali conflitti e le conseguenti tensioni commerciali possono alimentare inflazione, frenare la crescita e deteriorare la capacità di rimborso di famiglie e imprese. Eventuali ulteriori rialzi di tassi possono sostenere inizialmente i margini, ma aumentare costi di funding, spese operative e rischio di credito. Se ipotizziamo una pura valutazione di mercato, valori elevati degli attivi bancari aumentano la vulnerabilità a correzioni, soprattutto quando valutazioni e liquidità dipendono da aspettative di crescita ottimistiche. Passando all’osservazione del funding dell’intelligenza artificiale: la crescita delle emissioni obbligazionarie da parte degli hyperscaler e la concentrazione delle esposizioni finanziarie collegate all’AI richiedono controlli su leva, garanzie, concentrazione e valore residuo degli attivi. EBA ricorda che esiste un rischio sistemico: shock simultanei su spread sovrani, funding e credito, che insieme possono amplificare le perdite per le banche anche in presenza di coefficienti patrimoniali inizialmente solidi. Sussiste in tal senso una importante implicazione prudenziale: stress test aggiornati, limiti alle concentrazioni e monitoraggio delle controparti non bancarie sono essenziali al fine di anticipare rischi emergenti.

Conclusioni: lo scenario prospettico: novembre 2026 – primi mesi 2027

Il settore bancario europeo entra nell’ultima parte del 2026 con fondamentali solidi: CET1 al 16,1%, ROE all’11,3%, NPL all’1,8% e LCR al 158,5%. Nei prossimi mesi la redditività potrebbe mantenersi elevata, sostenuta dalla crescita del credito e dall’efficienza operativa, seppure il contributo dei margini d’interesse rimanga sensibile all’evoluzione dei tassi e della raccolta. Il rischio principale per le banche europee è un deterioramento selettivo del credito, amplificato da shock geopolitici, volatilità dei mercati e concentrazioni settoriali. Per il 2027, capitale e liquidità costituiranno importanti ammortizzatori, non garanzie contro perdite inattese.

*Ivo Invernizzi: “opera dell’ingegno umano realizzata con il solo supporto di sistemi di IA sotto supervisione editoriale”

*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al 23/10/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI

European Banking Authority (EBA), Risk Dashboard Q2 2026, pubblicato il 25 settembre 2026. Documento ufficiale e comunicato stampa

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