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Jackson Hole 2026: Warsh: “inflazione tuttora troppo alta abbiamo ancora molto lavoro da fare” – Agosto 2026

di Ivo Invernizzi*

I remarks di Kevin Warsh a Jackson Hole del 28 agosto 2026 hanno indicato una probabile direzione hawkish della Fed, ma non annunciata ufficialmente:

• Inflazione tuttora elevata – occorre riportarla al target Fed 2%
• probabili rialzi di tasso qualora l’inflazione permanga al di sopra di tale target
• una Fed più ‘discreta’ implica una riduzione della forward guidance

Di seguito gli effetti dello speech di Jackson Hole su tre importanti indicatori finanziari dalle ore 16.00 in poi del 28 agosto 2026:
• il dollaro da un massimo di 1.1658 alle ore 15.59 ha percorso una lunga traiettoria discendente che lo ha portato fino a 1.1595 alle 16.26
• il rendimento del Treasury decennale ha toccato un minimo di 4.6485% alle 15.58 con percorso alternato (4.6981% ore 16.22 e 4.6643 ore 16.42)
• l’indice azionario S&P500 alle 16.00 si attestava a 7748.250; è ‘crollato’ a 7715.8701 alle 16.13 poi a rialzo fino al massimo 7771.480 delle 17.01

Riportiamo gli highlights dell’intervento di Kevin Warsh a Jackson Hole.

ECONOMIA E PIL

Warsh ha espresso una valutazione positiva sulla tenuta dell’economia statunitense, evidenziando di essere rimasto colpito dalla capacità del PIL statunitense di mantenere un buon ritmo nonostante condizioni finanziarie e incertezze ancora rilevanti. La crescita appare sostenuta soprattutto dalla resilienza della domanda privata e dalla capacità dell’offerta di adattarsi. Un elemento particolarmente importante riguarda la produttività: Warsh considera l’innovazione tecnologica e, soprattutto, l’intelligenza artificiale potenzialmente capaci di aumentare significativamente la produttività e quindi il potenziale di crescita dell’economia. L’economia non appare in una situazione di evidente deterioramento.

LAVORO

Sul mercato del lavoro, Warsh ha mostrato un atteggiamento meno preoccupato rispetto al tema inflazione. Pur riconoscendo alcuni segnali di moderazione nell’occupazione e nella dinamica della domanda di lavoro, non considera il mercato del lavoro sufficientemente debole al punto di richiedere una risposta monetaria fortemente espansiva. Il saggio di disoccupazione rimane contenuto e, secondo Warsh, la situazione complessiva non indica ancora un deterioramento tale da modificare radicalmente le priorità della Fed. Entro il doppio mandato Fed, nel contesto attuale Warsh attribuisce maggiore peso al rischio inflazionistico rispetto a quello occupazionale.

INFLAZIONE

È il tema centrale e più hawkish del discorso di Warsh. Il numero uno Fed ritiene che l’inflazione sottostante non abbia ancora mostrato un miglioramento sufficientemente convincente verso il target Fed 2%. Ha evidenziato che, negli ultimi dodici mesi, il 54% dei beni e servizi del paniere PCE (Personal Consumption Expenditure) ha registrato aumenti superiori al 3%. Anche considerando gli ultimi sei mesi, circa il 49% del paniere mostrava incrementi annualizzati superiori al 3%. Secondo il punto di vista di Warsh, il recente rallentamento di alcuni indicatori non dimostra ancora che le pressioni inflazionistiche siano strutturalmente rientrate. La Fed deve essere sicura che l’inflazione sottostante stia convergendo al 2% con sufficiente rapidità; diversamente, rimane ancora “lavoro da fare”.

TASSI

Il messaggio sui tassi è stato chiaramente più hawkish rispetto alle aspettative precedenti. Warsh non ha annunciato esplicitamente un rialzo, ma ha indicato che, se l’inflazione sottostante non mostrerà progressi sufficienti verso il 2%, la Fed dovrà intervenire. Tale orientamento, implica che un rialzo del Fed Funds rate sarà già forse probabile nei prossimi meeting del FOMC. In sintesi, Warsh ha spostato il baricentro della funzione di reazione della Fed verso la necessità di assicurare il rientro dell’inflazione, prima di considerare ulteriori allentamenti monetari.

OBIETTIVI DI POLITICA MONETARIA FED

Warsh ha delineato una filosofia di conduzione della politica monetaria fondata sulla verifica rigorosa dei dati e sulla necessità di non reagire automaticamente alle informazioni passate. Un principio centrale è quello di “interrogare la realtà”, evitando di costruire la politica monetaria su dati obsoleti o su una lettura eccessivamente meccanica dei dati previsionali. La Fed dovrebbe inoltre calibrare la domanda aggregata in modo coerente con la capacità produttiva dell’economia, evitando sia un eccesso di domanda inflazionistico sia una restrizione monetaria eccessiva. L’approccio Warsh è pertanto data-dependent, con particolare attenzione alla stabilità dei prezzi e all’ancoraggio delle aspettative. Ha inoltre focalizzato la preferenza per una Fed meno dipendente dalla forward guidance e più focalizzata sulle decisioni effettive.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Il messaggio fondamentale è che la recente moderazione dell’inflazione non è ancora sufficiente al fine di dichiarare vinta la battaglia contro l’aumento dei prezzi. Se i prossimi dati non confermeranno un ritorno credibile verso il 2%, la Fed potrebbe dover aumentare la sua hawkishness. Parallelamente, Warsh sembra voler costruire una Fed più “silenziosa”, con meno forward guidance e maggiore dipendenza dai dati.

*Ivo Invernizzi: “opera dell’ingegno umano realizzata con il solo supporto di sistemi di IA sotto supervisione editoriale”

*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al 29/08/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI

In Our Time – Chairman Kevin Warsh At “Financial Innovation: Implications for Payments and Policy,” an economic policy symposium sponsored by the Federal Reserve Bank of Kansas City, Jackson Hole, Wyoming, Jackson Hole, Wyoming, 28th August 2026

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