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Schnabel interviene sull’inflazione: e gli effetti per le banche? – Luglio 2026

di Ivo Invernizzi*

    Nel suo intervento “Is inflation back?”, presentato al Petersberger Sommerdialog il 27 giugno 2026, Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha analizzato l’impatto inflazionistico della guerra in Iran e dei persistenti shock energetici sull’economia dell’area euro, offrendo spunti di riflessione fondamentali per il settore bancario.

A. Inflazione, banche e prezzi del petrolio

I prezzi del petrolio persistentemente elevati a causa delle interruzioni nello Stretto di Hormuz alimentano l’inflazione, aumentando i costi operativi delle imprese e comprimendo il reddito disponibile delle famiglie, accrescendo così il rischio di credito delle banche sui crediti commerciali sensibili al settore energetico e sui portafogli di credito al consumo. Si noti peraltro che, sebbene molte grandi banche europee permangano molto esposte in credito a settori energy intensive a combustibili fossili, non sono poche le realtà bancarie che diversificano molto i loro impieghi verso le rinnovabili, infrastrutture e AI e alla conformità ESG, la quale implica una allocazione del capitale bancario fortemente orientata a mitigare i rischi di transizione (si veda nello specifico la convenzione Net Zero Banking Alliance alla quale hanno aderito molte banche europee).

B. Inflazione, banche e crescita

La minore crescita dell’area euro, trainata dall’inflazione e la contrazione dei consumi privati indeboliscono la capacità di rimborso dei mutuatari. Tale contesto di stagflazione, rallenta la domanda di prestiti da parte di imprese e privati, aumentando inoltre la probabilità di crediti in sofferenza per le banche. Si ricordi peraltro che, l’inflazione riduce il valore reale del debito a tasso fisso: i debitori (Stati, famiglie e aziende) rimborsano prestiti con denaro che ha un potere d’acquisto inferiore. Tale importante effetto sul potere d’acquisto, può migliorare la sostenibilità finanziaria dei debitori e ridurre l’incidenza delle sofferenze, favorendo inoltre la crescita.

C. Inflazione, tassi BCE, margine di interesse netto (NII), ROE bancario

Con l’aumento dei tassi da parte della BCE al fine di contenere l’inflazione, il margine d’interesse netto (NII) delle banche beneficia inizialmente di effetto positivo. Tuttavia, se prolungati aumenti dei tassi dovessero deprimere significativamente la domanda di credito e conseguentemente i volumi dei prestiti e incrementare gli accantonamenti per crediti inesigibili, il rendimento complessivo del capitale proprio delle banche europee (ROE) potrebbe alla fine contrarsi. Si noti inoltre che, I correntisti spostano i capitali verso strumenti più remunerativi come i titoli di Stato, costringendo gli istituti di credito ad alzare la remunerazione dei depositi a fine di non perdere liquidità.

Conclusione

L’analisi di Isabel Schnabel evidenzia il rischio di un’inflazione persistente qualora si verificassero effetti di secondo ordine (i cosiddetti ‘second round effect’). Per le banche, tale fattore si traduce direttamente in un aumento dei tassi d’insolvenza dei clienti (conseguente aumento crediti UTP e NPL), in particolare delle aziende industriali indebitate che si trovano a fronteggiare margini compressi a causa dell’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia e delle pressioni sulla catena di approvvigionamento. Durante la seconda metà del 2026 e la prima metà del 2027, con la BCE attesa attenersi ad una politica monetaria più restrittiva al fine di imporre la disinflazione in un contesto di valutazioni elevate degli attivi rischiosi, è probabile che tali tassi di insolvenza della clientela corporate aumentino; tuttavia, la resilienza delle banche europee è confermata da dinamiche favorevoli del NII.

*Ivo Invernizzi: “opera dell’ingegno umano realizzata con il solo supporto di sistemi di IA sotto supervisione editoriale”

*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al 04/07/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI

Is inflation back? Isabel Schnabel, ECB, 27th June 2026

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