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Synthetic Risk Transfers: un approfondimento BIS – Febbraio 2026

di Ivo Invernizzi*

     Il documento “Synthetic Risk Transfers” (SRT o trasferimenti del rischio di credito mediante cartolarizzazioni sintetiche) pubblicato il 17 febbraio 2026 dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria presso la BIS approfondisce il funzionamento di tali transazioni, le forze di mercato in gioco e il modo in cui vengono considerate dalle autorità di regolamentazione. Analizza le motivazioni delle banche, la partecipazione degli investitori, i meccanismi di risparmio nel consumo del capitale bancario e le preoccupazioni delle autorità di vigilanza. In particolare, il report valuta come le riforme normative post-crisi finanziaria del 2008 abbiano rimodellato i mercati delle SRT e identifica potenziali vulnerabilità sistemiche associate alla crescente dipendenza da intermediari finanziari non bancari che intervengono in tali operazioni (NBFI).

Senza pretesa di esaustività sui dettagli del documento, per i quali rimandiamo il lettore ad una attenta disamina, citiamo alcuni punti d’interesse:

• Le SRT consentono alle banche di trasferire il rischio di credito senza vendere le attività creditizie sottostanti che restano a bilancio, preservando le relazioni con i clienti e ottenendo una riduzione nell’utilizzo di capitale regolamentare e ottimizzazione del portafoglio crediti in conformità alle regole di cartolarizzazione di Basilea.
• I mercati dei SRT sono cresciuti molto negli ultimi dieci anni, soprattutto nell’UE, negli Stati Uniti e nel Regno Unito. I volumi totali si attestano a circa 750 miliardi di euro. I prestiti alle imprese dominano i portafogli di riferimento degli SRT. Alcune banche europee trasferiscono il rischio di credito riferibile a circa il 12% dei loro portafogli di prestiti alle imprese, sebbene la dispersione tra le istituzioni finanziarie rimanga un importante punto di attenzione. Il risparmio sul capitale è il principale motore di tale tipologia di strumenti.
• La maggior parte degli SRT sono completamente coperti sotto il profilo del rischio di credito, il che riduce il rischio che una delle parti non paghi. In sintesi, le SRT costituiscono uno strumento che consente alle banche di ridurre il grado di leverage del loro bilancio.
• Il finanziamento repo delle tranche SRT consente ai fornitori di protezione di ottenere una maggiore leva finanziaria, ma l’utilizzo di liquidità a breve termine al fine di garanzie complesse con maturity più elevate può aumentare i disallineamenti delle scadenze e i rischi di liquidità per le banche.
• Le autorità di vigilanza mantengono la facoltà di limitare o negare l’alleggerimento nell’utilizzo patrimoniale laddove il trasferimento del rischio di credito sia ritenuto analiticamente non sufficiente, evidenziando l’importanza della sostanza rispetto alla forma nei sistemi di riconoscimento delle cartolarizzazioni.

Conclusione

Lo studio prodotto dalla BIS evidenza che gli SRT risultano essere strumenti idonei al fine di risparmiare capitale. Nel panorama bancario europeo del 2026, caratterizzato da requisiti di capitale più severi, profitti bancari resilienti ma monitorati e maggiore attenzione ai prestiti green e alle piccole imprese, i SRT forniscono un vantaggio importante consentendo alla banca di mantenere l’asset a bilancio pur trasferendone il rischio di credito. Gli SRT possono ridurre i requisiti patrimoniali per le banche migliorando il rendimento per unità di capitale proprio consentendo pertanto alle banche di riallocare le risorse di capitale su altri crediti il cui rischio non è trasferito.

     *“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al  24/02/2026, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI

‘Synthetic Risk Transfers,’ Bank for International Settlements, 17th February 2026

 

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