Legge di Bilancio 2026: principali interventi sul settore bancario italiano – Novembre 2025
di Ivo Invernizzi*
Le principali misure della Legge di Bilancio 2026 riguardanti le banche includono un incremento dell’Irap e l’introduzione di un prelievo sugli utili bancari.
In dettaglio, il “pacchetto banche” della manovra prevede:
• Aumento dell’Irap: è prevista una modifica normativa che comporterà un maggiore assoggettamento ad IRAP per le banche e le assicurazioni, anche alla luce di recenti sentenze della Corte di Giustizia UE sui dividendi.
• Prelievo sugli utili: la legge introduce un pacchetto di misure fiscali volto a prelevare una quota degli utili bancari per destinarla a gettito pubblico, una misura che, pur non essendo formalmente chiamata “tassa sugli extra-profitti”, ne riprende l’impostazione.
• Minore deducibilità: le nuove regole includono anche una minore deducibilità per alcuni costi, contribuendo al complessivo aumento del carico fiscale per il settore.
L’impatto stimato di queste misure sull’intero settore bancario italiano è significativo, con un prelievo complessivo stimato in circa 9,6 miliardi di euro tra aumento delle imposte e minore deducibilità, di cui circa 3,9 miliardi previsti solo per il 2026. L’Associazione Bancaria Italiana (Abi) ha espresso preoccupazione per queste misure, stimando un impatto di circa 800 milioni di mancate entrate per il settore a causa delle nuove disposizioni fiscali.
La Legge di Bilancio 2026 interviene sul tema delle DTA (Deferred Tax Assets, attività per imposte differite) per il settore bancario e assicurativo, principalmente mediante una misura di sospensione/differimento della deducibilità di alcune quote di DTA.
Nello specifico, l’articolo 22 della bozza della Legge di Bilancio 2026 introduce le seguenti disposizioni:
• Sospensione delle deduzioni: la legge prevede la sospensione di determinate deduzioni legate alle DTA per l’anno fiscale 2027, con il relativo differimento della deducibilità agli anni successivi.
Quote interessate: le quote di deduzione sospese riguardano principalmente:
• La quota del 3,80% relativa a svalutazioni e perdite su crediti verso la clientela.
• La quota del 12,36% relativa all’ammortamento fiscale dell’avviamento e di altre attività immateriali che hanno generato DTA.
• La quota del 9,50% relativa all’ammortamento fiscale delle componenti di reddito derivanti dalle perdite attese su crediti (secondo i principi contabili IFRS 9).
Effetti temporali ed economici: le deduzioni non usufruite nel 2027 saranno differite in quote uguali agli anni 2028 e 2029. Questa stretta fiscale ha un impatto significativo sui conti delle banche, stimato in circa 1,2 miliardi di euro per il 2026 e 3,9 miliardi per il 2027, con un conseguente recupero negli anni successivi.
Obiettivo della legge di Bilancio: questa iniziativa mira a generare gettito fiscale a breve termine per il governo, posticipando l’uso di questi crediti da parte degli istituti bancari, come parte del più ampio pacchetto di misure rivolte al settore finanziario al fine di finanziare la manovra.
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione all’ 11/11/2025, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”
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RIFERIMENTI:
Legge di Bilancio 2026- Senato della Repubblica, 3 novembre 2025
