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Fondo Monetario Internazionale: rapporto di stabilità finanziaria – Novembre 2025

di Ivo Invernizzi*

Proponiamo al lettore una breve sintesi del Rapporto sulla Stabilità Finanziaria Globale del Fondo Monetario Internazionale – ottobre 2025 (“Shifting Ground underneath the Calm”) suggerendo i punti di maggior interesse, scusandoci per la non-esaustività e completezza alle quali rimandiamo il lettore alla consultazione del documento originale.

• La calma globale maschera rischi crescenti: i mercati finanziari appaiono stabili, ma le valutazioni degli asset sono elevate e le vulnerabilità sistemiche si stanno accumulando sotto la superficie.

• Inflazione dei prezzi degli asset: gli asset rischiosi, in particolare azioni e obbligazioni societarie, sono aumentati nonostante le incertezze economiche e geopolitiche, sollevando preoccupazioni di sopravvalutazione e potenziali correzioni.

• Aumento del debito sovrano: i deficit fiscali dei governi si stanno espandendo, spingendo al rialzo l’emissione di obbligazioni sovrane e i rendimenti, con alcune economie avanzate che si trovano ad affrontare sfide di credibilità nella stabilizzazione del debito.

• Collegamenti tra banche e intermediari finanziari non bancari: le banche rimangono ampiamente ben capitalizzate, ma la crescente esposizione agli intermediari finanziari non bancari (NBFI) aumenta
l’interconnessione e i rischi di contagio.

• Fragilità dei cambi: la crescente incertezza macro-finanziaria, un dollaro USA più debole e una maggiore domanda di strumenti di copertura stanno mettendo sotto pressione i mercati valutari, con potenziali ripercussioni su altre classi di attività.

• Divergenza dei mercati emergenti: le economie con fondamentali solidi e mercati valutari locali più solidi sono più resilienti, mentre i mercati emergenti più deboli si trovano ad affrontare un debito maggiore e un margine di manovra fiscale limitato.

• Tensione del settore aziendale: le aziende stanno subendo pressioni da dazi, costi di indebitamento più elevati e condizioni di rifinanziamento più restrittive, in particolare nei mercati del credito privato e con leva finanziaria.

• Espansione delle stablecoin: la rapida crescita delle stablecoin ancorate al dollaro statunitense comporta potenziali rischi di sostituzione valutaria, perturbazioni del mercato obbligazionario e vendite forzate di asset durante le corse agli sportelli.

• Priorità politiche: il FMI sollecita disciplina fiscale, indipendenza delle banche centrali, una maggiore regolamentazione delle istituzioni finanziarie non bancarie (NBFI) e delle stablecoin e reti di sicurezza finanziaria più solide per salvaguardare la stabilità.

• Prospettive: Sebbene i rischi di crisi immediata rimangano contenuti, l’elevata incertezza, l’elevato debito e i cambiamenti strutturali nei mercati rendono la vigilanza e la cooperazione multilaterale essenziali per prevenire l’instabilità.

Per quanto riguarda il quarto punto, i legami tra banche e istituti non bancari e i rischi sistemici, aggiungiamo queste tre avvertenze:

• Banche-Shadow banking (NBFI o Non Banking Financial Institutions): le sfide derivano dalla concorrenza e dall’arbitraggio regolamentare. Gli IFN operano con regole diverse, il che consente loro potenzialmente di assumersi maggiori rischi o di offrire prodotti a costi inferiori, costringendo le banche ad adattare le proprie strategie per competere, pur rispettando normative più severe. Ciò può portare a una “corsa al ribasso” in termini di assunzione di rischi o alla pressione di operare in modo più simile agli IFN o Istituti Finanziari non Bancari stessi.

• Banche-Credito privato (Private Credit PC): la crescita del credito privato (prestiti diretti) ha eroso l’attività di prestito tradizionale delle banche, in particolare nel mercato intermedio, poiché gli istituti non bancari sono intervenuti per soddisfare la domanda di finanziamenti tramite debito dopo l’inasprimento della regolamentazione bancaria dopo il 2008. Questo cambiamento crea sfide per le banche in termini di quota di mercato, gestione del rischio e potenziale rischio di future crisi di liquidità in caso di accumulo di rischio sistemico nel settore del credito privato meno regolamentato.

• Banche-SRT (Significant Risk Transfer): le operazioni di trasferimento del rischio statutario (Statutory Risk Transfer, SRT), che prevedono il trasferimento del rischio di credito da parte delle banche a terze parti, possono creare sfide legate al rischio operativo, alla prociclicità e all’arbitraggio regolamentare. Le banche incontrano difficoltà nel prezzare accuratamente il rischio e nel garantire che l’alleggerimento patrimoniale ottenuto da queste transazioni non comporti una riduzione degli standard di prestito complessivi o un aumento del rischio sistemico se le controparti non sono sufficientemente solide da assorbire il rischio.

     *“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione  al 07/11/2025, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”

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RIFERIMENTI:

IMF, Global Financial Stability Report, IMF, October 2025

 

 

 

 

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