Euro digitale: il futuro è ora – Ottobre 2025
di Ivo Invernizzi*
A seguito della pubblicazione del primo rapporto sulla Digital Euro Innovation Platform Bce, durante un evento ospitato dall’Università Bocconi di Milano il 26 settembre 2025, in data 30 settembre 2025 si è svolto presso SDA Bocconi il convegno dal titolo: “Euro Digitale: la nuova sfida monetaria per l’Europa.” Nel corso del convegno, sono stati illustrati i risultati di una survey compiuta su 17.000 cittadini europei riguardante l’uso e le potenzialità dell’euro digitale. Di seguito, riportiamo gli highlights dagli interventi di alcuni tra i relatori del convegno scusandoci per l’omissione del contenuto di altri, altrettanto interessanti.
Dopo un breve ma illuminante prologo improntato sulla storia della moneta e basato su un dibattito virtuale tra Giulio Cesare, John Maynard Keynes, Satoshi Nakamoto proposto dal Prof. Leonardo Maria De Rossi Lecturer di Leadership, Organization and Digital Technologies, SDA Bocconi, è seguito l’intervento introduttivo di Stefano Caselli, Dean SDA Bocconi, che ha stimolato la platea sulle sfide dell’euro digitale. In particolare:
1. Il tema incrocia 3 aspetti:
– Innovazione e tecnologia.
– Bisogni dei cittadini.
– La partita europea.
Esiste un aspetto politico, ovvero l’evoluzione della moneta è un tema ‘uncomfortable’. Gli attori politici scelgono una direzione, negli States ad esempio, abbiamo lo Stablecoin. Alcune banche americane hanno scelto di denominare i loro libri in Stablecoin e si è assistito all’adeguamento dei circuiti carte di credito.
Come andrà a finire? 2 i possibili finali come nel film ‘the big short’:
– cartolarizzazione delle cartolarizzazioni
– Stablecoin (In USA) diventa l’asset di riferimento principale.
Occorre molta regolamentazione e una scelta di campo delle Central banks che diventino protagoniste di innovazione nel mondo della moneta digitale.
Come faremo euro digitale? Si presentano due strade:
– Strada light (assetti win win tra Central Banks e banche)
– Strada Hard (strada fondamentale)
È seguito l’intervento di Nicola Branzoli Head of the Regulation, Research and Technical Support Division, Digital Euro Unit, Bank of Italy secondo il quale:
– Occorre trovare un design di euro digitale col minimo impatto sulla resilienza degli intermediari.
– Il contante è in calo da 20 anni ma non sparirà dalle transazioni avendo ruolo di strong value, a favore di e-commerce, pagamenti mobile.
– Anche il contante dovrà entrare nel mondo digitale.
In UE esiste un problema unico: siamo una unione monetaria ma con differenti contesti fiscali e politici nazionali.
In UE non esiste uno schema di carte di credito nazionale a eccezione di cinque sistemi nazionali, gli altri paesi si appoggiano su operatori di carte extraeuropei.
Due terzi dei pagamenti con carta sono processati da operatori non europei che applicano commissioni e i loro standard sono loro proprietà e operano in tutto il mondo e beneficiano di economie di scala e scopo enormi (sono effettivamente oligopolisti).
L’euro digitale implica tre componenti:
– Infrastrutture fisiche o server distribuiti su differenti regioni
– Esistono regole per scambio informazioni (rulebook) e standard procedurali aperti e riutilizzabili da ogni soggetto (bene pubblico)
– una nuova forma di denaro: l’asse contante digitale
È necessaria la cooperazione non la competizione:
– Costruita con Player europei vincitori.
– Sviluppata da mercato.
– La disintermediazione bancaria sarà forse causata dall’euro digitale, pertanto esso non sarà remunerato, e con holding limits (i commercianti non possono detenerne) formalizzati solo per gli utenti.
– Waterfall: gli utenti potranno pagare mediante un c/c bancario l’euro digitale senza doverlo detenere.
Benefici per UE dell’euro digitale:
– Strumento di pagamento universale.
– Preserva la privacy.
– Utilizzo senza rete e non vi sarebbero, pare, PSP (Payment Services Provider) a intermediare, bensì solo il compratore e venditore ne sapranno
– È scalabile grazie al corso legale.
– BCE vuole costruirne una app apposita. Ma vi saranno
– Risparmi per banche ma esse dovranno farvi investimenti
È necessario effettuare un lavoro su:
– Commissioni.
– Compensazione con modello.
– Frand access to mobile devices
– digital inclusion
In conclusione, secondo il relatore Dr. Branzoli, l’innovazione spetta al settore privato.
Sintetizziamo di seguito anche il punto di vista di una nota digital neobank che ha contribuito alla ricerca svolta in collaborazione con SDA Bocconi
Esistono 4 grandi sfide monetarie in Europa:
– Sovranità monetaria
– Frammentazione
– Crescita della moneta privata (perdita controllo monetario dalle authority)
– Crescita delle criptovalute
Ovviamente il denaro ha tre grandi funzioni:
– Mezzo di scambio
– Unità di conto
– Riserva di valore
Ma: in aggiunta a tali funzioni tradizionali, il denaro pubblico fornisce anche altri vantaggi:
– Funzione antiriciclaggio
– Sovranità
– Efficienza delle risorse
Esiste un framework sui rischi dell’euro digitale:
– Rischio di settlement
– Rischio frode
– Rischio di crimine finanziario
– Rischio operativo
– Rischio legale e compliance
– Rischio cybersecurity
Ma quali sono le potenziali debolezze dell’euro digitale?
– Assenza di una proposition di valore basata sul cittadino europeo
– Intermediazione da parte di Payment Services Providers (PSP)
– Mancanza di vantaggi di costo
– Limitate funzioni di scopo
– Mancanza di integrazione con le cryptovalute
La ricerca ha messo in luce tre possibili declinazioni del progetto proposte agli intervistati:
– Digital euro
– Digital cash rappresentazione virtuale del cash effettivo
– Euro token: una forma di denaro pubblico decentralizzato basato sulla attuale tecnologia blockchain
Occorre peraltro effettuare una analisi comparativa dei pro e contro del digital cash paragonato a digital euro ed euro token alla luce degli otto rischi su indicati.
La raccolta dati della ricerca ha riguardato 27 paesi europei, 2.320.000 di questionari inviati ai cittadini, 17.000 risposte ricevute e analizzate.
I rispondenti sono stati classificati secondo età, background educativo, occupazione.
L’intervento di Nico Abbatemarco, Lecturer SDA ha riguardato i dettagli sui risultati della ricerca, in particolare il modello:
le attitudini relative alle tre declinazioni di euro digitale, digital cash ed euro token:
– Utilità percepita dell’euro digitale.
– Facilità di uso.
– Vantaggi relativi.
– Comparabilità.
– Osservabilità.
– Rischio percepito.
– Fiducia.
Nella ricerca, sono state inoltre analizzate in dettaglio le seguenti caratteristiche:
– Legal tender in euro area.
– User friendly app.
– Capabilities online e offline.
– Presenza di caratteristiche avanzate.
– Costo per gli utilizzatori.
– Costo per gli esercenti commerciali retail.
– Privacy nelle transazioni.
– Identificazione personale.
– Holding limits.
– Limiti su transazioni offline.
È seguita una tavola rotonda tra esperti del settore pagamenti moderata dal prof. Giampaolo Gabbi di SDA Bocconi, durante la quale è emerso che il rischio di disintermediazione per le banche esiste. Come ormai noto, L’euro digitale funziona utilizzando un portafoglio o wallet digitale, gestito da intermediari finanziari come le banche ma non solo e necessita appoggio su un c/c bancario per i trasferimenti dal conto al wallet dell’utente all’esercente commerciale beneficiario del pagamento, entro determinati ‘holding limits’. Gli utenti possono depositare e prelevare euro digitali, utilizzandoli per effettuare e ricevere pagamenti. L’euro digitale si svilupperà utilizzando un conto corrente prepagato o deposito in BCE e questo potrebbe ridurre il credito in euro zona perché le banche perderebbero depositi. I tassi potrebbero crescere molto. Ma BCE conosce tali problemi, pertanto, la gestione degli holding limits dovrà essere compatibile con la regolamentazione in euro zona e BCE dovrebbe gestirla. Ma se qualunque PSP (Payment Services Provider, come whatsapp, Google, Apple etc.) potesse fornire il servizio di wallet digitale e tale denaro verrebbe prelevato dai cc bancari quale sarebbe l’effetto aggregato sulla redditività per le banche europee? Ad es. Whatsapp è predisposto per fornire il servizio di wallet digitale. E nessun istituto bancario ha a disposizione milioni di clienti come Meta che potrebbe accaparrarsi il mercato dei pagamenti.
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 2/10/2025, non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza”
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RIFERIMENTI:
Digital euro innovation platform Outcome report: pioneers and visionaries workstreams, Banca d’Italia, – Università Bocconi – 26 settembre 2025
Euro Digitale: la nuova sfida monetaria per l’Europa, SDA Bocconi ,30 settembre 2025
