23 luglio 2026: BCE torna ‘on hold’. Per Lagarde, crescita contenuta, timori d’inflazione da petrolio e ancora incertezza. Tuttavia: “Questo capitano resterà su questa nave.”
di Ivo Invernizzi*
Il 23 luglio 2026, come ormai scontato dai mercati finanziari, Lagarde non ha modificato i tassi d’interesse:
• Deposit Facility Rate 2.25% (precedente 2.25%)
• Marginal Lending Facility Rate a 2. 65% (precedente 2.65%)
• Main Refinancing Rate a 2.40% (precedente 2.40%)
La Banca Centrale Europea ha lasciato i tassi d’interesse invariati giovedì 23 luglio, in un clima d’incertezza sull’impatto della volatilità dei prezzi dell’energia sull’inflazione. BCE ha mantenuto il tasso di riferimento sui depositi invariato al 2,25%, dopo un aumento di un quarto di punto percentuale nella riunione precedente dell’11 giugno 2026. Tale aumento, mirava ad attenuare l’impatto sui prezzi al consumo derivante dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran e della conseguente interruzione delle spedizioni di petrolio mediante lo Stretto di Hormuz. Un riaccendersi recente delle ostilità tra USA e Iran ha riproposto i timori del prolungarsi d’inflazione tra gli operatori dei mercati finanziari, imponendo a BCE un atteggiamento ‘hawkish’ che potrebbe preludere a un futuro (ma non certo) rialzo dei tassi nel meeting monetario di settembre 2026.
Di seguito alcuni effetti dello Statement BCE delle 14.15 e della call di Lagarde delle 14.45 su tre indicatori finanziari:
• lo spread di rendimento tra Bund e BTP decennale dopo un minimo di 82.75 bps alle 14.15 (ora Statement) è salito fino a 84.06 bps alle 14.42, 3 minuti prima della call
• l’indice azionario Stoxx Europe 600 ha toccato un minimo alle 15.09 di 637.33 per poi raggiungere il massimo a 640.46 alle 15.43
• L’euro ha raggiunto un punto di debolezza a inizio call di Lagarde attestandosi a 1.1376 dollari alle 14.48
Nel prosieguo, delineiamo una view sintetica delle dichiarazioni di maggior importanza proposte in call da Lagarde il 23 luglio 2026.
ECONOMIA E PIL
Secondo Lagarde, l’attività economica europea nel settore dei servizi si è in qualche modo ripresa. L’aumento della spesa per la difesa sta sostenendo il settore manifatturiero. Tuttavia, la crescita continua a rimanere modesta nel breve termine; in particolare, i fattori trainanti della crescita a medio termine restano intatti. È necessario intervenire con urgenza al fine di rafforzare l’economia dell’area euro. Lagarde afferma che le risposte fiscali allo shock energetico dovrebbero essere mirate, calibrate e temporanee. In conclusione, i rischi per le prospettive di crescita del vecchio continente sono al ribasso.
MERCATO DEL LAVORO
L’indicatore salariale della BCE (ECB wage tracker) segnala una crescita salariale moderata.
INFLAZIONE
I recenti dati sull’inflazione indicano un possibile miglioramento nel secondo trimestre del 2026. Tuttavia, lo shock energetico continua a spingere i prezzi al rialzo e, di conseguenza, ci si aspetta che le imprese aumentino i prezzi di vendita. L’effetto completo dello shock energetico non si è ancora manifestato del tutto. Lagarde avverte i mercati che il settore energetico manterrà l’inflazione al di sopra dell’obiettivo BCE 2% per tutta la prima metà del 2027. L’inflazione dovrebbe iniziare a rallentare dopo la prima metà del 2027. È probabile che l’inflazione rimanga ben al di sopra di tale obiettivo anche nella prima metà del 2027, e per tale via, i rischi per le prospettive d’inflazione al rialzo e le aspettative d’inflazione a medio termine sono saldamente ancorati.
TASSI
La decisione ufficiale sui tassi è stata unanime all’interno del Governing Council della BCE; alcuni governatori si sono chiesti se fosse necessario un aumento e in particolare Lagarde aggiunge che: “Abbiamo deciso che siamo in una posizione adeguata per aspettare“. E rafforza tale affermazione aggiungendo: “Non c’è alcuna ‘spinta’ per un aumento dei tassi da parte della BCE oggi“.
CONDIZIONI FINANZIARIE
Le condizioni finanziarie sono leggermente più restrittive rispetto all’ultima riunione monetaria BCE.
OBIETTIVI DI POLITICA MONETARIA BCE
“Non stiamo fornendo indicazioni prospettiche ai mercati; stiamo fornendo un quadro di riferimento”. “Per quanto riguarda il requisito di riserva minima, tale argomento non ha formato oggetto di discussione oggi”. Tuttavia, il requisito di riserva minima potrebbe essere discusso in futuro. “La nostra funzione di reazione è molto ben compresa dai mercati”. Anche se Lagarde ammette che: “Siamo preoccupati per il rischio di effetti di secondo livello (second round effect)” e “Non stiamo riscontrando segnali emergenti di effetti di secondo livello”.
SCENARIO MACROECONOMICO BCE
“Nel nostro scenario di base per la valutazione del rischio siamo tornati alle impostazioni di giugno. Abbiamo rimosso l’opzione ‘più equilibrata’ inclusa nella valutazione di Sintra.” “Presteremo particolare attenzione agli effetti di secondo livello.” Tuttavia, ora: “Non stiamo osservando alcun effetto di secondo livello.” “Nel nostro scenario di base, stiamo osservando un graduale calo della crescita salariale.” “Siamo tornati al nostro scenario di base.” “Il nostro staff sta preparando l’analisi del petrolio e del gas per la riunione di politica monetaria della BCE di settembre.” “Lo scenario moderato al momento sembra ‘abbastanza improbabile‘.”
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE: EVOLUZIONI DEL CONFLITTO USA-IRAN
Questo conflitto rimane una delle principali fonti di incertezza, sebbene inizialmente avesse avuto uno sviluppo relativamente tranquillo a partire da giugno. “Ora stiamo assistendo a una recrudescenza del conflitto“. La presidentessa BCE rassicura i giornalisti utilizzando una dichiarazione decisa: “Questo capitano resterà su questa nave“. I recenti sviluppi nel Golfo sono allarmanti, sebbene la situazione in Medio Oriente possa ribaltarsi molto rapidamente. Conclude con un’affermazione riguardante l’assetto istituzionale dell’istituto bancario centrale europeo: “Siamo sempre pronti ad accogliere nuovi membri in BCE, a condizione che vengano rispettate le regole dell’eurozona“.
*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 23/07/2026. non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza.”
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RIFERIMENTI:
Monetary policy decisions. ECB. 23RD July 2026
