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11 giugno 2026: BCE alza i tassi di 25 basis point. Lagarde: “economia incerta ma nessuna minaccia per la crescita.”

di Ivo Invernizzi*

L’11 giugno 2026, come ampiamente atteso dai mercati finanziari, Lagarde ha alzato i tassi di 25 basis point:

• Deposit Facility Rate 2.25% (precedente 2.00%)
• Marginal Lending Facility Rate a 2. 65% (precedente 2.40%)
• Main Refinancing Rate a 2.40% (precedente 2.15%)

La BCE ha alzato i tassi d’interesse per la prima volta in quasi tre anni. concludendo di non poter più attendere la fine della guerra con l’Iran, mentre le pressioni inflazionistiche s’intensificano. Economisti e investitori prevedono un ulteriore aumento di un quarto di punto a settembre. La BCE ha ribadito che non si impegnerà in anticipo su uno specifico percorso di tasso. ma ha affermato di rimanere ben posizionata al fine di gestire l’attuale imprevedibilità. “Le prospettive rimangono incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”, si legge nello Statement BCE. “Le implicazioni complete della guerra sull’inflazione e sulla crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia, nonché dall’entità dei suoi effetti indiretti e di secondo livello”.

Analizziamo brevemente gli impatti dello Statement BCE delle 14.15 e della call di Lagarde delle 14.45 su tre indicatori finanziari chiave:
• lo spread di rendimento tra Bund e BTP decennale dopo un massimo di 77.67 bps alle 14.22 è sceso fino a 75.36 basis point alle 15.54
• l’indice azionario Stoxx Europe 600 ha toccato un minimo alle 14.22 di 619.29 per poi raggiungere il massimo a 624.88 alle 16.01
• L’euro dal suo punto di debolezza verso dollaro delle 14.24 a 1.1517 per poi riportarsi in area 1.1543 alle 14.53

Di seguito. una sintesi delle principali affermazioni di Lagarde nel corso della conference call dell’11 giugno 2026.

ECONOMIA E PIL

“Le prospettive rimangono incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica”. “Le implicazioni complete della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock dei prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo livello”. Le curve economiche indicano un rallentamento, soprattutto nel settore dei servizi. La guerra in Iran pesa sull’economia dell’eurozona e la domanda interna è considerata più debole rispetto a marzo. I consumi dovrebbero rimanere il principale motore della crescita, mentre i rischi per le prospettive di crescita sono al ribasso. La sostenibilità fiscale è un’ancora cruciale per l’economia e, in tal senso, la crescita dell’eurozona non è significativamente minacciata.

INFLAZIONE

La crescita salariale dovrebbe rallentare nel corso dell’anno, ma le imprese prevedono comunque di aumentare i prezzi di vendita. I rischi per le prospettive d’inflazione sono al rialzo. Tuttavia, le aspettative d’inflazione a lungo termine supportano un ritorno graduale al 2%. “Monitoreremo attentamente l’entità e la persistenza dell’impennata dei prezzi dell’energia”. Senza un aumento dei tassi, l’inflazione rimarrebbe al di sopra dell’obiettivo BCE nel medio termine e naturalmente la BCE prevede un’estensione dell’inflazione all’intera economia.

TASSI

La decisione sui tassi è stata unanime in seno al Governing Council BCE. “Non abbiamo discusso altre proposte, non ci sarà un percorso tariffario predefinito”. “La nostra discussione (all’interno del Governing Council) non verteva sull’ipotesi che l’aumento fosse una mossa precauzionale.” “La decisione odierna non è ‘forzata’, non abbiamo discusso di un tasso neutrale o di un intervallo di tassi neutrali. La decisione odierna è una ‘buona decisione’, il rischio principale sarebbe quello di non aumentare il tasso di riferimento.”

CONDIZIONI FINANZIARIE

Le condizioni finanziarie sono più restrittive rispetto al periodo prebellico.

PROIEZIONI MACROECONOMICHE BCE

La BCE pubblicherà tre scenari, incluso uno più moderato. “La nostra decisione sui tassi è solida in tutti e tre gli scenari proposti.” Le nuove stime macro aggiornate all11 giugno 2026 indicano: l’inflazione complessiva subirà un’accelerazione per poi riavvicinarsi all’obiettivo del 2% a partire dal 2028. Per il 2026: inflazione attesa aumentata al 3.0% dal 2.6% delle stime di marzo. 2027: rivista al 2.3% dal 2.0% di marzo. 2028: stimata al 2.0%. L’inflazione core (al netto di energia e alimentari) è prevista al 2.5% per il 2026 e il 2027 e al 2.2% per il 2028. Le prospettive per il PIL dell’Eurozona sono state ridimensionate a causa dell’impatto prolungato del conflitto: per il 2026: crescita tagliata allo 0.8% (rispetto allo 0.9% di marzo). 2027: ridotta all’1.2% dall’1.3% di marzo. 2028: stimata all’1.5%.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

In conclusione, Lagarde afferma: “Siamo dipendenti dai dati e non abbiamo un percorso prestabilito dei tassi di interesse”

*“i contenuti sono riferibili unicamente all’autore ed esprimono la sua personale opinione al 11/06/2026. non costituiscono alcuna raccomandazione d’investimento e non impegnano le società e istituzioni di appartenenza.”

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RIFERIMENTI:

Monetary policy decisions, ECB, 11th June 2026

 

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