Il sito rende disponibile, in termini concreti, informazioni e brevi relazioni riguardanti le tematiche bancarie. L'intento è di generare uno scambio informativo e culturale sulle problematiche del settore creditizio con finalità divulgative. Si reputa che la platea degli interessati sia composta da bancari, banchieri, appassionati di finanza, operatori aziendali, studenti ed appartenenti al mondo accademico. Nel tempo si vogliono allargare le relazioni personali e professionali, in modo da promuovere nel contesto europeo un'Associazione dei professionisti ed operatori di Banca.
Si rammenta che tutti i contenuti, informazioni ed immagini presenti nel sito, sono protetti dalla normativa sul diritto di autore.

News

CRISI E OPACITÀ DEI BILANCI BANCARI

In un interessante paper pubblicato il 18 giugno 2020 sul portale Bankit, gli autori commentano le implicazioni del fenomeno di mancato aggiornamento dei bilanci in condizioni congiunturali critiche come quelle attuali e come tale opacità, sopratutto nel breve termine,può implicare una scorretta o incompleta rappresentazione del rischio di credito della banca. Si sostiene tuttavia che l'opacita', almeno se solo di breve termine, possa influire positivamente sulla stabilità del sistema finanziario. Secondo la ricerca, le principali fonti di opacità dei bilanci bancari attengono: 1. Le asimmetrie informative tra depositanti, creditori, investitori in bond e equity; 2. L'introduzione di regole più 'lasche' sul reporting e la governance di aziende clienti bancarie quotate (es.dilazioni nelle date chiusure bilanci e assemblee degli azionisti); 3 flessibilità riguardo alla classificazione contabile dei crediti e relativo calcolo delle svalutazioni (eccezioni al passaggio autimatico da stage 1 a 2 e 3  in condizioni di crisi) ex principio IFRS9. Gli autori sostengono esistere un trade-off tra opacità e trasparenza dei bilanci bancari, inoltre sia l'opacita' sia il ritardo nella disclosure informativa sui bilanci delle aziende clienti può tradursi in un'applicazione non perfettamente rigorosa dei modelli interni per il rischio di credito (IRB  models) e in politiche creditizie più 'blande e permissive' sia nel contesto dei crediti garantiti sia delle moratorie, con beneficio indiretto all'economia reale seppure al prezzo del rialzo nel rischio di credito. Gli esperti concludono che opacità bilancistiche e asimmetrie infornative possono però provocare effetti deleteri qualora la crisi avesse carattere prolungato o permanente; la scarsa trasparenza può rivelarsi accettabile se unita a: 1. Interventi pubblici volti a rimuovere gli asset rischiosi dai bilanci bancari (es. Bailout nei casi estremi); 2. Disclosure dei dati aggregati di bilanci bancari da parte delle autorità di vigilanza (es. Dati statistici aggregati BCE sulle banche diramati il 26 giugno 2020). Per consultare il paper clicca qui.

TASSI:RISPARMIO E QUANTITATIVE EASING

Secondo l'opinione degli economisti di una autorevole casa d'investimento, esistono alcuni importanti driver che manterrebbero bassi i tassi nella parte a medio e lungo termine della curva dei rendimenti (vedasi rendimento di Bund e Treasury decennali) almeno per i prossimi due anni post Covid-19:
1.Importanti flussi di risparmio privato e ​​avverso al rischio eserciteranno una notevole pressione al ribasso sui rendimenti a lungo termine, dovuta all'aumentata domanda di govie;
2. Le metriche del debito pubblico (esempio Debito / PIL), non sono l'unica determinante dei livelli di rendimento dei bond pubblici nei mercati sviluppati;
3.a eccezione della tesi ribasso propugnata,  due sono i possibili scenari in cui i rendimenti a lungo termine potrebbero aumentare sensibilmente: a) uno shock inflazionistico; b) un errore di politica monetaria (ad esempio, un ritiro inopportuno e repentino della BCE dal Quantitative Easing via PSPP o PEPP o della FED dal programma di acquisto di Treasuries mediante il System Open Market Account). Pur considerando i driver fondamentali che influiscono sul livello dei tassi interni (attese su PIL e inflazione, tassi internazionali, politiche monetarie, dinamiche domanda-offerta, sostenibilità del debito pubblico), gli autori dello studio enfatizzano  l'interazione tra offerta di Titoli di Stato e domanda di asset 'free risk' indotta dal risparmio privato e dall'acquisto di banche centrali: si evidenzia l'insufficienza delle emissioni titoli di Stato a coprire le due citate componenti di domanda, fenomeno che implicherebbe pressione a ribasso sui tassi a lungo termine. Per consultare lo studio clicca qui.


IL FUTURO DELLE FILIALI E IL COVID-19

Secondo alcuni esperti, Covid-19 avrebbe accelerato il processo evolutivo di dismissione e chiusure di numerose filiali di reti bancarie tradizionali, processo questo estremamente delicato e già avviato molto prima della pandemia, in concomitanza allo sviluppo delle tecnologie digitali,  della banca su smartphone e tablet. Negli Stati Uniti, ad esempio, alcune indagini attestano un calo del 12% di sportelli fisici da 95.000 a 83.000 nel decennio 2010-2019. In tal senso, l'ineludibile taglio dei principali costi fissi di struttura (personale, hardware, locali etc.) dovuti alla gestione di una rete commerciale fisica eccessivamente pesante e onerosa, ne è stato uno dei driver principali, e dalla ricerca di redditività la riduzione o riconversione delle reti. Si rammenti poi che la 'forzatura' della clientela retail all' uso dei servizi bancari digitali (pagamenti, finanziamenti, investimenti) dovuta ai lockdown è certamente un fatto che ha coinvolto oltre ai giovani anche le fasce di clientela più 'matura' e precedentemente più riluttante all'uso delle tecnologie, clientela questa spesso detentrice di grandi patrimoni depositati nelle banche. Esistono tuttavia degli effetti collaterali alla riduzione 'non razionale' di sportelli. Ad esempio, uno studio dell'Università di Berkeley evidenzia che la chiusura di sportelli 'strategici' per il credito corporate a talune PMI conseguente a fusioni tra banche locali può riverberarsi in un calo marcato del credito alle imprese e all'economia locali e conseguentemente dei margini d'interesse per la banca, vista la natura profondamente 'relazionale' e personale radicata negli anni del rapporto tra il direttore di filiale e l'imprenditore. Noi di AnalisiBanka assumiamo una posizione equilibrata: si' al digitale, all'uso intenso delle tecnologie e alla razionalizzazione dei costi, laddove questi consentano di fornire un servizio migliore al cliente. Tuttavia, pensiamo che le tecnologie non potranno mai soppiantare del tutto l'elemento chiave per fare banca, cioè la fiducia sulla quale si costruisce il rapporto tra bancario e cliente. Per un breve saggio di approfondimento sul tema clicca qui.

DATI BCE: I GOVIE PIACCIONO

Secondo i dati statistici pubblicati da BCE il 26 giugno 2020 sui bilanci delle istituzioni finanziarie europee e relativi al mese di maggio 2020, nel corso di tale mese le banche europee hanno acquistato titoli governativi nazionali per euro 50 miliardi (flessione del 25% rispetto ai 75 miliardi acquistati in aprile 2020)dei quali 11 miliardi sono stati acquistati da banche italiane, (per queste ultime l'attivo totale in titoli di Stato italiani si attestava a 427 miliardi di euro a fine aprile). D'altro lato, in maggio 2020 le banche europee hanno acquistato titoli di Stato esteri per euro 18 miliardi. L'attività di acquisto intenso di titoli di Stato ha riguardato in particolare aziende di credito francesi, spagnole e italiane, per queste ultime, si è registrata l'incidenza percentuale dei titoli di Stato sul totale dell'attivo di bilancio più alta dell'ultimo ventennio. Questi maggiori acquisti sono imputabili da un lato alle ampie disponibilità liquide originate dall'ultima asta TLTRO III mediante la quale BCE ha assegnato alle banche  una notevole tranche di fondi a tasso contenuto, con opportunità per esse di impiegare tale liquidità facendo 'carry trade' mediante acquisti di govie, d'altro lato al calo generale dei prezzi e all'incremento dei rendimenti (in gergo i govie 'hanno allargato') dovuto a Covid-19. Secondo alcuni analisti, anche i numeri relativi agli acquisti di titoli di Stato europei da BCE sia in ambito PEPP (Pandemic European Purchase Program) sia in ambito PSPP (Public Sector Purchase Program) hanno inciso profondamente sulle quotazioni di mercato. Per consultare i dati ufficiali, clicca qui.

PARLAMENTO UE: VIA LIBERA AL ‘QUICK FIX’

Nella terza settimana di giugno 2020 il Parlamento Europeo ha finalmente dato il semaforo verde al 'quick fix', un pacchetto generale di riforma alla Direttiva Capital Requirements Regulation  (Reg. UE 575/2013 o CRR e  modifica da Reg. UE 876/2019 o CRR2) proposto dalla Commisione Europea il 28 aprile 2020 includente alcuni importanti blocchi di novità legislative ‘temporanee’ volte a favorire il ruolo delle banche europee nella ripresa dalla crisi: 1. Modifiche al requisito di capitale obbligatorio per Non Performing Loans; 2. Miglior trattamento prudenziale per prestiti a PMI, pensionati e impiegati garantiti da stipendi e pensioni; 3. Trattamento favorevole delle garanzie pubbliche al credito; 4. Differimento del leverage buffer per le banche sistemiche o G-SIFI all' 1 gennaio 2023; 5.Dilazione temporale di due anni delle disposizioni temporanee relative all’applicazione ‘lasca’ dell’IFRS9 volte a mitigare l’impatto negativo sui conti economici bancari derivante dall’aumento degli accantonamenti per maggiori perdite su crediti. 3. possibilità per le banche di ‘neutralizzare’ il risultato da plus e minus non realizzate misurate al ‘Fair Value to Other Comprehensive Income’ (FVOCI) su titoli obbligazionari emesse da governi centrali, regionali e autorità locali. Tali plus e minusvalenze sono calcolate dal 31 dicembre 2019, e la facoltà è esercitabile purchè previo adeguato preavviso di 45 giorni anteriore al termine per l’invio delle proprie segnalazioni trimestrali COREP. L'ultima novità di fatto modifica il regolamento CRR 575/2013 cosi’ come già emendato dal Regolamento EU 2019/876 (CRR2 o Capital Requirements Regulation 2) all’art.468. Nella sostanza si tratta di applicare un ‘filtro prudenziale’, in sintesi nel calcolo del proprio Common Equity Tier 1 le banche, previo opportuno avviso hanno la facoltà di applicare un fattore di riduzione a tali risultati irrealizzati rimuovendole dal calcolo del capitale di migliore qualità applicandovi un fattore 1 (cioè totale) per il periodo 1. Gennaio -31 dicembre 2020, un fattore 0.7 per il periodo 1 Gennaio 2021 – 31 dicembre 2021 e 0.4 per il periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2022.
per consultare il testo delle modifiche approvate dal Parlamento Europeo clicca qui.


Presentazione Associazione AnalisiBanka

L'Associazione dei Professionisti di Banca Analisibanka è stata costituita da un gruppo di operatori bancari e di professionisti che vivono e condividono la passione relativa al settore bancario e le relative tematiche conoscitive ed operative.

Lo scopo dell’Associazione è  quello di generare uno scambio informativo e culturale tra gli associati, accrescendo nel  contempo  le loro conoscenze tecniche e professionali. Pertanto l'Associazione si rivolge in prevalenza a bancari, banchieri, appassionati di economia, studenti ed appartenenti al mondo accademico.

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Approfondimenti

DISRUPTOR BANKS: BENE MA ANCORA PICCOLE

Secondo un portale di statistica, il funding da raccolta di alcune 'disruptor banks' cioè banche esclusivamente digitali che offrono servizi fruibili da pc o smartphone è cresciuto in modo consistente a maggio 2020. In particolare, la raccolta di una nota banca digitale tedesca ha toccato i 780 milioni di euro. Si noti tuttavia che, a fronte del generalizzato aumento della raccolta per le banche europee, questi numeri di 'disruptor banks' risultano ancora molto ridotti se confrontati a quelli della raccolta di alcune banche tradizionali.

BACK TO BASICS:: PRICE TO BOOK RATIO IN TEMPI DI CRISI

Come noto, il Price to Book ratio PBR (o P/BV), è un indicatore multiplo di mercato espresso dal rapporto tra la quotazione azionaria della Banca(P) e il suo valore contabile di patrimonio netto per azione (Book Value). Questo ratio assume particolare criticità in virtù del diffuso utilizzo del valore contabile storico o di libro (Amortized Cost AC) in alternativa al Fair Value come metodo valutativo di molte poste dell’attivo, tipicamente gran parte dei titoli di banking book mantenuti fino a naturale scadenza in portafoglio (AC o Hold to Collect secondo l’IFRS9e i crediti. Premesso questo, durante le precedenti crisi economiche, e in particolare quella del debito sovrano europeo del 2011-2012 alcuni esperti della BIS hanno tentato di modellizzare la relazione tra PBR e suoi drivers mediante  questa funzione di regressione:

PBR = α+[∑ Β NPL  γ1 LOANS + γ2 PLL + γ3 COREDEPO + γ4 NONINTDEPO + γ5 NONINTEXPENSE + γ6 NONINTINC + γ7 TNONINTINC + γ8 ROE + γ9 TEQT + γ10 ASSETS + γ11 DIVIDEND + γ12 INTGAP]


Dove:
NPL= Non Performing Loans
LOANS =totale crediti
PLL = accantonamenti per perdite su crediti (Loan Loss Provisions)
COREDEPO= depositi ‘core’ fruttiferi di interessi
NONINTDEPO= depositi sui quali non maturano interessi
NONINTEXPENSE= spese diverse da interessi
NONINTINC = redditi diversi da interessi (Non Interest Income)
TNONINTINC = redditi transitori diversi da interessi (Transitory Non Interest Income)
ROE= Return on Equity o redditività netta dei mezzi propri (Net Income / Equity)
TEQT = leverage finanziario dato dal rapporto [valore contabile Tangibile Equity / Total Assets]
ASSETS= Total Assets (per semplicità= totale impieghi)
DIVIDENDS = dividendi
INTGAP = differenza tra attività e passività fruttifere di interessi (una misura di rischio tasso d’interesse)

Tra le conclusioni più importanti di questo modello che, salvo verifiche mediante osservazioni empiriche potrebbe trovare applicazione nelle odierne condizioni di pandemia per le banche si annoverano: 1. Per gli investitori in azioni bancarie, esiste un effetto negativo sul PBR all’aumentare dei NPL non tanto e solo imputabile all’aumentare del valore contabile netto delle posizioni creditizie deteriorate su totale attivi (NPL Ratio), ma anche a causa del peggioramento generale della qualità degli assets (asset quality). 2. All’aumentare degli accantonamenti prudenziali per perdite su crediti attese ECL  (si vedano le attuali interpretazioni alle regole IFRS9  per il passaggio da stage 1 a stage 2 del credito in condizioni di pandemia), nonostante l’incidenza negativa sugli utili, il PBR salirebbe perché  gli investitori valutano la positività sui bilanci di maggiori accantonamenti prudenziali in termini di miglioramento dell’asset quality; 3 tutte le componenti positive di reddito bancario (TNOINTINC, NONINTINC) e un aumento del ROE  incidono positivamente sul PBR, quelle negative (NONINTEXPENSE) per ovvii motivi lo riducono; 4. Minori leve finanziarie (TEQT) e maggiori valori totali degli attivi (ASSETS) ridurrebbero il PBR (alcune recenti analisi empiriche testimoniano l’espansione sia dei depositi sia degli impieghi delle banche europee in fase di crisi nel mese di maggio 2020). 5. Il gap tra attività e passività sensitive ai tassi (INTGAP) aumenta il rischio tasso e inciderebbe negativamente sul PBR; 5. Brevi considerazioni distinte merita l’effetto dei dividendi sul PBR; in un contesto di crisi pandemica come quello attuale, la raccomandazione BCE di rinviare la distribuzione dei dividendi bancari, può tradursi in due effetti opposti: A) superiore patrimonializzazione e conseguente minor ROE a parità di utile netto (maggiori mezzi propri a denominatore del ratio); B) percezione negativa degli investitori sulla continuità aziendale, minor creazione di valore e depressione delle quotazioni azionarie, quindi minor PBR. Per approfondire il paper BIS clicca qui.






ICT IN BANCA: IL PUNTO

Data Center, utilizzo del Cloud e Core Banking, questi i temi del rapporto annuale sullo stato dell'arte degli impieghi dell'Information e Communication Technology in Banca a fine 2019, promossa dal CIPA (Convenzione Interbancaria per l'Automazione), mediante una rilevazione su 19 prestigiosi gruppi bancari italiani. A conclusione dello studio pubblicato il 22 giugno 2020, CIPA propone una sintesi sull'evoluzione dei trend tecnologici che caratterizzano i principali istituti di credito. L'indagine è rivolta a tutti coloro che nutrono interesse all'analisi evolutiva del ruolo IT nelle banche. Per consultare il rapporto clicca qui.

CLO IN USA: EFFETTO CRISI

Il downgrade nel rating creditizio degli emittenti o aziende debitrici, le perdite da trading, gli eventuali default degli emittenti, queste le principali cause in base alle quali alcune prestigiose agenzie di rating prevedevano già in maggio 2020 un downgrade (peggioramento) nei rating delle Collaterized Loan Obligations (CLOs) statunitensi nel contesto di questa crisi. Le CLO sono prodotti finanziari molto diffusi sui mercati anglosassoni 'figlio dei leveraged loans' (sia crediti bancari classici di finanza strutturata al corporate, sia leveraged buyouts organizzati da società di private equity) mediante i quali alcune Investment Banks possono 'impacchettare'
crediti ad aziende di tipo 'non investment grade' ad alto rischio (c.d.collateral pool) per poi rivendere il 'pacchetto' per il tramite di un veicolo appositamente costituito e l'emissione di titoli obbligazionari strutturati ottenuti dalla cartolarizzazione di tali crediti. Titoli questi distinti in tranches senior e junior con rating diverso e qualitativamente decrescente. Lo strumendo finanziario risultante, è in generale destinato a investitori istituzionali quali fondi pensione e asset managers. L'effetto indubbiamente negativo (rating downgrade) della pandemia da Covid-19 sui  CLOs americani è funzione dell'impatto espositivo delle aziende debitrici nel portafoglio crediti oggetto di CLOs, quindi specificamente penalizzante per aziende di settori particolarmente danneggiati dalla recessione e dal prolungarsi delle condizioni di stress economico della pandemia. Il downgrade atteso nei rating dei titoli da CLOs può tradursi in una svalutazione degli attivi finanziari degli investitori istituzionali che vi investono, su citati. Per approfondire clicca qui.

BACK TO BASICS: VOLATILITÀ DELL'EQUITY


In ottica molto intuitiva-teorica, la volatilità dei mezzi propri o equity (E) della Banca è uguale a:
De*=(A/E) × Da*-[(A/E-1)×Dl*×(delta i/delta y)
Dove:
De*= volatilità o duration dell'equity
(A/E) = grado di leverage (A/E)
Da* = Volatilità o duration degli assets A
Dl*=Volatilità o duration raccolta (liabilities) D
(delta i / delta y) = grado di correlazione tra variazione tassi sulla raccolta e variazione tassi sugli impieghi.
Si può pertanto dedurre che:  un aumento della leva finanziaria e della volatilità degli impieghi, o una riduzione della volatilità delle fonti di raccolta unita a una riduzione della sensitivita' delle variazioni di tassi passivi (delta i) sulla raccolta rispetto a variazione tassi attivi su impieghi (delta y) sono tutti fattori che contribuiscono a aumentare la volatilità o duration dei mezzi propri bancari. Si noti che,  la duration dell'equity (cioè la sensitivita' del valore dei mezzi propri a variazioni nei tassi di +/- 100 basis points) è  funzione sia della  duration degli impieghi, sia della duration della raccolta. Riducendo i mezzi propri sul totale fonti (E/A o inverso del leverage), se la Banca intende ridurre la volatilità dell'equity,  deve necessariamente ridurre il gap di duration tra Assets (inpieghi) e Liabilities (raccolta). Per consultare un approfondimento di duration gap analysis clicca qui.




BCE: MISURE ANTI-CRISI

Questi in sintesi i punti salienti della dichiarazione introduttiva di Andrea Enria, presidente del Consiglio di sorveglianza  BCE, alla riunione virtuale della rete europea dei CFO organizzata da un noto gruppo bancario Italo-tedesco il 12 giugno 2020: 1.  reazione delle banche al fallout dovuto alla crisi. 2. Introduzione misure di vigilanza rapide e efficaci anti prociclicità. Tre le decisioni chiave: 1. Rendere disponibili i buffer di conservazione del capitale e di liquidità (guidance di secondo pilastro), per soddisfare l' LCR ratio. 2. anticipare la riforma del 2021 sulla composizione del capitale per il requisito di secondo pilastro; 3. non distribuire dividendi o  riacquistare azioni fino all'ottobre 2020. Le stime BCE indicano che tali decisioni, 'liberano' circa 160 miliardi di euro di capitale aggiuntivo di CET1. Secondo Enria, Le banche agiscono come un ammortizzatore, non un amplificatore di shock di questa crisi. L' alto funzionario ha evidenziato inoltre l'eterogeneita' tra banche:alcuni utilizzano macro scenari troppo ottimisti nelle loro proiezioni di capitale di fine anno, altre non sono in grado di produrre scenari. Il costo del rischio delle banche è aumentato pochissimo tra il 1 ° trimestre 2019 e il 1 ° trimestre 2020 per una grande percentuale di istituzioni, ma è aumentato in modo sostanziale per un gruppo più piccolo di banche europee. Per consultare il discorso clicca qui.

STRESS CAPITAL BUFFER

In marzo 2020, lo Stress Capital Buffer per le banche americane è stato di introdotto dalla Fed nell'ambito del processo 'Comprehensive Capital Analysis and Review' (CCAR) avviato nel 2018. L'SCB è un add on specifico per ciascuna banca  di grande dimensione, che incorpora i risultati degli stress test 2020 all'interno del requisito di capitale. In tale contesto regolamentare, la Fed pubblicherà i risultati degli stress test il 25 giugno 2020.  Le principali novità della Stress Capital Buffer Rule introdotte da Fed sono: 1. nessuno stress leverage buffer; 2. Più flessibilità nel ritorno sul capitale senza autorizzazione preventiva da Fed, consentendo di fatto i buyback azionari e nei trimestri come questo attuale di crisi, caratterizzati da opportunità di acquisto per le banche emittenti grazie a storni  anche marcati nelle loro quotazioni azionarie; 3.le banche con alti requisiti di capitale possono fare buyback e distribuire dividendi anche in presenza di lievi e brevi superamenti dei limiti minimi di requisito di capitale; 4. Le operazioni di M&A non devono essere incluse nei calcoli dell'SCB fino al loro eventuale completamento. Si noti l'eterogeneita' rispetto alle raccomandazioni BCE alle banche europee riguardo il rinvio da ottobre 2020 in poi della distribuzione di dividendi, extra bonus al management e buyback azionari bancari. Per approfondire la SCB rule, clicca qui.

AGGREGATI MONETARI E CREDITO

Un breve commento riguardo al ruolo delle Banche europee nel contesto dei dati economico-finanziari a matrice statistica pubblicati da BCE il 15 giugno 2020 ('overview of key euro area indicators'). Questa crisi ha creato una congiuntura economica senza precedenti e azioni politiche senza precedenti; le banche espandono significativamente le loro linee di credito a imprese e privati pur nel contesto della caduta del PIL. A cambiare, secondo i dati BCE , sono anche i depositi bancari e i prestiti bancari alle famiglie e alle società non finanziarie nel contesto della forte flessione economica, fattispecie questa non verificata nelle precedenti crisi. Innanzitutto, le banche sono a nostro avviso uno strumento ancillare alla soluzione e alla ripresa economica, i numeri su depositi e credito sembrano avvalorare questa tesi. Per citare qualche dato, I prestiti bancari a società non finanziarie nell'area dell'euro si sono incrementati di 75 miliardi ad aprile 2020, dopo un incremento di ben 122 miliardi in marzo. D'altro lato, i depositi bancari delle società non finanziarie sono aumentati in misura ancor maggiore. I depositi bancari delle famiglie hanno fatto registrare un aumento di  101 miliardi ad aprile, dopo aver segnato un incremento di 44 miliardi sia in marzo, sia in febbraio.  Con riferimento al rapporto tra variazione degli aggregati monetari e aumento del credito (il famoso 'moltiplicatore del credito e della moneta')si è riscontrato un rapporto positivo tra i dati monetari e i saldi finanziari delle famiglie e delle società non finanziarie. Altro punto importante è per noi, anche in virtù dei recenti dati di utilizzo TLTRO III, quanta parte di questa liquidità fornita da BCE alle banche verrà effettivamente veicolata all'economia reale. Per consultare i dati economico-finanziari di dettaglio BCE clicca qui.

TLTRO 3: I NUMERI

https://www.ecb.europa.eu/mopo/implement/omo/html/20200131.en.html

COMITATO DI BASILEA: ULTIME NOVITÀ

Il Comitato di Basilea si è riunito il 10 e 16 giugno 2020 per discutere una serie di questioni politiche e l'impatto  del coronavirus (Covid-19). Il Framework di Basilea III comprende i buffer di capitale con tre obiettivi principali: 1.garantire che le banche assorbano le perdite. 2. Agevolare il flusso di credito verso l'economia reale; 3. detenere una riserva di attività liquide di alta qualità. Il Comitato ha rilevato un utilizzo contenuto dei buffer di capitale Basilea III delle banche durante questa crisi e desidera fornire alle banche un tempo sufficiente al fine di ripristinare tali buffer. Il Comitato ha inoltre convenuto di presentare un inventario di tali misure al Financial Stability Board (FSB) in occasione della sua relazione alla riunione virtuale dei Ministri delle finanze del G20 e dei Governatori delle banche centrali che si terrà a luglio 2020. Inoltre, il Comitato ha approvato  revisioni finali del quadro di rischio relativo all'adeguamento del Credit Value Adjustment (CVA), relativo al trattamento prudenziale delle cartolarizzazioni di crediti in sofferenza. I delegati hanno fatto il punto sui progressi delle banche in tema di nuovi  tassi benchmark di riferimento (es. Estr). Ha inoltre fatto una revisione alle risposte ricevute al documento posto in consultazione sul trattamento prudenziale delle cripto-valute. Per i dettagli clicca qui.

BANKIT: ATTESE SUL PIL

Secondo le proiezioni macroeconomiche per l'Italia, pubblicate da Bankit il 5 giugno 2020, il PIL di casa nostra potrebbe subire un calo del - 13.5% nel 2020, però nello scenario peggiore (severe scenario) caratterizzato da queste assunzioni: 1.pronunciato calo della domanda estera e graduale recupero del turismo; 2. Nuova ondata di Covid-19 che potrebbe costare il 5% del valore aggiunto di 4 settimane estive e 15% del valore aggiunto tra fine 2020 e inizio 2021 ; 3. Incremento di 50 basis points nel rendimento dei bond a lungo termine e inasprimento delle condizioni creditizie. In tale scenario peggiore, la ripresa del PIL potrebbe attestarsi  +3.5% e +2.7% rispettivamente nel 2021 e 2022. Per leggere il dettaglio dello studio clicca qui.

CRISI E PAGAMENTI CONTACTLESS

La crescita dei pagamenti di tipo contactless in questo periodo di crisi e lockdown, anche alla luce della raccomandazione EBA del 25 maggio 2020 di alzare la soglia minima in Europa dei pagamenti contactless (o touchless) da 25 a 50 euro (54 $), potrebbe essere una delle chiavi di lettura della monetica in futuro.  Leggendo quanto riportato nel blog della FED di Atlanta l'8 giugno 2020, s'ipotizza tuttavia che lo sviluppo di questo tipo di pagamento con carta potrebbe 'cannibalizzare' gli altri tipi di pagamento, sia cash, sia 'mobile'. D'altro lato, alcuni osservatori replicano al contrario che chi  già ante crisi  era utente di pagamenti con carta di debito, ha semplicemente cambiato modalità di autorizzazione al pagamento (da inserimento pin a touchless) ma sempre usando la carta di debito. Questo ha lasciato inalterato il numero dei pagamenti con strumenti alternativi. Per consultare il blog clicca qui.

MOFIR: IL WORKSHOP

Si è svolto online il 4 e 5 giugno 2020 il 9° workshop 'Money and Finance Research Group (MoFir)', simposio annuale internazionale su tematiche bancarie. Tra i temi trattati nei paper accademici presentati: innovazione di prodotto nel mercato del credito, direct lending in USA, legame tra rischio dissesto bancario e rischio sovrano paese. In particolare, con riferimento a quest 'ultimo tema, i relatori hanno concluso che le crisi bancarie contribuirebbero ad aumentare il rischio sovrano dello Stato in cui ha sede legale la Banca, in presenza di salvataggio mediante intervento pubblico (bailout). D'altro lato, se per le banche, detenere in portafoglio titoli sovrani ad alto rischio e redditività potrebbe essere un'attrattiva, vista la loro responsabilità limitata, tale investimento eleva il loro rischio dell'attivo e il costo del funding. Requisiti di capitale sempre più stringenti rendono le banche più robuste aumentandone la propensione  a investire in titoli sovrani rischiosi ma riducendo la loro offerta di credito. Per consultare il programma completo del workshop e scaricare le slide degli interventi clicca qui.

ESERCIZIO DI TRASPARENZA EBA

L'8 giugno 2020, EBA ha pubblicato alcuni dati di dettaglio riguardanti lo stato di salute ante-crisi delle Banche europee al 31 dicembre 2019. La considerazione di fondo è che gli istituti bancari sono entrati in questa crisi in una condizione di robustezza patrimoniale e liquidità migliori rispetto al caso della precedente crisi del 2008-2009. In particolare al. 31 dicembre 2019, il loro CET1 fully loaded ratio medio si attestava al 14.8%, l'NPL ratio al 2.7% e il leverage ratio fully phased-in al 5.5%. Nel caso dell'NPL ratio si è evidenziato un alto grado di dispersione tra paesi. Per il comunicato EBA clicca qui.

BAD BANK EUROPEA?

Secondo quanto riportato da una nota agenzia di stampa e financial infoprovider il 10 giugno 2020, BCE avrebbe creato una task force per la creazione di una bad bank o 'Asset Management Company' volta a 'immagazzinare' gli NPL delle banche europee attuali e originati dalla crisi (ammontare circa 500 miliardi di euro). In ipotesi, tale bad bank potrebbe fare funding emettendo bond sottoscritti dalle banche cedenti NPL alla bad bank. Se così fosse, la probabile (sottolineiamo probabile e per alcuni prematura) creazione di una bad bank europea potrebbe riportare alla ribalta il problema della condivisione dei rischi tra i paesi UE, come nel caso del recovery fund, spesso non accolta da alcuni paesi 'core'. Per consultare uno studio BCE sull'impatto delle bad banks sui bilanci bancari, clicca qui.

WEALTH TECH E OPEN INNOVATION

L’evoluzione del Wealth Management in un’ottica di ‘Open Innovation’, questo il titolo di un interessante convegno-webinar organizzato da CeTIF Università Cattolica il 28 maggio 2020. Un panel ricco di esperti esponenti dal mondo dell’Accademia, degli Organi di Vigilanza, e dei player del private banking. Tra le considerazioni emerse nel corso degli interventi indichiamo alcuni takeaways. 1. i principali elementi che impattano il wealth management sono: crisi sanitaria e economica, i canali evolvono da fisici a digitali,i cambiamenti sono  tanti e veloci, la banca deve riconoscere i macro e micro trend. 2.occorre innovare la catena del valore del segmento wealth management, in dettaglio nelle fasi: onboarding & KYC, Asset Allocation e portfolio selection, monitoring & rebalancing, customer relationship.  3. Il settore del wealth management italiano è  altamente innovativo. 4. Le attese per il futuro: occorre creare valore mediante l’innovazione e gli approcci strategici devono improntarsi a open innovation, si evidenzia un incremento notevole delle partnership tra private banks e aziende innovative del mondo fintech.  Altri temi trattati hanno riguardato i risultati di un’indagine sul roboadvisory: quale è la propensione alla consulenza automatizzata,  e come è percepito il robo-advice dalla clientela? A chiusura dei lavori è emerso che un player di wealth management può utilizzare un modello di business che ‘levereggia’ il digitale, la banca private è una piattaforma aperta e integrata (servizi, tecnologia, prodotti) in un ecosistema digitale in cui il cliente interagisce col suo banker di fiducia (digital collaboration) rivoluzionando il modello tradizionale a blocchi (backoffice, middleoffice e frontoffice) e sostituendolo col modello end to end (seguire il cliente da inizio alla fine ad es. per il passaggio generazionale). Ma il banker è e resta sempre l’interlocutore di riferimento. Per approfondire clicca qui.

DECRETO CURA ITALIA

Secondo i dati pubblicati il 3 giugno 2020 dalla task force costituita da MEF, Ministero per Lo Sviluppo Economico, ABI, Bankit e Mediocredito Centrale, le domande da aziende e famiglie per moratorie su crediti (accettate dalle banche per l'85%) al 2 giugno 2020 ammontavano a 260 miliardi di euro. 480.000 il numero le domande al fondo garanzia PMI e  418 milioni di euro l'importo delle richieste di garanzie SACE. Le domande di finanziamento al Fondo Centrale di Garanzia si sono attestate a 44 miliardi circa e le richieste di garanzie a 22,5 miliardi. Per un maggiore dettaglio dei dati da portale Bankit clicca qui.

IL NUOVO MES ANTI-CRISI

Ecco le caratteristiche del nuovo European Stability Mechanism anti-crisi in un articolo. Lo studio, a data 3 giugno 2020, riporta tra le altre informazioni un dettaglio delle condizioni e benefici dei finanziamenti anti-crisi: 1. Costo del funding negativo compreso tra - 0.21% e - 0.05%. 2. Margine annuo 0.25%. 3.per linee di credito fino a 10 anni il costo dei finanziamenti caricato a ciascuna nazione sarà di poco superiore allo 0.0%. Per scadenze inferiori il tasso sarà negativo; 4. Tipi di bond: nuovi Pandemic ESM Social bonds, l'uso dei fondi raccolti mediante essi sarà dedicato ai costi sanitari diretti e indiretti. Per i dettagli del paper clicca qui.

RECOVERY FUND E FINANCIAL STABILITY REVIEW

Il 27 maggio 2020 La Commissione Europea ha annunciato il lancio del Recovery Fund  da 750 miliardi di euro (500 miliardi in grants o finanziamenti agli Stati a fondo perduto e 250 in loans); indichiamo al lettore il raccordo con alcune considerazioni di Luis De Guindos Vice Presidente BCE, alla luce della recente pubblicazione BCE ‘Financial Stability Review’ in data 26 maggio 2020. L’alto funzionario europeo si era dichiarato ampiamente favorevole al Recovery Fund, in aggiunta alle recenti misure anti pandemiche BCE (es. modificate condizioni sui collaterali per rifinanziamento, PEPP, capital relief, raccomandazioni sui dividendi, etc.). La Review evidenzia alcuni rischi della crisi riguardanti le banche europee, che, secondo De Guindos, originano anche dalle asimmetrie tra gli Stati UE: differenti politiche fiscali nazionali, differenti modalità applicative di finanziamento garantito dallo Stato e moratorie sui crediti, differenti costi del funding del debito interno mediante govies visto il differente rischio di credito sovrano. In tal senso, uno 'strumento di bilancio paneuropeo’ come il Recovery Fund (finanziato mediante 'Recovery bonds' il cui rendimento sarebbe funzione di un rating tripla A) potrebbe aiutare a risolvere questa eterogeneità perché comporterebbe la mutualizzazione del debito e la convergenza nei costi di funding tra Stati diversi, ovviando almeno parzialmente a un eventuale downgrade nel rating di alcuni Stati periferici 'meno fortunati' e più colpiti dalla crisi.  Per consultare alcuni dettagli introduttivi della Financial Stability Review BCE clicca qui.

RISK APPETITE FRAMEWORK

Ricordando che il Risk Appetite Framework (RAF) altro non è che un impianto concettuale che trova le sue radici in indicazioni specifiche del Financial Stability Board (FSB), l'idea sottostante è molto semplice: quanto 'appetito per il rischio' la banca si propone, o meglio quanta dimensione assoluta di rischio, di quali tipologie e come misurarlo. Tra gli indici di RAF, per esempio, si distinguono quelli di adeguatezza patrimoniale, rispettivamente di primo pilastro come il Common Equity Tier 1 (CET1) ratio e il total capital ratio, o di secondo pilastro come l'Economic Capital (ECAP) e le Available Financial Resources (AFR). O di redditività come il Risk Adjusted Return On Capital (RAROC) e di liquidità come il Liquidity Coverage Ratio (LCR). Per un breve approfondimento sul RAF clicca qui.

MORATORIA

In sintesi le disposizioni contenute nell’articolo 56 del D.L. “Cura Italia” prevedono una moratoria straordinaria (sospensione momentanea dei pagamenti) a favore delle imprese, che hanno in essere delle operazioni di finanziamento concesse dalle banche.  L'intervento normativo in questione si è reso necessario per sostenere la liquidità delle imprese, che sono danneggiate dall’emergenza epidemiologica causata dal COVID-19. La citata normativa prevede espressamente l’assenza di nuovi oneri per entrambe le parti, ovvero imprese e banche.

DANGER RATE


Nelle condizioni di crisi attuale, al fine di ridurre l’incidenza del costo del rischio imputabile alle future posizioni deteriorate dovute al peggioramento delle condizioni strutturali dell’economia in fase di crisi pandemica, le banche devono impegnarsi a ridurre il saggio di migrazione delle loro posizioni Past Due e o UTP (Unlikely to Pay) a NPL. Il danger rate delle posizioni creditizie di una banca è dato dalla probabilità che le posizioni past due o a incaglio divengano sofferenze e è espresso in misura percentuale. Al fine di minimizzare il costo del credito per svalutazioni, la banca dovrebbe da un lato minimizzare il danger rate (per migrazione) d'altro lato tentare di contenere altre due variabili importanti, il default rate ovvero l’incidenza dei nuovi NPL sul totale crediti e l’NPE ratio [stock di NPE=NPL (bad loans+Past due+UTP) a numeratore in rapporto percentuale al totale crediti a denominatore]. Queste leve importanti, danger rate, default rate, NPE ratio incidono tutte sul costo del rischio di credito . L’interazione tra queste variabili imporrà alle banche da un lato l’efficientamento delle politiche di recupero crediti, dall’altro di cessione oculata degli stock di NPL. Il concetto di danger rate formerà oggetto di un nostro approfondimento successivo, il lettore interessato può farsi un’idea rapida di quanto su esposto cliccando qui
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ULTIME SUL MREL

Il 20 maggio 2020, SRB ha pubblicato l'ultimo aggiornamento alla MREL policy.
Il MREL (Minimum Requirement for Eligible Liabilities) è uno degli strumenti chiave per la risoluzione bancaria, garantendo che le banche mantengano un importo minimo di capitale proprio e debito al fine di supportare una risoluzione efficace della banca . In linea con il nuovo pacchetto bancario (BRRD2 / SRMR2), la nuova policy del Single Resolution Board riguarda:
1.Requisiti MREL per le istituzioni finanziarie globali a rilevanza sistemica (G ‑ SII);
2.Modifiche alla calibrazione del MREL, inclusa l'introduzione di MREL differenti in base al coefficiente di leva finanziaria;
3.Modifiche alla qualità del MREL (subordinazione);
4.Regole dedicate per alcuni modelli di business, come le banche cooperative, e per le strategie di risoluzione, come il punto di ingresso multiplo (MPE Multiple Point of Entry);
5.Disposizioni sul MREL interno
6.Chiarimenti sulle emissioni di paesi terzi;
7.Come verranno introdotti
Per approfondire clicca qui.

UNIONE BANCARIA E MES

Politica monetaria BCE e stabilità del sistema finanziario europeo sono due aspetti dello stesso fenomeno. L'Unione Bancaria Europea è basata sui tre pilastri sul Single Supervisory Mechanism (Meccanismo Unico di Vigilanza) il Single Resolution Mechanism (Meccanismo Unico di Risoluzione) e il Sistema Europeo di Garanzia dei Depositi. I primi due sono entrati in vigore rispettivamente nel 2014 e 2016, il terzo è ancora da perfezionare. Come interagiscono tra loro
l'Unione Bancaria e il  Meccanismo Europeo di Stabilità (MES)? Un approfondimento nel paper di Sebastiano Lunardon.

CREDITI A GARANZIA

Il Governing Council BCE ha approvato la prima serie di Additional Credit Claims, in particolare si tratta di: 1.finanziamenti garantiti da SACE e Fondo PMI; 1.finanziamenti a aziende basati su esclusiva valutazione statistica e privi di valutazione qualitativa ICAS; 3. Prestiticon rimozione limite massimo di Probability of Default (PD=10%); 4. Factoring pro solvendo. Lo ha fatto sapere Bankit con apposito comunicato del 20 maggio 2020, consultabile cliccando qui.

EBA E LE SFIDE DI COVID-19

Il 25 maggio 2020 EBA ha pubblicato il proprio preliminary assessment riguardante l'impatto di Covid-19 sulle banche europee. Queste le principali conclusioni: 1. Migliore capitalizzazione liquidità delle banche ante pandemia rispetto alle precedenti crisi economiche (CET1 ratio del 15% rispetto al 9% ante crisi del 2009); 2. Impatto negativo della pandemia sull'asset quality (in base a analisi di sensitivita' da stess test 2018, le perdite su crediti potrebbero ammontare al 3.8% degli RWA) ; 3. Utilizzo attuale e nei prossimi mesi dei liquidity buffers con ampio utilizzo della liquidità ottenuta da BCE, viste le peggiorate condizioni sul mercato del funding (emissioni obbligazionarie e interbancario); 4. Elevata pressione sulla resilienza operativa imputabile sia al flusso di domande per credito straordinario garantito dallo Stato e per moratorie, sia dall'insufficiente preparazione delle unit periferiche nel lavoro da remoto. Per il comunicato clicca qui.

ANALISI DI SETTORE IN FASE DI CRISI

Tra le 10 criticità che i manager bancari devono affrontare in conseguenza della pandemia COVID-19 indicate nello studio di una nota società di consulenza e revisione, segnaliamo l'analisi d'impatto sui principali segmenti di clientela per tipo (aziende, privati), regione, settore, prodotto-servizio. In particolare, per quanto ovvio i settori alberghiero, trasporti, turismo, cultura risultano evidentemente colpiti. Molte PMI hanno sospeso il ciclo produttivo ma seguitano a pagare stipendi, affitti e costi fissi, questo provoca gravi conseguenze in termini di gap nel ciclo di cassa aziendale che la banca deve coprire mediante il credito. Sul fronte clientela privata retail, particolarmente danneggiati sono i crediti ipotecari, le carte di credito e la monetica, le garanzie personali fidejussorie. D'altro lato, l'utilizzo forzato della banca 'da casa' da parte del cliente dovuto al lockdown incentiva la trasformazione digitale della banca. L'impiego di big data e artificial intelligence, del cloud computing e l'evoluzione dei servizi bancari online, sono in tal senso accelerati dalla crisi. Per scaricare il documento clicca qui.

VAR E COVID-19

Riportiamo alcune indicazioni contenute in un’interessante analisi svolta da una  società di ricerca sui mercati finanziari. La ricerca riguarda la valutazione del rischio di mercato mediante il VAR con metodo storico, ovvero ottenuto da misurazioni empiriche di rendimento giornaliero di alcune asset classes osservate nell’intervallo 1 gennaio 2007-24 aprile 2020. In tale periodo, lo studio campiona le 50 peggiori performances (rendimenti giornalieri negativi) di 11 asset classes: liquidità,  obbligazioni a breve termine in euro, obbligazioni di tutte le maturity in euro, obbligazioni globali, obbligazioni di paesi emergenti, obbligazioni high yield,  azioni di emittenti con sede rispettivamente in Europa, Stati Uniti, Pacifico, Paesi Emergenti e infine Commodities. Una delle conclusioni importanti della ricerca è che nell’arco temporale considerato, tra le 50 osservazioni di peggiori performances, grande parte dei rendimenti negativi si è concentrata nell'intervallo compreso tra fine febbraio e metà aprile 2020, cioè in corrispondenza dell’inasprirsi della crisi pandemica da Covid-19 e su tutte le asset classes osservate, indipendentemente dal grado di rischiosità assoluta delle stesse. Per consultare la ricerca, clicca qui.

BANCHE: REAGIRE ALLA CRISI

Tra i rimedi e le opportunità che le banche dovrebbero cogliere durante questa crisi, indicati da un noto player della consulenza internazionale, si annoverano le azioni specificamente volte a tutelare la salute dei bilanci. In dettaglio: 1.monitorare la fluttuazione dei depositi a fronte degli obiettivi di derisking dei clienti 'fornitori' di raccolta; 2. valutare l'incidenza sullo stato patrimoniale dei rifinanziamenti garantiti dallo Stato e delle moratorie; 3.stimare l'impatto contabile e le ricadute sul conto economico delle mutate ipotesi in tema di Expected Credit Losses o svalutazioni crediti; 4. guardare a eventuali occasioni di rifinanziamento e le proiezioni di funding alla luce degli attuali scenari di tasso; 5.ripensare i piani di assorbimento patrimoniale nel contesto delle nuove raccomandazioni su distribuzioni dividendi e buyback. Per approfondire clicca qui.

CET1, BUFFERS E DIVIDENDI

Alla luce dell'attuale crisi e in sede di analisi di solidità patrimoniale della Banca, spesso un particolare focus è attribuito al funzionamento della relazione tra CET1 (patrimonio di migliore qualità) e massimi dividendi distribuibili (MDA o Maximum Distributable Amount così come definito da art. 141 della Direttiva CE 2013/36 o CRD IV e successive modifiche: il regolatore limita la distribuzione di dividendi se il capitale totale risulta inferiore ai requisiti di Pillar 1, di Pillar 2 e CRD Buffer).  Si ricordi che l'erosione del CET1 causata dal peggioramento dell'asset quality dovuta alla crisi (maggiori NPL), può anche specularmente tradursi in una riduzione della quota disponibile distribuibile in cash agli azionisti. Si aggiunga che l'argomento riveste particolare criticità nel contesto attuale, in cui BCE ha espressamente chiesto alle banche di rinviare a dopo il 1°ottobre 2020 la distribuzione di dividendi.Per un approfondimento sul funzionamento di MDA clicca qui.

PAPER BANKIT SU COVID-19

n un importante contributo scientifico pubblicato il 2 maggio 2020 sul portale Bankit dal titolo 'Market Volatility and Lenght of the Covid-19 Recession', gli autori presentano un modello in cui la probabilità di recessione in USA e nel mondo dovuta alla crisi pandemica viene  ricondotta a due variabili indipendenti mediante una funzione di regressione: la volatilità dei mercati finanziari espressa dall'indice VIX (maggior volatilità implica più elevata probabilità di recessione) e l'inclinazione della curva dei rendimenti espressa dallo spread tra rendimento del governativo Treasury note a 10 anni e rendimento del T-bill 3 mesi (una curva dei rendimenti più 'flat' o piatta implica minor probabilità di recessione). Assunta l'estrema difficoltà di prevedere il 'punto di svolta' alla ripresa (2020- 2021?), gli autori sostengono che l'attuale recessione potrebbe protrarsi ben oltre il secondo trimestre 2020. Per leggere il paper clicca qui.

TRIMESTRALI E COVID-19

Secondo un contributo pubblicato sul blog di CFA Institute il 15 aprile 2020, osservare le trimestrali delle big banks americane al 31 marzo 2020, ha poco valore esplicativo degli impatti della crisi pandemica sui bilanci bancari almeno per tre motivi:1. L'EBITDA  del primo trimestre 2020 è 'una storia in due parti' perché include 2 mesi (gennaio e febbraio) di gestione ordinaria e 1 solo mese (marzo) di crisi; 2. Analisti e investitori sono focalizzati sulle componenti incerte future del risultato reddituale; 3.la comunità finanziaria dovrebbe focalizzarsi sui flussi di cassa futuri per la Banca, vista l'imprevedibilità del termine della crisi. Un punto d'Interesse che aggiungiamo noi è se la quantificazione corretta  attuale delle Expected Credit Losses, o accantonamenti per perdite su crediti attese, sia adeguata alla portata futura del previsto deterioramento nella qualità degli attivi bancari. Per approfondire clicca qui.

RISCHIO DI MERCATO E CRISI

Al fine di garantire liquidità e consentire ad alcune banche di proseguire la propria attività di market makers, anche in queste condizioni di crisi, il 16 aprile 2020 BCE ha annunciato la riduzione del requisito qualitativo di capitale per il rischio di mercato (Qualitative Market Risk Multiplier). A beneficio di chiarezza, si noti che il Qualitative Market Risk Multiplier è una misura di vigilanza introdotta al fine di compensare eventuali sottostime del 'moltiplicatore quantitativo' calcolato al fine di ottenere l'assorbimento di capitale riconducibile al rischio di mercato. Durante questa crisi, tale moltiplicatore potrebbe essere sovrastimato. Per il comunicato BCE clicca qui.

COMMISSIONE UE: LOTTA A COVID-19

Secondo l'ultimo 'pacchetto Banche' presentato dalla Commissione UE il 28 aprile 2020, queste le principali idee: 1.emendamento alla formula di calcolo del leverage ratio al fine di arginare il fenomeno deleveraging per le banche; 2. estensione a 3 anni delle disposizioni transitorie agevolative sugli accantonamenti prudenziali IFRS9; 3. estensione a giugno 2021 delle agevolazioni per il credito alle PMI; 4. eliminazione dell'obbligo di deduzione spese per software dal CET1 al fine d'incentivare le banche a investire in tecnologia digitale. Per leggere la proposta clicca qui.

CENTRALE RISCHI

Sul sito Bankit sono disponibili domande e risposte sulla Centrale Rischi Banca d 'Italia con specifico riferimento a questo periodo di emergenza. In particolare, tutti i ritardi di pagamento riguardanti i finanziamenti che beneficiano di moratoria da Covid-19, in ottemperanza ai recenti interventi legislativi del Governo (Decreto Cura Italia), non dovranno essere segnalati in Centrale Rischi. Per approfondire clicca qui.

COVID-19 IFRS9 E PATRIMONIO BANCARIO

Per poter capire con efficacia l'effetto di Covid-19 sulla consistenza patrimoniale della Banca, è utile condurre delle analisi riguardo i recenti impatti negativi della crisi sul valore degli asset in portafoglio alla Banca, in particolare sui titoli a reddito fisso o attivo finanziario classificato a FVOCI (Fair Value to Other Comprehensive Income) , e indirettamente, sull'Other Comprehensive Income (OCI) o riserva, quindi su una delle componenti di patrimonio regolamentare  rilevanti. Si osservi che, la volatilità dei mercati e il selloff che si accompagna a una crisi può indurre sia un aumento dei tassi sia a un aumento degli spread creditizi dovuti a percezione di maggiore rischio, quindi corrispondente riduzione di valore dei bond in portafoglio, implicando evidenti penalizzazioni sulle componenti del patrimonio di vigilanza il Core Tier 1, l'Additional Tier1 o AT1, il Tier 2 e, conseguentemente  sui ratios patrimoniali, il CET1 ratio  e  il Total Capital Ratio della Banca. Particolare attenzione va poi dedicata allo studio dell'impatto sulle imposte differite o Deferred Tax Assets sulle riserve, quindi l'effetto di decremento patrimoniale sia al lordo  sia al netto dell'incidenza fiscale futura. In condizioni di crisi sistemica, la classificazione delle attività finanziarie in differenti categorie contabili IFRS9 (Amortized Cost - AC o Fair Value To Other Comprehensive Income - FVOCI o Fair Value To Profit and Loss - FVTPL) riveste in tal senso un'importanza cruciale con effetti differenti in termini di eventuali minusvalenze conteggiate e quindi di volatilità del patrimonio regolamentare, sia di Risk Weighted Assets (RWA), e quindi dei ratio patrimoniali bancari previsti da Basilea 3.Per approfondire il tema mediante  una monografia della FED di New York clicca qui.

DECRETO CURA ITALIA DTA E NPL

Secondo l'art. 55 del Decreto 17 marzo 2020 nr. 18 o Decreto Cura Italia,  anche le cessioni di crediti deteriorati o NPL di origine non bancaria ovvero crediti di natura commerciale e finanziaria vantati dalle aziende, beneficiano del sostegno in temini di liquidità dallo Stato. Questi crediti muteranno la loro stuttura in credito d'imposta per la parte di perdite non ancora dedotta o fruita alla data di cessione del credito. Si applica alle cessioni di crediti deteriorati avvenute tra il 17 marzo e il 31 dicembre 2020. Per consultare il decreto Cura Italia, e in particolare l'art. 55, clicca qui.

TRANSIZIONE EONIA-ESTR

In considerazione del protrarsi e della straordinarietà del fenomeno Covid-19, l'Associazione Europea delle Controparti Centrali (European Association of CCP Clearing Houses) (es. LCH, Eurex) il 17 aprile 2020 ha fatto sapere che il termine di adozione della curva Estr (Euro Short Term Interest Rate) in sostituzione della curva Eonia (Euro Overnight Index Average) in sede di calcolo del fattore di sconto per strumenti derivati otc (es. interest rate swaps)verrà posticipato di 5 settimane: quindi dal 22 giugno al 27 luglio 2020. Per il comunicato ufficiale EACH clicca qui.

EBA: ELENCO RISK INDICATORS

Il 20 aprile 2020 EBA ha pubblicato una guida sul reporting dei Financial Soundness Indicators (FSI) introdotti dal Fondo Monetario Internazionale (IMF), che sono misure riguardanti la 'salute' delle istituzioni finanziarie, delle famiglie e delle aziende. Le variazioni nel Reporting su tali indicatori, riguardano principalmente le cartolarizzazioni, i crediti non performing e le posizioni forborne. Le principali classi di indicatori riguardano i rischi di: liquidità, funding, asset quality, redditività, concentrazione, solvibilità, operativo, mercato, piccola impresa, sovrano. Per scaricare la guida metodologica EBA completa agli indicatori di rischio, clicca qui.

BCE: SALVARE I COLLATERAL

Il 22 aprile 2020 BCE ha fatto sapere di avere adottato misure temporanee volte a mitigare la probabile indisponibilità di collateral derivante da eventuali azioni di rating downgrade sui titoli discendente dalle azioni anti pandemia. Pertanto i titoli negoziabili che al 7 aprile 2020 avessero rating BBB- eccetto gli ABS fintanto che il loro rating risulti equivalente o migliore di BB restano 'eligible'. Queste misure sono volte ad attutire i tanto temuti rating downgrade su alcuni stati, specialmente quelli periferici, e conseguentemente sui loro titoli governativi e sono mirate a consentire alle banche di continuare a fornire liquidità al sistema finanziario per il tramite di operazioni collateralizzate, cioè garantite da collaterale in titoli. Per consultare il comunicato BCE clicca qui.

BACK TO BASICS: IL RISK APPETITE FRAMEWORK

Come noto agli operatori dell'industria bancaria, il RAF-Risk Appetite Framework”  o sistema obiettivi di rischio è il quadro che integra i rischi assunti dalla banca nel business model e nel piano strategico aziendale. Il RAF è il nucleo pulsante attorno al quale ruota il ciclo strategico bancario, che dovrebbe presupporre: 1. un business model; 2. Una dotazione minimale di capitale (ICAAP) e di liquidità (ILAAP); 3. un processo di budgeting; 4. L'audit sui rischi; 5. Organizzazione. Gli elementi fondamentali di un RAF: 1.i meccanismi operativi per la quantificazione, monitoraggio e gestione dei rischi (operativo, di credito, di mercato etc.); 2. Gli organi di governo e definizione loro ruoli e responsabilità; 3. La formalizzazione e update del RAF: 4. Le misure quantitative di rischio in forma di indicatori rappresentanti: target, obiettivi, trigger o livelli massimi consentiti, livelli di tolleranza, capacità e limiti regolamentari.Per leggere un discorso di Danielle Nouy, ex presidente del Supervisory Board BCE, sul tema del  RAF, clicca qui.

EBA DASHBOARD: CET1 REGGE L'URTO

Secondo l'EBA Risk Dashboard, il report trimestrale sui principali rischi gestiti dalle banche europee, nel primo quarter 2020 appena concluso e pubblicato il 14 aprile 2020, questi gli highlights rapportati a analoghi dati del primo trimestre 2019: 1.patrimonio: miglioramento del CET1 ratio su base 'fully loaded' sia dovuto a riduzioni nelle esposizioni al rischio e conseguenti RWA sia a rafforzamento patrimoniale; si menzionino inoltre gli effetti benefici del rilascio dei buffers di capitale e la ritenzione  utili 'forzata' per raccomandazione alla non distribuzione; 2. asset quality:  riduzione dell'NPL ratio e miglioramento generalizzato dei bilanci  anche ai fini IFRS9 (contenimento crediti negli stage 2 e 3) grazie al boost fiscale e monetario, nonostante l'effetto 'congelamento' funding plans dovuto alle moratorie creditizie; 3. redditività: riduzione dei ROE al di sotto del costo dei mezzi propri (COE), riduzione nei margini d'interesse e incremento dei cost - income ratios, che si accompagneranno a aumento nel costo dei rischi e riduzione degli utili da commissioni attive. Una breve notazione: le misurazioni includono un impatto parziale di Covid-19 sulle trimestrali bancarie, ovvero un solo mese circa sul primo quarter (il selloff sui mercati finanziari, lo ricordiamo, risale al 9 marzo 2020). L'evoluzione dei costi finanziari della pandemia sarà per ovvii motivi maggiormente chiara nelle trimestrali 2020 successive. Per il comunicato EBA clicca qui.

BOLLETTINO ECONOMICO BANKIT 2

Ecco i principali takeaways che si evincono dall'analisi sul mercato bancario italiano nell'intervallo temporale novembre 2019-febbraio 2020  contenuti nel Bollettino Economico pubblicato da Bankit il 17 aprile 2020: 1. incremento nei volumi creditizi ante COVID-19; 2. stabilità volumi di raccolta; 3. incremento nel costo del funding da emissione bonds bancari; 4. TLTRO 3 e LTRO potranno ridurre il costo della raccolta bancaria; 5. flusso NPL 2019 contenuto; 6. notevole incidenza nella riduzione dei margini d'Interesse a penalizzare la redditività netta totale. 7.effetto 'ammortizzatore' sulla dotazione di capitale della raccomandazione a non distribuire dividendi fino all'1 ottobre 2020. Per il download del Bollettino clicca qui.

BREVE STORIA DI GRANDI BANCHE

Curiosando nella storia bancaria americana, si evidenziano le idee imprenditoriali che diedero i natali alle 5 più importanti banche fondate negli States tra il 1799 e il 1904. Una introdusse nel 1869 per prima la 'commercial paper' o lettera di credito, strumento di finanziamento di attività commerciali; un'altra nacque come piccola banca privata nel 1811; un'altra ancora prese il via nel 1852 come istituto di credito per i cercatori d'oro, fornendo servizi di consegna e crediti garantiti dal metallo prezioso;  l'ultima debutto' nel 1904 su idea di un immigrato italiano, inizialmente si chiamò 'bank of Italy' (nome da non confondersi col nostro Istituto Centrale) al fine di fornire liquidità a aziende e privati della classe operaia e della comunità italiana di S. Francisco. Lasciamo al lettore l'approfondimento sul loro ruolo nella storia economica americana cliccando qui.

INTEREST RATE RISK IN BANKING BOOK

.Secondo il Comitato di Basilea esistono tre sottocategorie di rischio tasso per il Banking Book (Interest Rate Risk of Banking Book o IRRB) di una Banca: 1.gap risk: discende da spostamento parallelo o non parallelo nella curva dei rendimenti e colpisce sia voci dell'attivo che passivo di Stato Patrimoniale; 2. Option risk: riguarda le voci di bilancio contenenti opzioni automatiche e comportamentali; 3. Basis risk: può derivare da utilizzo di tassi benchmark per le voci di attivo diversi in natura e orizzonte temporale da quelli utilizzati per le voci del passivo o anche nella scelta di strumenti derivati di tasso utilizzati nell'hedging di tali poste. Premesso che, secondo gli ultimi documenti ufficiali BIS le variazioni di tasso sui mercati finanziari possono impattare sia il patrimonio netto (Economic Value of Equity EVE) sia il margine d'interesse (Net Interest Income NII) sia l'utile netto, lo Standard Outlier Test (SOT) serve a stabilire se una variazione di + o - 200 basis points di tasso impatta il patrimonio bancario 'migliore' o Tier 1 per valori superiori al 15% del suo valore ante shock. Ai fini del SOT, gli scenari di tasso sono sei: shock parallelo in su, shock parallelo in giù, steepener o tassi a breve giù e tassi a lungo su, flattener (il contrario), shock di tasso a breve su o giù. Per consultare l'ultimo documento ufficiale BIS su IRRB clicca qui.

MIFID 2 VALUTATA A 2 ANNI DI DISTANZA

Entrata in vigore il 3 gennaio 2018 la Direttiva 2014/65/UE in questi due anni di implementazione ha proposto tre temi caldi: 1.requisito di product governance in fase distributiva incluso il concetto di  integrazione tra aziende del risparmio gestito e canali distributivi; 2. trasparenza al cliente sui costi (specialmente le commissioni) ivi inclusi i pagamenti effettuati dalla sgr alla rete distributiva; 3. centralizzazione del servizio di consulenza e sua distinzione dal prodotto. Secondo alcuni esponenti dell'industria finanziaria, MIFiD 2 potrebbe essere semplificata al fine di ridurre I costi da paperwork e compliance, della divulgazione dei market data, della ricerca sell e buy side (si impone il tema del contenimento dei costi ricerca lato buy side per i gestori al fine di incrementare la redditività dei fondi), protezione dell'investitore, evitando la riduzione dei margini (imputabile in parte ai maggiori costi, in parte al contenimento del pricing sui prodotti finanziari) sia per gli asset manager sia per le reti distributive di wealth bankers. In tema di Reporting dei costi al cliente, a oggi non esistono tabelle uniformi e universalmente accettate, ma solo alcuni template di 'best practice' e questo complica la confrontabilita' dei prodotti offerti da case diverse per l'investitore retail. Tali considerazioni critiche hanno stimolato industria a portare all'attenzione dei regulators una auspicabile revisione della Direttiva, mediante pubblica consultazione che si può consultare cliccando qui.

LCR: DA APRILE 2020 OPERATIVI GLI ITS EBA

Da aprile 2020 sono operativi gli implementing technical standard EBA pubblicati il 28 maggio 2019 in applicazione dell'Atto Delegato per segnalazione LCR (UE) 2018/1620 relativi al Liquidity Coverage Ratio (LCR) della banca che, lo ricordiamo, è dato dal rapporto tra lo stock di High Quality Liquid Assets (HQLA) a numeratore e totali flussi di cassa negativi dei 30 giorni lavorativi successivi a denominatore e deve essere maggiore del 100%. Le 5 principali novità :1.non sono più richiesti alcuni requisiti operativi specifici per i collaterali a sevizio di operazioni di secured funding e collareral swap; 2. indicazione, per le operazioni di secured funding delle controparti differenti da banche centrali; 3. Identificazione degli importi eccedenti i depositi operativi; 4. Trattamento dei depo e repo a partenza differita e encumberance di asset pools (titoli) in transazioni di secured funding, trattamento dei wholesale deposits con passività eccedente l'importo garantito dal deposito; 5. Nuovo template di segnalazione delle operazioni incluse in LCR. Per consultare gli ITS EBA clicca qui.

FDIC: VADEMECUM ANTI COVID-19

Federal Deposit Insurance Corporation, l'ente americano di assicurazione sui depositi, ha recentemente pubblicato sul proprio sito web alcune raccomandazioni ai consumatori al fine di affrontare al meglio alcuni rischi finanziari da pandemia COVID-19. Eccoli in sintesi: 1. Incoraggiare l'utilizzo delle tecnologie da mobile banking (money transfer, pagamenti online, deposito assegni su conto da remoto); 2. Verificare qualità e quantità del servizio di assicurazione depositi fornito da FDIC (Electronic Deposit Insurance Estimator); 3. Agevolare la richiesta di moratoria pagamenti dei debiti bancari contattando per tempo il proprio istituto di credito; 4. Evitare di divulgare a fonti non autorizzate le proprie credenziali bancarie o di carta di credito, al fine di combattere le frodi. Per consultare in dettaglio le raccomandazioni FDIC, clicca qui.

BANCA D'ITALIA INFORMA SU COVID-19

È disponibile già da alcuni giorni sul portale Bankit una sezione specifica dedicata a Covid-19. Il compendio contiene tutti i contenuti consultabili in modo semplice e immediato, dai comunicati stampa, alla sintesi degli interventi BCE e decreti del Governo italiano completano il compendio tematico le sottosezioni interviste, documenti, studi e analisi, comunicati stampa e servizi al cittadino. Per consultare il focus clicca qui.

SINTESI NOVITÀ DA COVID-19

 Qui sintetizziamo alcuni tra i principali interventi e raccomandazioni introdotti a favore delle Banche europee e a contrasto di Covid-19 da BCE e EBA nelle ultime settimane. Misure di vigilanza prudenziale: posticipo di un mese  e flessibilità valutativa delle relazioni relative al requisito di capitale di Pillar 3. Misure di estensione scadenze crediti: la moratoria sui crediti concessa alla clientela bancaria in funzione delle probabilità di default effettive del debitore oltre che delle scadenze, tale moratoria non determina l’automatica riclassificazione del credito in categorie 'forborne' o 'ristrutturati' se le misure di moratoria derivano da normativa nazionale di settore o da convenzioni utiizzate dalle istituzioni finanziarie. Le moratorie non devono inoltre implicare costi aggiuntivi per i clienti e l'automatico peggioramento del loro rating creditizio.Misure di accounting relative all’IFRS9: possibilità per le Banche di applicare flessibilmente il concetto di 'Expected Credit Loss' in sede di accantonamento per perdite su crediti anche utilizzando scenari macroeconomici individuati da BCE,  soprattutto per le posizioni non performing, applicando in modo flessibile e non automatico il passaggio di un’attività finanziaria dallo stage 1 agli stage 2 e 3 sulla vita prevista degli strumenti finanziari.Misure di Capital Relief: il temporaneo rilascio dei limiti minimi di patrimonializzazione ha riguardato l’opportunità per la Banca di proseguire nella continuità aziendale anche se al di sotto dei requisiti di capitale Pillar 2 Guidance e di Liquidity Coverage Ratio e rinvio scadenza SREP di 6 mesi, rinvio stress test EBA 2021; miglioramento delle caratteristiche di TLTRO e raccomandazione alle banche centrali dei paesi UE ad adottare massima flessibiilità in tema di vigilanza. Misure relative ai dividendi: rinvio nel pagamento dividendi bancari, share buyback e bonus al personale bancario rilevante. Misure relative ai collaterali a garanzia: riduzione generale degli scarti a garanzia per le attività stanziabili in BCE, rimozione rating investment grade per titoli di Stato greci portati in garanzia, riduzione a 0 soglia di importo minimo per crediti domestici; Misure di Quantitative Easing: introduzione del Pandemic European Purchase Program o PEPP per 750 miliardi di euro. Infine è da evidenziare il recente accordo raggiunto il 9 aprile 2020 da Eurogruppo strettamente a favore degli Stati, che si aggiunge alle misure tipicamente bancarie suesposte:1. l'introduzione di un fondo di emergenza temporaneo da 500 miliardi di euro; 2.supporto da European Stability Mechanism mediante linee di credito precauzionali; 2. Strumento temporaneo di solidarietà creditizia agli Stati; 3. Fondo di garanzia paneuropeo da European Investment Bank a supporto delle PMI

SRB: ALLEGGERIRE LE BANCHE

Il 1 ° aprile, il Single Resolution Board in una lettera alle banche ha annunciato misure di relief relative ai requisiti minimi di fondi propri e passività ammissibili e pianificazione della risoluzione bancaria, in risposta allo scoppio del coronavirus.
Con forte probabilità BCE richiederà alle banche di reintegrare le riserve di capitale una volta terminata la crisi correlata al coronavirus, ma il periodo di tempo per farlo dipenderà dalla gravità e dalla durata della pandemia. Questi buffer di capitale ripristinati restituiranno i requisiti MREL idonei al loro scopo protettivo originario. La flessibilità concessa è in linea con le misure di relief di altri regolatori europei per salvaguardare il ruolo delle banche. Per leggere la lettera clicca qui.


BCE: MISURE SUI COLLATERAL A GARANZIA

Il 7 aprile 2020 il Governing Council BCE ha adottato un pacchetto di misure temporanee di agevolazione delle garanzie al credito.  In primis ha ampliato le condizioni alle quali alcuni tipi di credito sono accettabili in garanzia creditizia, ovvero l'espansione dei quadri di crediti aggiuntivi (Quadro ACC o Additional Credit Claims). Altro obiettivo BCE è facilitare l’accettazione delle valutazioni del merito di credito delle banche che si avvalgono di sistemi interni basati su rating approvati dalle autorità di vigilanza. Un terzo obiettivo sarà quello di ridurre buona parte
degli obblighi di segnalazione relativi alle garanzie. Inoltre, a livello di prestito ammissibile nel quadro ACC, BCE propone abbassamento del livello della soglia di dimensione minima non uniforme per i crediti nazionali a 0 euro da 25.000 euro, l'aumento, dal 2,5% al 10%, della quota massima di strumenti di debito non garantiti emessi da qualsiasi altro gruppo bancario presente nel collateal pool, unitamente all'accettazione in garanzia di titoli di Stato greci pur se con rating non investment grade. BCE Suggerisce inoltre la riduzione generalizzata degli scarti da valutazione (haircut) operati sui collateral in garanzia di un fattore fisso del 20%. Le misure su indicate saranno collegate temporalmente alla durata del PEPP (acquisti di titoli da parte di BCE legati alla Pandemia Covid-19 o Pandemic European Purchase Program). Tuttavia, nel caso degli
Haircut applicati ad 'attività finanziarie non negoziabili' portate in garanzia, questi subiranno variazioni simili, ma non saranno legati temporalmente alla durata del PEPP. Per consultare i dettagli clicca qui.   

WORKSHOP SU TECNOLOGIE NEL BANKING

Il 12 e 13 novembre 2020 EBA ospiterà il workshop dal titolo: 'new technologies in the banking sector - impacts, risks, opportunities'. EBA sollecita tutti i possibili contributors alla produzione di papers sul tema suggerendo alcuni argomenti: Fintech, cryptovalute, pagamenti, big data, blockchain. Termine per l'inoltro dei papers: 10 luglio 2020. Per saperne di più clicca qui.

BANKIT: NO AI DIVIDENDI

.Il 27 marzo 2020 Bankit ha pubblicato raccomandazione ufficiale indicando che, in coerenza alle indicazioni BCE: 1.Non vengano distribuiti dividendi per gli esercizi 2019 e 2020; 2. Non si facciano buyback di azioni indirizzati alla remunerazione di azionisti. I provvedimenti hanno per obiettivo, considerata la situazione di eccezionalità che coinvolge l'economia mondiale a causa del virus, di rafforzare la base patrimoniale delle banche per leggere il Comunicato clicca qui.

BCE E DIVIDENDI BANCARI

La recente raccomandazione BCE pubblicata venerdì 27 marzo 2020 che indica alle banche europee di non procedere a pagamento dividendi (e buyback azionari) fino al 1°ottobre 2020, potrebbe avere due ripercussioni: 1. Rafforzare gli indicatori patrimoniali, tipicamente il CET1; 2. migliorare la capacità remunerativa, tipicamente degli strumenti ibridi di capitale AT1 che non fruttano dividendi ma cedole. Per consultare la raccomandazione BCE clicca qui.

FED: ALLENTARE IL LEVERAGE RATIO

 1° aprile 2020: FED ha annunciato che rimuovera' temporaneamente fino al 31 marzo 2021 il limite sul leverage ratio per i grandi istituti di credito americani con più di 250 miliardi in asset consolidati. La ratio è date le condizioni di relativo deterioramento nella liquidità del mercato Treasury da Covid-19, occorre agevolare l'afflusso di credito alle imprese. FED ha deciso di allentare pro tempore il leverage ratio perché recentemente si sono incrementati i depositi della clientela e di conseguenza sono aumentate le riserve bancarie. La motivazione è che ci
si attende un flusso importante di titoli e il punto importante è che gli acquisti di titoli da FED e l'aumento del flusso di credito al mercato vanno a incremento del leverage ratio bancario, quindi questo va a ridurre la capacità delle banche a indebitarsi mediante pronti contro termine. Per il comunicato FED clicca qu

BANCHE E COVID-19

Tra gli effetti della crisi da Covid-19 sull'economia della Banca si evincono alcune relazioni importanti. 1. funding e liquidità: in termini di struttura finanziaria, riduzione delle pressioni su emissioni obbligazionarie da adempimenti MREL, minor costo del funding all'ingrosso, accesso al mercato obbligazionario primario più difficoltoso; 2. adeguatezza patrimoniale: nonostante i provvedimenti di capital relief introdotti da BCE, aumento delle RWA e volatilità dei mezzi propri imputabili anche all'applicazione più 'lasca' dell'IFRS9; 3. Redditività: riduzione del margine d'Interesse dovuta a tassi inferiori e minori volumi di credito corporate e retail, maggior volatilità del risultato netto finanziario nei portafogli di trading;4 solidità attivo di bilancio: ovviamente deteriorata per incremento NPL, tuttavia, le nuove regole in tema di moratorie e classificazione posizioni UTP e le raccomandazioni sulle cessioni di stock di NPL recentemente raccomandati, dovrebbero attutire tali effetti negativi.

EBA SU MORATORIA DA COVID-19

Il 2 aprile 2020, con riferimento alla moratoria sui crediti riferibile alle misure anti Covid-19, EBA ha fatto sapere che l'adozione della moratoria  non è condizione automatica di classificazione delle posizioni creditizie denominabili 'in forbearance', o 'distressed restructuring' se le misure di moratoria riguardano leggi nazionali o di settore. Per leggere il Comunicato EBA clicca qui.

BCE, COVID-19 E RISCHIO DI CREDITO

Il 20 marzo 2020 BCE ha annunciato ulteriori orientamenti volti ad alleviare il peso della crisi Covid-19 sulle banche europee. La considerazione più intuitiva è che l'effetto combinato di tassi negativi, aumento atteso dei NPL dovuto a crisi nel PIL, regole di accantonamento prudenziale per posizioni deteriorate basate sul calendar provisioning, e basate su Expected Credit Losses da IFRS9 potrebbero avere un effetto combinato esplosivo sui bilanci bancari e vanificare i benefici all'economia reale delle misure monetarie e di capitale (QE, TLTRO III rimodulato, capital relief da P2R etc. ) varate da BCE il 12 marzo. Tre sono pertanto gli intendimenti volti a mitigare il rischio di credito:1. Flessibilità nella classificazione di posizioni 'unlikely to pay' e di crediti soggetti a moratoria pubblica; 2. Trattamento preferenziale in termini di accantonamento perdite su crediti per NPL con garanzia pubblica; 3. Flessibilità nel concordare coi soggetti vigilati le strategie di riduzione di stock di NPL a bilancio. Per saperne di più clicca qui.

ULTERIORI MISURE BANK OF ENGLAND

A integrazione delle misure anti-crisi recentemente avviate, il 20 marzo 2020 Bank of England ha introdotto le seguenti disposizioni: 1.cancellazione stress tests 2020 per le 8 maggiori banche britanniche; 2.rinvio del Biennal Exploratory Scenario (BES) sulla liquidità che avrebbe dovuto svolgersi a metà 2020; 3.applicazione più 'lasca' delle regole di calcolo delle perdite attese (Expected Credit Losses o ECL) in ottemperanza al principio contabike IFRS9; in particolare si suggerisce che la moratoria nei rimborsi di crediti ipotecari non sia condizione sufficiente per il passaggio del credito ai fini del calcolo delle ECL allo stage due. 4. Rinvio dell'indagine sondaggio congiunta BOE-FCA sui fondi aperti fino a data da destinarsi. Ulteriori novità: 1. Rinvio ispezioni di vigilanza; 2. Maggior elasticità nell'esame delle domande di ammissione a senior management di istituzioni finanziarie; 3.estensione all'1 ottobre 2020 per risposte a pubbliche consultazioni in tema di resilienza operativa e outsourcing di risk management; 4. rinvio a 1 gennaio 2022 e ridefinizione dei concetti di default, PD, LGD nei  Modelli interni per la determinazione del rischio di credito IRB; 5. Riforma del Regulatory Initiative Forum; 6.rinnovo legislazione in tema Basilea 3.1. Per dettagli clicca qui.

BASILEA: SOSPESE LE CONSULTAZIONI

.Con apposito comunicato stampa del 20 marzo 2020 il Comitato di Basilea ha fatto sapere ufficialmente che si sta coordinando col Financial Stability Board per i provvedimenti volti a fronteggiare Covid-19. Nell'immediato il Comitato di Basilea sospende tutte le sue consultazioni e rinvia tutti i suoi assessments 2020 nel contesto del Regulatory Assessment Program. Per il comunicato ufficiale clicca qui.

PUBBLICATO IL BILANCIO FED

Dal conto economico 2019 Fed pubblicato il 23 marzo si evincono utili netti per 55.5 miliardi di dollari anche originati da 102.7 miliardi di dollari da interessi su titoli acquistati mediante operazioni di mercato aperto e tra i costi, spese per interessi sui depositi per 34.9 milardi di dollari. Dallo Stato Patrimoniale  spiccavano al 31 dicembre 2019 assets totali per 4.2 trilioni di dollari e tra essi 4.1 trilioni di dollari in titoli principalmente Treasuries, MBS acquistati mediante operazioni di mercato aperto implementate dalla FED di New York. Dalle recenti manovre Fed di 'bazooka monetario' anti Covid-19 ci attendiamo per il 2020 con accettabile grado di probabilità: riduzione nel costo del funding da depositi (riduzione Fed Funds Rate al range 0.0-0.25%), incremento degli attivi finanziari in titoli sia govie, sia corporate. (Quantitative Easing a tempo e ammontare indeterminato), probabile incremento sia nel margine d'interesse (nonostante la recente proposta di term e overnight repo a tasso 0.0 studiate al fine di iniettare liquidità nel sistema finanziario statunitense) sia nelle riserve o utili potenziali non realizzati da titoli. Per consultare il bilancio FED 2019 clicca qui.

EBA: NUOVE RACCOMANDAZIONI PER COVID19

A seguito delle  raccomandazioni EBA del 12 marzo 2020, in base alle quali, in virtù del momento di particolare tensione economica dovuta al  Covid-19 le banche sono incoraggiate a applicare con flessibilità sia la classificazione dei crediti forborne, unlikely to pay o in default, sia l'applicazione delle svalutazioni contabili compliant al concetto di Expected Credit Loss da IFRS9, il 25 marzo 2020 EBA ha pubblicato una raccomandazione aggiuntiva in cui specifica che tale flessibilità non è estensibile alla protezione del consumatore. In dettaglio:  1.una eventuale moratoria creditizia per il cliente non deve accompagnarsi ad addebiti di costi addizionali, o impatti negativi sul suo rating creditizio; 2. considerare tutte le opzioni di pagamento negli esercizi commerciali, in particolare la contactless fino a 50 euro; 3.alleggerire i Payment Services Providers (PSPs) degli obblighi di reporting. Per approfondire clicca qui.

BCE: BENE LE BANCHE MA PRIMA DI COVID-19

Secondo l'ultimo bollettino economico mensile BCE pubblicato il 26 marzo 2020, che analizza l'area euro fino a gennaio 2020, quindi esclude gli effetti negativi di Covid-19, in gennaio 2020:1. le condizioni di funding per le banche sono rimaste favorevoli grazie a tassi sui depositi ai minimi storici fino a gennaio, grazie a TLTRO III e a APP, nonostante il rebound nei rendimenti dei bond bancari osservato da febbraio; 2.il margine d'interesse è aumentato grazie all'incremento dei volumi di credito, attestandosi all'1.34% anche grazie a riduzioni di stock di NPL. Il costo composto dei Depositi e debt financing si è ridotto. Per leggere il bollettino completo clicca qui.

NUOVO BAZOOKA BCE

Secondo il Pandemic Emergency Purchase Program o PEPP emanato dal Governing Council Bce, l'istituto centrale europeo acquisterà ulteriori 750 miliardi di euro in titoli govie e privati europei, sommabili ai 20 miliardi di titoli mensili annunciati a dicembre e ai 120 miliardi entro fine anno annunciati il 12 marzo da Lagarde. L'ammontare totale degli acquisti è di 1 trilione di euro entro fine 2020. Tra essi sono inclusi anche i titoli di stato greci. Verrà inoltre espanso il raggio di efficacia degli Additional Credit Claims. Per approfondire le nuove misure BCE Anti Covid19 clicca qui.

EUROPEAN BANKING FEDERATION SU COVID19

A seguito delle misure introdotte da BCE sia sotto il profilo della politica monetaria, delle immissioni di liquidità, sia delle nuove regole sul capitale, queste ultime recepite recentemente nelle ultime raccomandazioni EBA, European Banking Federation EBF l'11 marzo 2020 ha pubblicato la propria lettera nella quale propone, al fine di fronteggiare la crisi da Covid-19, il perfetto coordinamento tra autorità pubblica e banche, in particolare:1.misure immediate volte a ridurre o frenare la stretta su liquidità nella forma di moratoria verso i debitori virtuosi; 2. misure di medio termine volte a agevolare la trasmissione del credito in orizzonte 6 mesi quali l'easing sul combined capital buffer, includente countercyclical buffer (CCYB) e domestic capital buffer. Deve essere inoltre consentito alle banche l'utilizzo dei Liquidity Coverage Ratio buffers a favore delle imprese; propone anche estensione nel tempo e raggio di azione del TLTRO III. 3.interventi volti ad ammortizzare gli effetti prudenziali in orizzonte 1 anno. Tra essi, EBF propone postporre gli incrementi di capitale per le banche ancillari alla Targeted Review of Internal Models (TRIM) e postporre emissione di strumenti obbligazionari MREL compliant  conformi alla BRRD2 al 2024. Per leggere la lettera EBF clicca qui.

ANCHE EBA COMBATTE IL COVID-19

Due sono le azioni promosse da EBA il 12 marzo 2020, per aiutare le banche in questo momento di particolare difficoltà da Covid-19: 1.postporre gli stress test 2021 raccomandando alle Autorità di Vigilanza locale di rinviare o ridurre all'essenziale le ispezioni; 2.parola d'ordine flessibilità in tre sensi: sia, come ha disposto BCE nell'esclusione di strumenti CET1 dal calcolo del requisito di capitale di secondo pilastro, sia evitando frammentazione nel mercato del funding in sede di determinazione del Liquidity Coverage Ratio, sia in termini di management e calcolo dei NPL  e delle posizioni forborne. Per approfondire clicca qui.
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