Il sito rende disponibile, in termini concreti, informazioni e brevi relazioni riguardanti le tematiche bancarie. L'intento è di generare uno scambio informativo e culturale sulle problematiche del settore creditizio con finalità divulgative. Si reputa che la platea degli interessati sia composta da bancari, banchieri, appassionati di finanza, operatori aziendali, studenti ed appartenenti al mondo accademico. Nel tempo si vogliono allargare le relazioni personali e professionali, in modo da promuovere nel contesto europeo un'Associazione dei professionisti ed operatori di Banca.
Si rammenta che tutti i contenuti, informazioni ed immagini presenti nel sito, sono protetti dalla normativa sul diritto di autore.

News

EBI GLOBAL ANNUAL CONFERENCE

Tra le ricerche presentate alla European Banking Institute (EBI) Global Annual Conference on Banking Regulation di Francoforte del 21 febbraio 2020, segnaliamo la ricerca elaborata da Danilo Mascia dell'Università di Nottingham  Emanuela Giacomini dell'Università di Macerata e Fabrizio Crespi dell'Università di Cagliari dal titolo 'Bail in rules and pricing of Italian bonds'. Gli autori concludono che: 1.la Direttiva BRRD ha incrementato il costo del funding mediante bond per le banche italiane; 2. L'effetto rialzo funding cost si è accentuato dopo il caso '4 banche'; 3. È opportuna una migliore 'sensitivita' al rischio' della regolamentazione, in un paese come l'Italia dove la disciplina di mercato pare, sostengono gli autori, non abbia funzionato propriamente. Per consultare la presentazione della ricerca clicca qui.

EBA SUL MREL


Secondo un recente report EBA basato sullo studio di 222 istituti di credito europei, ben 117 sono quelli a far registrare una carenza di MREL per un ammontare totale pari a 178 miliardi di euro. E delle citate 117 banche 'non compliant', ben 65 presentano emissioni obbligazinarie la cui natura è 'quasi conforme ai principi MREL' ma non integralmente, per un importo di circa 67 miliardi di euro. In tale contesto, l'atteggiamento di EBA è volto a incentivare l'emissione di strumenti finanziari 'MREL eligible' da parte delle banche, sia alla luce degli attuali scenari di mercato caratterizzati da tassi bassi, sia del restringimento degli spread creditizi con avvicinamento degli spread su titoli senior (o secured) a quelli dei titoli subordinati (o unsecured). Per approfondire clicca qui.

OSTACOLI ALLE FUSIONI BANCARIE

Secondo uno studio EBA sulle fusioni crossborder tra Banche i due principali ostacoli alle fusioni sono il loro costo e rischio e la loro complessità. L'ultimo ostacolo è la regolamentazione. A livello regolamentare le difficoltà originano da due fonti: 1 decentralizazzione strutture; 2. Frammentazione degli ordinamenti nazionali a impedirne la comparazione. In tale ambito, si afferma nel. Paper, sia l'Unione Bancaria, sia la Capital Market Union dovrebbero giocare in favore della razionalizzazione del liquidity management e della gestione del capitale per banche che intendono fondersi. Per scaricare e leggere il paper EBA clicca qui.

ADDITIONAL TIER 1

L'additional Tier 1 o AT1 è costituito da:  strumenti subordinati e di tipo 'perpetual' esclusi dal CET1, sovrapprezzo azioni da emissioni di tipo AT1, strumenti emessi da sussidiarie presenti nel perimetro del consolidato della Banca che rispondono ai requisiti d'inclusione in AT1 e aggiustamenti regolamentari di calcolo dell'AT1. Per quanto attiene i criteri individuati dalla BIS al fine di includere uno strumento in AT1, essi sono: 1. deve essere emesso e versato; 2. Subordinato a depositanti, creditori generali e debito subordinato; 3. Non coperto da garanzia; 4. Perpetuo; 5.callable a facoltà dell'emittente dopo 5 anni; 6.il rimborso del capitale deve essere preventivamente autorizzato dall'Autorità di Vigilanza; 7.deve caratterizzarsi per discrezionalità dell'emittente sulla distribuzione dividendi; 8.il pagamento di cedole e dividendi deve avvenire mediante utilizzo di fondi distribuibili; 9.cedole e dividendi non devono essere soggetti a reset periodico subordinato alla variazione di standing creditizio dell'emittente; 9.non può contribuire all'eccesso di passività su attività se tale verifica è inclusa nella legge fallimentare del paese in cui ha sede legale l'emittente. Per visionare un documento BIS su inclusione in AT1 clicca qui.

NOVITÀ SUL MREL


Il 17 febbraio 2020 il Single Resolution Board ha introdotto una consultazione pubblica riguardante il Minimum Requirement for Eligible Liabilities. In particolare, la consultazione propone una riespressione del MREL in funzione del leverage ratio; il documento propone inoltre un aggiustamento nell'importo di ricapitalizzazione. SRB propone anche una riconversione dal modello 'multiple entry point' per alcuni gruppi bancari a quello 'single entry point' in caso di risoluzione. Per quanto attiene i livelli di subordinazione, la proposta prevede la distinzione delle banche globali G-SIIB in due gruppi: primo gruppo (Pillar 1 banks) con subordinazione 18% delle RWA e 6.75% della leverage ratio exposure,  secondo gruppo (non Pillar 1 banks) con requisito subordinazione 13.5 % delle RWA o 5% del leverage ratio. Per approfondire i contenuti della consultazione, clicca qui.

Crediti deteriorati (Non Performing Loans, NPL)

L'European Banking Authority predispone degli Implementing Technical Standard (ITC), che le banche debbono obbligatoriamente utilizzare.Con specifici ITC si intende rendere confrontabili i crediti deteriorati e le relative reportistiche prudenziali utilizzate dalle singole banche nell’ambito del Sistema Bancario Europeo (Banking Union).Pertanto sono NPL quei crediti con un'esposizione d'inadempienza superiore a 90 giorni ovvero le:

  1. "Sofferenze", riferibili a posizioni con una conclamata insolvenza.
  2. "Inadempienze probabili" per le quali si ritiene improbabile che il debitore, senza il ricorso all’escussione delle garanzie reali, riesca ad adempiere integralmente le sue obbligazioni creditizie.
  3. "Esposizioni scadute e sconfinate deteriorate", con inadempienze continuative per oltre novanta giorni, alla presenza del superamento delle "soglie di materialità".

Le esposizioni NPL fanno riferimento alle posizioni deteriorate relative ai:

  • Crediti, finanziamenti concessi dalle banche.
  • Titoli di debito, detenuti dalle banche
  • Voci fuori bilancio, garanzie concesse, impegni e derivati.

Classificazioni del credito


 

Differenti sono i modi proposti per classificare i crediti, questi dipendono dalle relative finalità e dai diversi "enti regolatori", che progressivamente propongono o impongono l'avvento di nuove classi e l'abbandono di altre.Tra questi enti l'European Banking Authority ha proposto a diverse riprese una standardizzazione della classificazione dei crediti, cui la Banca d'Italia fa generalmente riferimento, in altre parole queste possono essere rappresentate da:

- "Bonis", si riferiscono alla clientela che è regolare nei pagamenti e quella con degli arretrati non significativi.

- "Esposizioni deteriorate, scadute o sconfinanti", in altre parole quelle che presentano sconfinamenti continuativi da oltre 90 giorni, in presenza  del superamento della "soglia di materialità".

-"Inadempienze probabili" (Unlikely to Pay), in quest'ambito la banca ritiene che il cliente si trovi in uno stato di difficoltà finanziaria grave ma non necessariamente definitivo.

-"Sofferenze", ovvero crediti vantati nei confronti di soggetti in uno stato d'insolvenza solitamente irreversibile.

-Mentre l'evidenza della classificazione "Forborne" è abbinata alle esposizioni che sono oggetto di modifiche contrattuali, la stessa può quindi essere associata sia a crediti in "Bonis" che a crediti NPL.


Bonis

Nel lessico bancario italiano alla categoria dei crediti in bonis, viene assai genericamente, associata a quella clientela che fa fronte in modo puntuale al rimborso dell'affidamento secondo le modalità convenute. In base alle indicazioni proposte dall'European Banking Authority  ai crediti performing sono associate le seguenti sottocategorie:

Fully performing, per i crediti che non hanno alcun ritardo nei pagamenti e non palesano un attuale rischio di mancato rimborso.

Performing assets, per i crediti con evidenza di arretrati di durata contenuta inferiori ai 90  giorni.

Forborne performing, per crediti performing che sono stati oggetto di una "concessione", ovvero per i quali la banca ha modificato le condizioni contrattuali originali.


Framework Basilea 4


Con la denominazione "Basilea 4" si fa riferimento a normative di diversa origine e natura che progressivamente dal 2021 al 2027 modificheranno le precedenti regole prudenziali per le banche, conosciute come "Basilea 3". Pertanto il "Framework normativo Basilea 4" contempla principalmente:
1. L'Adozione di nuovi Modelli Standard per la misurazione dei rischi di: credito, mercato ed operativo.
2. Il contenimento dell'applicazione dei Modelli Avanzati, imponendo dei limiti quantitativi.
3. L'Aggiornamento delle regole inerenti le "attività ponderate per il rischio, RWA".
Saranno previsti altri interventi - solo apparentemente secondari - riguardanti ad esempio:
-  Nuovo modello Standard per il rischio tasso d'interesse.
-  Nuovo approccio Standard per il rischio controparte.
-  Nuovo Standard per misurare il Credit Valuation Adjustment (CVA).
-  Nuove modalità di calcolo per valutare le Cartolarizzazioni.
-  Ampliamento del Supporting Factor da applicare alle PMI.
-  Introduzione di cuscinetti di passività (TLAC e MREL) per le istituzioni sistemiche (G-SII).

 


Presentazione Associazione AnalisiBanka

L'Associazione dei Professionisti di Banca Analisibanka è stata costituita da un gruppo di operatori bancari e di professionisti che vivono e condividono la passione relativa al settore bancario e le relative tematiche conoscitive ed operative.

Lo scopo dell’Associazione è  quello di generare uno scambio informativo e culturale tra gli associati, accrescendo nel  contempo  le loro conoscenze tecniche e professionali. Pertanto l'Associazione si rivolge in prevalenza a bancari, banchieri, appassionati di economia, studenti ed appartenenti al mondo accademico.

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Approfondimenti

RISK MAP 2020

Nell'ambito del Risk Appetite Framework, i tre principali rischi bancari identificati in mappatura dal Single Supervisory Mechanism per l'Europa nel 2020, sono: 1. Sostenibilità evonomica, politica e del debito in area euro; 2. sostenibilità dei business model; 3. Cybercrime e carenze IT. A essi sono da aggiungere: rischio connesso alle strategie bancarie "per i crediti deteriorati (crediti deteriorati); facilitare gli standard di prestito; rivalutazione dei mercati finanziari; cattiva condotta, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo (ML/TF); Brexit; le prospettive globali e le incertezze geopolitiche; reazione alla regolamentazione; e rischi legati al cambiamento climatico. SSM mette un warning in particolare sui seguenti scenari peggiorativi rispetto al 2019: deterioramento del ciclo economico, profo da riduzione dei tassi d'interesse a detrimento della profittabilita' bancaria mettendo a dura prova i business model, occorre intensificare i controllicasi antiriciclaggio. Per approfondire

TASSI NEGATIVI E QUOTAZIONI

In uno studio pubblicato il 16 luglio 2019, BCE ha analizzato la relazione tra 'effetto sorpresa' da riduzione nei tassi e conseguente impatto sulle quotazioni azionarie bancarie. Gli studiosi BCE hanno diviso il periodo totale di osservazione in tre sottoperiodi: 1. intervallo temporale tra inizio delle osservazioni e scoppio della crisi Lehman; 2. Periodo di crisi da Lehman fino alla determinazione dei tassi sui depositi a 0; 3. Periodo post crisi con tassi molto bassi attestatisi tra valore 0 a tassi negativi. L'evidenza empirica del campione di banche osservato suggerisce un impatto positivo sulle quotazioni da riduzione a sorpresa dei tassi nei periodi 1 e 2 ma un impatto negativo, nell'ordine del - 2.0% per ogni 25 basis points di riduzione tassi nel periodo 3. Per approfondire la lettura della ricerca clicca qui.

M&A BANCARI NEGLI STATES

I base a lo studio svolto da un periodico  bancario statunitense sul mercato delle M&A tra banche commerciali americane nell'intervallo gennaio 2017 - giugno 2018, due sono i vantaggi principali di un'aggregazione: 1.economie di scala; 2. riduzione costo medio del funding da depositi. Lo studio classifica i migliori 5 deal di fusione in 9 categorie: migliori grandi banche, medie,  locali, miglior merger of equal, miglior reazione sul mercato, miglior rete sportelli acquisita, migliori tecnologie, migliori acquisizioni strategiche su società non bancarie, miglior strategia M&A. Per le categorie M&A di grandi e medie banche (in cui gli asset dell'acquisita ammontavano almeno al 10% degli asset dell'acquirente al momento del deal), i migliori 5 deal hanno ricevuto la qualifica di 'vincente' in funzione del più alto Return On Assets (ROA) post M&A della banca acquirente, dell'incremento di profittabilita', efficienza, qualità portafoglio crediti, crescita del valore di patrimonio netto contabile per azione e efficacia creditizia, in funzione del ratio loan/deposit misurato a 1 anno dalla conclusione del deal.
Per approfondire la classifica per le altre tipologie di M&A e i fattori qualitativi di aggregazione, clicca qui.

INVESTIMENTI IN FINTECH

Secondo la ricerca svolta da una nota agenzia di rating, le Global Investment Banks (GIBs) investono molto in fintech perché rispetto alle banche retail hanno economie di scala, talenti e risorse finanziarie dedicate. I takeaways più importanti della ricerca: 1. Le GIBs stanno incrementando i loro budget digitali; 2. Le GIBs investono molto in customer experience e applicativi di front office. 3. I limiti imputabili alla regolamentazione e al Funding favoriscono le partnership con fintech esterne. 4. Le GIBs continuano a investire in innovazione per proteggere i propri brevetti. Per approfondire clicca qui.

L'EXCESS CAPITAL

Secondo uno studio svolto da un noto portale di ricerca finanzaria a giugno 2019, sei tra i principali istituti bancari americani hanno registrato capitale in eccesso (excess capital) rispetto ai limiti minimi patrimoniali regolamentari Basilea III (CET1 minimo+ capital conservation buffer+ patrimonio aggiuntivo per banche sistemiche G-SIB) per importi consistenti compresi tra 161 e 229 miliardi di dollari. Due sono i temi in tale ambito: 1. impatto sulla redditività da tassi contenuti o negativi e conseguente incidenza sull'excess capital; 2. Possibile utilizzo di tale excess capital mediante distribuzione dividendi o buyback azionari. Per approfondire clicca qui.

ASSIOM FOREX 2020

Tra i punti affrontati dal  Governatore Bankit Dr. Ignazio Visco nel discorso tenuto in occasione del 26°Congresso Assiom Forex dell'8 febbraio 2020, si segnalano alcuni driver importanti per il settore bancario italiano: 1.Riduzione nella consistenza degli NPL sui bilanci dal 9.8% di fine 2015 al 3.7% di settembre 2019 (al netto delle rettifiche di valore). 2.Riduzione consistente dell'incidenza di titoli di Stato negli attivi finanziari delle banche;
3.incremento del ROE dal 5.8% al 6% (primi 9 mesi 2019 raffrontati ai primi 9 mesi 2018). 4.il ROE  bancario permane  inferiore al COE ke (Cost Of Equity o costo mezzi propri);
5. Incremento nel Common Equity Tier 1 ratio da 13.3% a 13.6%. 6. Ineludibile necessità di Modificare i business model; 7. Nel contesto di riforma delle BCC  le due holding capogruppo saranno assoggettate a Comprehensive Assessment BCE e devono concentrarsi mediante M&A per conseguire economie di scala.
Il Governatore ha proseguito evidenziando alcune tra le  criticità o sfide per gli intermediari finanziari, in particolare: 1.Rendimenti bassi e tassi negativi  e loro impatto sulla redditività; 2. L'impatto negativo sul  Margine d'interesse dei tassi bassi è compensato da effetto positivo su quantità e qualità del credito e dall'aumento delle commissioni per servizi; 3. effetto a conto economico delle svalutazioni obbligatorie mediante calendar provisioning su NPL. 4. efficienza del mercato mediante cessioni e cartolarizzazioni di sofferenze e relativo quadro regolamentare; 5.Minimum Requirement for Eligible Liabilities MREL e conseguente emissioni di obbligazioni TIER2 subordinate; 6.Finalizzazione della regolamentazione su assorbimenti patrimoniali Basilea 3 (Basilea 4 dal 2022) con introduzione output floor; 7. Adozione della rivoluzione digitale; 8.Migliore risk management degli attivi con protezione da rischio climatico e decarbonizzazione degli investimenti. Arrivederci al 2021.


 



IFRS9, CET1, LEVERAGE E COSTO DEL FUNDING

In un interessante paper pubblicato da Bank of England il 10 gennaio 2020, gli autori analizzano empiricamente la relazione tra introduzione dell'IFRS9 e costo del funding per le banche di sei paesi del vecchio continente (Francia, Spagna, Svizzera, Italia, UK, Germania). Nella teoria, l'arrivo dell'IFRS9 prevede il calcolo accantonamenti per svalutazioni crediti in ottica forward looking e Expected Credit Loss (ECL). Questa nuova metodologia dovrebbe aver indotto le banche a aumentare la disponibilità di mezzi propri CET1 al fine di garantire costanza nel rispetto dei requisiti patrimoniali regolamentari (Framework Basilea). Concordemente alla teoria finanziaria di Modigliani Miller, un aumento di equity dovrebbe tradursi in una riduzione del costo del capitale proprio ke per la Banca, quindi in una costanza o riduzione di costo medio ponderato del capitale (Weighted Average Cost of Capital del costo di equity e debt o WACC) pertanto in effetto neutrale o riduttivo sul costo del funding dovuto a IFRS9. Le osservazioni empiriche sulle banche del campione europeo (fatta eccezione per la Francia) evidenziano tuttavia una distorsione denominata 'low risk anomaly' per cui nel caso di banche che aumentano l'equity nella struttura finanziaria e a basso leverage e  basso beta, il costo dell'equity non solo non si riduce, ma sale, incrementando il WACC e conseguentemente il costo del funding. Per consultare il paper clicca qui.

MAXIMUM DISTRIBUTABLE AMOUNT

Il Maximum Distributable Amount Trigger o MDA trigger,  riguarda la restrizione per la Banca, conformemente a Direttiva CRD IV art. 131, nella distribuzione di utili in forma di dividendi o bonus qualora il total capital ratio sia inferiore alla somma di CET1, AT1, Tier2,  requisito di Pillar 2,  Capital Conservation Buffer, Countercyclical Buffer, O-SII (Other Systemically Important Institution) buffer. In sintesi, se il livello di capitale effettivo è inferiore al minimo richiesto, scatta la restrizione alla distribuibilita'. In tal senso, l'MDA è un fattore moltiplicativo da applicare agli utili distribuibili. Per un approfondimento con esempio numerico sul meccanismo dell'MDA trigger clicca qui.

SISTEMA EUROPEO DI GARANZIA DEPOSITI

L'11 febbraio 2020 EBA ha pubblicato la sua terza e ultima opinione, indirizzata alla Commissione Europea, sulla Direttiva  Schemi di Garanzia dei Depositi (DGSD Deposit Guarantee Schemes Directive - 2014/49/EU, in particolare art. 196) sia per quanto attiene il funding, sia gli utilizzi dei fondi al fine di tutelare la protezione dei depositanti. L'opinione approfondisce le fonti, gli strumenti finanziari, la trasparenza nel reporting, la consistenza dei pagamenti, la precisione negli investimenti dei fondi e l'utilizzo dei fondi nella prevenzione dei dissesti bancari. Nella sua prima opinione, EBA evidenziava l'importanza di tutelare i depositanti di filiali europee di banche non europee, nella seconda opinione EBA intese ridurre la circostanza sgradita che i depositanti non potessero accedere ai propri fondi anteriormente alla decisione di bloccare i depositi da parte delle Autorità competenti. Ricordiamo che il Sistema Europeo di Garanzia Depositi (EDIS) rappresenta il terzo pilastro mancante dell'Unione Bancaria che è ancora da completare. Per consultare l'opinione EBA, clicca qui.

NET BANKING INCOME

 Net Banking Income o NBI è ottenuto sottraendo i costi operativi dai ricavi operativi bancari. I ricavi operativi comprendono interessi, commissioni e utili da gestione titoli; tra i costi operativi si annoverano gli accantonamenti per svalutazioni titoli. L'NBI è dato dalla somma di Net Interest Income (NII) (margine d'interesse) + Non Interest Income (NNI) (redditi diversi da interessi. Si noti che, dall'NBI sono esclusi gli interessi passivi su crediti in sofferenza. Volendo approfondire per quali componenti di reddito si differenzia il Net Banking Income rispetto al Net Profit (utile netto) è possibile pervenire a un'equazione mediante la quale si calcola l'utile netto partendo dal Net Banking Income:
Net Profit = Net banking Income - altri costi operativi non originati da intermediazione finanziaria - aggiustamenti - imposte.

DEFERRED TAX ASSETS, CET1, RWA

Esistono tre tipi di crediti fiscali (Deferred Tax Assets o DTA) per la Banca: 1. quelli originati da riporto a nuovo di perdite da esercizio precedente; 2. quelli da maggior svalutazioni crediti e goodwill e svalutazioni immobili; 3. quelli da gap temporale di contabilizzazione differita. Ai fini del calcolo del Common Equity Tier 1 CET1, la grandezza patrimoniale di migliore qualità per la Banca, solo il secondo tipo di DTA pare essere incluso. Una Banca può quindi trovarsi nella circostanza per cui le DTA incidono fortemente sull'entità del patrimonio netto, quindi sulla sua robustezza, ma non sono computabili nel CET1 perché di tipo 1 o 3. Secondo alcuni esperti, una riduzione generale dell'aliquota Ires, a fronte del vantaggio immediato sugli utili netti dell'esercizio corrente, può comportare minori future DTA anche di tipo 2, quindi un effetto negativo indiretto sul CET1 ratio, in esercizi futuri. Si noti che le DTA di tipo 1 e 3 vanno dedotte dal CET1 al netto dei debiti fiscali differiti (DTL o Deferred Tax Liabilities). D'altro lato, Le DTA di tipo 2 originate da differenze tra normativa contabile e fiscale sono, come già precisato, incluse in CET1. Secondo il framework Basilea III, le DTA da differenze temporanee che eccedono il 10% del CET1 devono essere da esso dedotte. Le DTA 'temporanee' da perdite non realizzabili in senso monetario in esercizi successivi e la cui deducibilità dal reddito dipende da esistenza effettiva di utili futuri, non sono computate a CET1 e 'pesano' in termini di Risk Weighted Assets e di conseguenza con maggiori assorbimenti patrimoniali, al 250% anziché al 100%. La computabilita' a CET1 potrebbe in tal senso discendere dal carattere di permanenza e di non 'temporaneita'' delle DTA. Per leggere un documento BIS con f. a.q. sulle DTA, clicca qui.

L'OUTPUT FLOOR

Molti esperti concordano sul fatto che l'introduzione del framework regolamentare di Basilea IV incrementera' la densità degli RWA cioè il rapporto tra risk weighted assets e total assets della Banca. Tra le novità più importanti di Basilea IV, si segnala l'output floor, ovvero la limitazione in forza della quale gli RWA per rischio di mercato, credito etc. calcolati mediante modelli interni non dovranno essere inferiori al 72.5% degli RWA 'teorici' ottenibili mediante modelli di risk management standard. L'output floor evidenziera' una progressione del 5% all'anno portandosi dal 50% del 2022 al 70% del 2026 e poi al 72.5% dal 2027. Gli impatti sugli assorbimenti patrimoniali saranno tanto maggiori per banche più grandi e sistemiche (G-SII e O-SII).  Per approfondire il concetto di output floor clicca qui.

STIMA DELLA BANCA COL FCFE

.Stimare il valore di capitale economico della Banca col metodo FCFE (Free Cash Flow to Equity) significa seguire i seguenti step:1.individuata una percentuale di RWA o Risk Weighted Assets sul totale attività (crediti, titoli, attività Fruttifere) si evince un corrispondente patrimonio di vigilanza e Tier 1, dal quale si effettua stima pluriennale prospettica (5 anni) del patrimonio netto contabile implicito per gli esercizi a venire; 2. La fase successiva prevede la stima prospettica di utili netti, dividendi, payout ratio, riserve, ROE. 3.nella terza fase si calcola il Free Cash Flow to Equity per ciascun anno da utile netto+/- variazioni di patrimonio netto. 4. La fase finale è la stima del valore di capitale economico (Equity Value) mediante attualizzazione dei FCFE propettici (5 esercizi) e del valore attuale del valore terminale (Terminal Value o TV) al costo dei mezzi propri. Quindi:
Vo= FCFEt /(1+ke)t +TVn/(1+ke)n
Dove:
Vo= valore capitale al tempo 0
FCFEt=Free Cash Flow to Equity in ogni anno t
TVn= valore terminale a tempo
Ke= costo dei mezzi propri

IL MARGINE D'INTERESSE

Il Net Interest Income (NII) o margine d'interesse è dato dalla differenza  tra interessi attivi su impieghi e attività fruttifere e interessi passivi su poste raccolta o depositi. La sua entità e variabilità è funzione principalmente della composizione delle poste di Stato Patrimoniale, attive e passive e dell'evoluzione dei tassi e curve rendimenti. Se il divario positivo tra valore assoluto attività sensitive ai tassi e passività sensitive ai tassi aumenta (funding surplus o gap se negativo), un aumento dei tassi generalizzato (spostamento teorico parallelo all'insù della curva) in teoria può comportare un incremento dell'NII dovuto a aumento di interessi attivi superiore a aumento interessi passivi assumendo però o (in una situazione puramente teorica) una distribuzione omogenea delle poste di bilancio su tutti gli orizzonti temporali di duration da entrambi i lati di Stato Patrimoniale, o una duration media dell'attivo superiore a quella del passivo (duration gap positiva). Per approfondire il concetto di NII clicca qui.

RETURN ON TANGIBLE EQUITY

Il Return On Tangible Equity (ROTE o ritorno su capitale tangibile) rappresenta un'evoluzione del ROE per l'analisi di redditività della Banca. È un ratio che rapporta a numeratore l'utile netto di esercizio ai mezzi propri medi tangibili dello stesso esercizio a denominatore. Rispetto al ROE il denominatore è dato dai mezzi propri totali ai quali si sottrae il valore delle azioni privilegiate, dei prestiti obbligazionari convertibili in azioni e dei beni immateriali (intangibles) tra essi il goodwill, in teoria rappresenterebbe quindi il solo capitale da azioni ordinarie. L'esclusione degli intangibles, riveste particolare delicatezza per i gruppi bancari caratterizzati da forte incidenza degli avviamenti positivi (goodwill) derivanti da operazioni di M&A. In questa fattispecie il ROTE rispetto al ROE rappresenterebbe un'espressione più 'veritiera e concreta' della redditività della Banca. E: stato utilizzato molto durante la crisi del 2008, nel caso di banche 'salvate' mediante intervento pubblico. Per una definizione semplice di ROTE clicca qui.

NPE RATIO

L'NPE ratio rappresenta il rapporto tra crediti deteriorati a numeratore o AQR adjusted NPE level (includendo posizioni unlikely to pay o inadempienze probabili, sofferenze, crediti scaduti o past due) e crediti totali a denominatore. Per quanto ovvio, un valore contenuto del ratio evidenzia sia una corretta gestione delle politiche creditizie della Banca, sia gli effetti positivi di un'eventuale politica di derisking mediante cessioni di stock di NPL. È stato uso comune confrontare l'NPE anteriore all'Asset Quality Review a quello post AQR o AQR NPE ratio. In genere gli analisti verificano le variazioni anno su anno di questo indicatore. Per un articolo sulle NPE clicca qui.

VALUTARE LA BANCA AL P/B RETTIFICATO

Essendo un ibrido tra metodo di mercato e  metodo patrimoniale puro, ovvero facendo perno sulla grandezza principe per valutare la Banca, il suo patrimonio netto contabile, il metodo valutativo basato sul multiplo di mercato Price to Book Value (P/BV) ha una declinazione importante basata sul patrimonio eccedente (PE), ovvero sulla quota di patrimonio netto aggiuntiva al patrimonio minimo obbligatorio di vigilanza. Il metodo si sintetizza nella formula:
Vo= P/BV*×(BVo-PE) + PE  dove:
P/BV*=multiplo P/BV* 'rettificato' da PE
BVo= valore contabile del patrimonio netto in to
PE=Patrimonio netto eccedente
Vo= prezzo o valore di capitale economico in to
Ci sono tuttavia tre osservazioni sull'efficacia di questo metodo: 1. sorgono dubbi sulla quantificazione dei flussi reddituali ottenibili dalla quota di capitale eccedente il patrimonio regolamentare; 2. in un multiplo basato su un quoziente, una identica rettifica a numeratore (P) e a denominatore (BV) produce effetti differenti a seconda che il ratio sia minore o maggiore di 1. Inoltre, la stessa rettica opera su grandezze disomogenee: a numeratore  su una capitalizzazione di borsa, a denominatore su un valore contabile; 3. La rettifica  riduce il grado di confrontabilita' con identico multiplo dei peers, primo perché ogni banca ha differenti livelli di patrimonio in eccesso, secondo perché non sempre gli infoprovider pubblicano i multipli rettificati per tutte le banche.

RISULTATI SREP BCE

I principali risultati dello SREP sulle banche europee sono stati pubblicati da BCE il 28 gennaio 2020: 1.invarianza del requisito di CET1 a 10.6%; 2. il requisito di pillar 2 (P2R) fissato per ciascuna banca al 2.1%; 3. La pillar 2 guidance (P2G) non vincolante permane all'1.5%. Per la prima volta BCE pubblica dati su P2R banca per banca e a seconda del business model (108 banche europee già pubblicano sui loro sito web). Il livello overall di CET1 includente i buffer countercyclical e systemic si incrementa di 20 basis points a 11.7%. Alcuni takeaways:1. Lieve peggioramento nelle strutture di governance; 2. Difficoltà reddituali per le banche; 3. Buona politica di derisking sui crediti deteriorati. I processi ICAAP e ILAAP sono migliorabili e l'assessment sui rischi operativi resta un fattore chiave. Per leggere i dettagli esiti SREP clicca qui.

EBA PROPONE DI INNOVARE GLI STRESS TEST

Il 22 gennaio 2020 EBA ha aperto una consultazione sulla metodologia di stress test per le banche europee al fine di garantire maggiore flessibilità,  identificando i rischi idiosincratici delle banche.
La proposta prevede due componenti: quella di vigilanza e quella propriamente bancaria. La componente vigilanza include la Pillar 2 Guidance (P2G). La componente bancaria, consentirebbe alle banche di comunicare autonomamente la propria valutazione interna dei rischi in caso di scenario avverso. La comparabilità tra criterio bancario e criterio di vigilanza è assicurata da un identico punto di partenza dei test. La componente di vigilanza si baserebbe sia sull' approccio 'top down' sia sul 'bottom up' .Nella proposta EBA, la metodologia bancaria potrebbe 'somigliare' a quella di vigilanza, ma allentandone i vincoli. Con riferimento alla divulgazione dei risultati dei test, il documento di consultazione propone alle banche tre opzioni: 1.divulgazione di P2G; 2. divulgazione di intervalli di P2G; 3. divulgazione non di P2G ma di assorbimento di capitale di alta qualità o CET1 al netto di eventuali rettifiche di vigilanza.  La consultazione EBA è aperta fino al 30 aprile 2020.Un'audizione pubblica si terrà presso la sede EBA il 21 febbraio 2020 dalle 10:30 alle 12:30 CET. Per i dettagli clicca qui.

MODELLI INTERNI, TRIM E BASILEA IV

Con riferimento ai modelli interni (per rischio di credito, operativo etc.) la differenza chiave tra l'approccio di Basilea IV e il processo BCE denominato 'Targeted Review of Internal Models' (TRIM) è che da un lato mediante il nuovo framework Basilea IV l'esame è sulle modalità d'impiego dei modelli interni, d'altro lato nel TRIM si ridiscutono i fondamenti concettuali dei modelli e le possibili correzioni ma sulla base di ispezioni specificihe effettuate da BCE sulle infrastrutture di risk management in loco nelle Banche. Un'eventuale non conformità ai requisiti di compliance che risultasse dal TRIM risulterebbe sia in un ricalcolo degli RWA sia nella rielaborazione dei capital ratios della Banca. Si osservi anche il gap temporale tra TRIM e Basilea IV, in tal senso il TRIM è stato lanciato in fase preparatoria sin dal 2015, d'altro lato, Basilea IV vide una prima revisione BIS delle vecchie regole Basilea III in dicembre 2017. Molto verosimilmente, l'impatto sul capitale bancario sarà maggiore nel caso dell'applicazione di Basilea IV rispetto a quello delle varianti da ispezioni BCE- TRIM e con TRIM l'eventuale modifica dei modelli interni  discendera' dalla verifica della loro robustezza quali-quantitativa ottenuta mediante le ispezioni. Per capire la TRIM clicca qui.

CET1, CRD5, AT1 E TIER2

L'articolo 104a della Direttiva Europea CRD 5 ha introdotto l'opportunità per le banche europee di soddisfare al requisito di capitale di Pillar 2 (Pillar 2 Requirement o P2R) di Basilea non solo mediante utilizzo strumenti di CET1 ma anche di Additional Tier 1 (AT1) e Tier2 (T2). In sostanza questa novità consente l'uso di debito subordinato e strumenti ibridi di capitale per soddisfare il requisito di Pillar 2. Il requirement di Pillar 2 varia dall'1.5% al 3% degli RWA e il suo mancato rispetto implica limitazioni importanti sulla distribuibilita' dei dividendi (Maximum Distributable Amount o MDA). La novità da art. 104a CRD5 consente in tal senso in una più efficiente articolazione della struttura finanziaria delle banche tra CET1, AT1 e Tier 2. Inoltre, potrebbe liberare capitale in eccesso per le banche di maggiori dimensioni, di fatto le uniche con uno standing adeguato sul mercato primario che consenta loro di emettere bond ibridi e subordinati, ma meno per le banche medie e piccole che non li emettono.
Per consultare la Direttiva CRD5 clicca qui.

EURO AREA BANK LENDING SURVEY

I tre principali takeaways dell'indagine BCE sul credito, che viene condotta trimestralmente 4 volte l'anno su 150 aziende di credito in area euro relativamente al 4° trimestre 2019 sono: 1. i criteri di analisi creditizia al credito corporate e al credito immobiliare retail sono invariati; 2. Decremento domanda di credito corporate e incremento domanda credito immobiliare retail; 3. Ampio utilizzo da parte delle Banche della liquidità ottenuta da BCE mediante Targeted Long Term Refinancing Operations TLTRO III. Per leggere i dettagli clicca qui.

IL PATRIMONIO DI VIGILANZA

Il patrimonio di Vigilanza della Banca comprende fondamentalmente 2 componenti il Tier 1 distinto in CET1 e AT1 e il Tier2. In particolare, 1. Il capitale di migliore qualità o Common Equity Tier 1 CET1 include: azioni ordinarie, sovrapprezzo di emissione, riserve di utili non distribuiti, riserve da valutazione, interessi di minoranza. Dal CET1 si deducono: avviamenti, Deferred Tax Assets (imposte differite attive), azioni proprie in portafoglio alla Banca, le riserve da Cash Flow Hedge, i risultati da variazione del merito di credito, gli utili da cessioni cartolarizzazioni, le attività per Defined Benefit Pension Plans, le partecipazioni in banche, assicurazioni e le partecipazioni significative (inferiori al 10%) nei suindicati enti. 2. Additional Tier 1 (AT1): azioni di risparmio e altri strumenti di equity assimilabili, rettificati da tutte le deduzioni da AT1. 3. Tier 2 (T2) o patrimonio supplementare: strumenti di capitale Tier 2 ovvero i bond subordinati e gli strumenti ibridi, gli accantonamenti per svalutazioni crediti ottenibili mediante metodo standard per il rischio di credito e le eccedenze di tali accantonamenti calcolate utilizzando il modello interno (IRB). CET1 e AT1 compongono il capitale di tipo 1, CET1+AT1+T2 costituiscono il capitale totale. Per una descrizione dettagliata delle componenti del patrimonio di vigilanza clicca qui.

ROE IFRS9 E VALORE DELLA BANCA

Tra i metodi di valutazione del capitale economico della Banca, si segnala il metodo finanziario da valore di patrimonio netto contabile e ROE.
Vo = BVo(ROE-g) /(ke-g)   dove:
Vo= valore di capitale economico
BVo = Book Value o valore di libro
ROE = Return On Equity
Ke = costo dei mezzi propri
g = tasso di crescita
.Questo modello ha due assunzioni forti:1. che g sia il tasso di crescita identico per utili, dividendi e valore di libro; 2. che gli utili vengano integralmente contabilizzati a conto economico. Ovvero, che tutte le poste contabili originino un risultato registrato immediatamente tra ricavi e costi. Sappiamo però che, secondo il principio contabile IFRS9, per alcune classi di attività (es. titoli valutati al Fair Value to Other Comprehensive Income FVOCI) il risultato positivo da variazione di valore non è realizzato, ma 'potenziale', transita in apposita riserva di patrimonio netto (Other Comprehensive Income) e non ha manifestazione numeraria immediata. Nella formula di valutazione, è quindi opportuno rettificare il ROE da puro utile netto di conto economico ottenendo un ROE 'comprensivo' di variazione delle riserve. Per approfondire la distinzione tra 'net income ROE' e 'comprehensive ROE' con un paper clicca qui.

NOVITÀ SULLA VIGILANZA

Banca d'Italia ha posto in consultazione il recepimento nella circolare 285/2013 (Disposizioni di Vigilanza per le Banche) dei due orientamenti EBA, l'EBA/GL/2018/02 e lo 04. In sintesi, con riferimento alla misurazione dell'Interest Rate Risk of the Banking Book (IRRB) in prospettiva di valore economico, si sono aggiunti shock di curva non paralleli e differenziati per valuta (non solo +/- 200 bps) e si sono definiti i criteri del metodo semplificato di IRRB per le banche minori o  'less significant institutions': 19 fasce di rischio, rimozione del tasso unico 5% nel calcolo della modified duration e differenziazione tassi in funzione della balance sheet asset side (valore attività), rimozione vincolo di tassi non negativi, definizione del Net Present Value di attività e passività sensitive ai tassi, inclusione degli NPL specie se NPL ratio>2%, revisione fasce somma 'cc passivi e depositi liberi', parziale compensazione poste in valute diverse. Con riferimento allo stress testing e processo ICAAP, si è ridefinito il principio di 'proporzionalità': per banche di classe 1 e 2 integrale applicazione guidelines EBA, per quelle di classe 3 si richiede analisi di sensitivita' ai principali rischi che generano assorbimenti patrimoniali con loro elenco ampliato. In tema di controlli si intendono recepire: 1.obbligo approvazione stress test in capo a Organo di Supervisione Strategica (CDA); 2. Responsabilità stress test in capo a Organo di Gestione (Comitato Esecutivo o Amministratore Delegato); 3. Valutazione robustezza-efficacia stress test in capo a Risk Management. Con riferimento alle Sim, visti il regolamento IFR e direttiva IFD, Bankit propende per l'estensione a esse delle Guidelines EBA citate in forma 'semplificata' in riferimento sia all'ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process) e allo SREP (Supervisory Review and Evaluation Process). Consultazione aperta fino al 10 febbraio 2020. Per leggere il documento clicca qui.

MREL E TLAC

.di seguito si comparano MREL e TLAC entrambi decorrenti dall'1 gennaio 2019.
1.Metodo di calcolo: MREL su criteri definiti; TLAC 16%RWA - 6% del leverage ratio (18%+6.75% dal 2022)
2.Ente di controllo: MREL Single Resolution Board; TLAC Autorità Nazionali.
3.Poste sulle quali applica: MREL su totale passività; TLAC su RWA.
4. Perimetro banche: MREL banche europee
vigilate; TLAC solo banche di tipo G-SIFI.
5.Quali asset finanziari riguarda:MREL strumenti di equity, bond subordinati, senior e senior non preferred; TLAC strumenti di capitale, bond subordinati, non garantiti, senza put, perpetuals, o con vita residua minima 1 anno.
6.Legislazione: MREL Direttiva BRRD; TLAC indicazioni del Financial Stability Board.
7. Pillar: per G-SIFI MREL (2°Pillar)+TLAC (1°Pillar); per non G-SIFI (Banche di importanza non sistemica) solo 2°Pillar specifico.
8. Priorità: MREL non prevede subordinazione; TLAC subordinazione contrattuale e statutaria o strutturale.
9. Deduzioni: MREL non prevede deduzioni; TLAC comporta la deduzione di passività 'eligible' di altre G-SIFI.
Legenda acronimi:
MREL: Minimum Requirement for Eligible Liabilities
TLAC: Total Loss Absorbing Capacity
BRRD:Bank Recovery Resolution Directive
RWA:Risk Weighted Assets
G-SIFI:Global Systemically Important Financial Institution
Pillar 1° e 2°: pilastri 1 e 2 di Basilea.
Per approfondire clicca qui



CAMELS

La metodologia di rating sulle banche denominata mediante l'acronimo 'CAMELS' è un criterio di valutazione originario degli Stati Uniti utilizzato dalle Autorità di Vigilanza per stimare la qualità di un'azienda di credito sulla base di 6 fattori attribuendo punteggi su scala da 1 (ottimo) a 5 (insufficiente) :1.Capital Adequacy; 2. Asset Quality; 3. Management; 4. Earnings; 5. Liquidity; 6. Sensitivity. Per sensitivity si intende la reattività di reddito e patrimonio a rischio di mercato comprensivo di rischio da concentrazione del credito alla clientela su alcuni settori, rischio da equity, commodities, strumenti derivati e altri rischi. Per approfondire leggendo uno studio della FED di San Francisco clicca qui.

REGULATORY ARBITRAGE

Il concetto di 'arbitraggio regolamentare' o 'regulatory arbitrage' fa riferimento alla fattispecie in cui la Banca possa ridurre i propri Risk Weighted Assets, e conseguentemente gli assorbimenti patrimoniali da rischio di credito, sottostimando il grado di rischiosità dei propri attivi creditizi (portafoglio crediti) mediante la calibrazione mirata dei parametri di costruzione dei modelli interni IRB o Internal Rating Based models per il rischio di credito, sia di tipo foundation (FIRB) sia di tipo advanced (AIRB) . Il fenomeno dell'arbitraggio regolamentare sugli RWA (minori RWA implicherebbero minore patrimonio regolamentare funzionale alla continuità aziendale) potrebbe originare due effetti distorsivi: 1.sopravvalutazione del ROE della Banca imputabile a riduzione dei mezzi propri (denominatore del ratio) a parità di utile netto (numeratore); 2. Giudizio fuorviante su presunta maggior solidità patrimoniale della Banca. L'eventualità di arbitraggio regolamentare stimola le Autorità di Vigilanza alla verifica di robustezza dei modelli interni. Per approfondire leggendo una ricerca EBA su 239 banche europee clicca qui.

REDDITIVITÀ NETTA BANCARIA

ROE da pura intermediazione della Banca o margine d'interesse rapportato ai mezzi propri è ottenibile da un'equazione di tipo 'Dupont'
ROE= IA/AFI×CCN/MP +(IA/AFI-IP/PFI) x PFI/MP
dove:
IA= Interessi Attivi
AFI= Attività Fruttifere d'Interessi
MP= Mezzi Propri
IP= Interessi Passivi
PFI= Passività Fruttifere di Interessi
CCN=Capitale Circolante Netto
In sostanza i fattori che incidono sulla redditività da intermediazione finanziaria sono due: 1. L'incidenza degli interessi attivi sul patrimonio netto a propria volta discendente dalla redditività degli impieghi e dall'incidenza del capitale circolante netto sui mezzi propri' ; 2. Lo. Spread tra redditività lorda degli impieghi e onerosita' della raccolta moltiplicato per il leverage.

BASILEA III: RATIOS E BUFFERS

Sotto il profilo del capitale bancario di qualità (Common Equity) i punti chiave di Basilea III sono: 1.un Common Equity Tier 1 minimale pari al 4.5% degli RWA (CET1 ratio); 1b. un Additional Tier 1 ratio (AT1 ratio) dell' 1,5%; 1c. Un Tier 2 (T2) ratio del 2%. Il totale dei ratios origina un Total Capital Ratio dell'8%.Per quanto riguarda i buffer addizionali di capitale: 2. Un buffer per rischio sistemico pari al 3% degli RWA; 3a. un buffer aggiuntivo compreso tra 1% e 3,5% degli RWA per banche sistemiche globali (G-SIFI) ; 3b. un buffer compreso tra 0% e 2% per altre banche sistemiche non globali (O-SII);4. un countercyclical buffer fino al 2,5% degli RWA applicabile a discrezione delle autorità di vigilanza; 5.un capital conservation buffer pari al 2,5% degli RWA. Da notare che O-SII buffer e G-SIFI buffer non vanno sommati ma si applica il maggiore tra i due. Si noti inoltre che, per le G-SIFI il requisito TLAC (Total Loss Absorbing Capacity tra senior debt, AT1, T2 e CET1 16% degli RWA o 6% del leverage e 18% degli RWA o 6.75% del leverage dall'1 gennaio 2022) è aggiuntivo ai buffer su indicati.

TOTAL LOSS ABSORBING CAPACITY

.La Total Loss Absorbing Capacity o TLAC dovrebbe consistere in strumenti che possono essere svalutati o convertiti in patrimonio netto in caso di risoluzione della Banca: strumenti classici di capitale (Common Equity Tier 1, Additional Tier 1 e Tier 2), di debito non garantito a lungo termine - subordinato. Il debito non deve essere garantito; avere una durata residua minima superiore a un anno; originare da un contratto; ed essere subordinato a passività esplicitamente escluse dalla TLAC. Il requisito TLAC minimo è in aggiunta ai requisiti minimi di capitale regolamentare. Il Financial Stability Board richiede inoltre che almeno il 33% della TLAC sia riempito con strumenti di debito e con strumenti di equity pari a un massimo del 67%.
Per approfondire clicca qui.

BANCHE ITALIANE E MARGINE D'INTERESSE

In un interessante report pubblicato da una prestigiosa società di consulenza globale, gli autori analizzano acutamente le principali sfide per il sistema bancario italiano negli anni a venire: dai tassi negativi al digitale, dalla pressione competitiva del fintech alla gestione razionale delle poste di bilancio, alle ineludibili riduzione dei costi da risorse umane e rivoluzione del business model. e molto di più.
Ci colpisce in particolare l'impatto sul margine d'interesse della Banca da attivi finanziari costituiti da bond con rendimenti a scadenza contenuti (duration medie degli attivi finanziari obbligazionari 4 anni, con rendimenti medi 1.3%, le cedole obbligazionarie costituivano il17% del margine d'interesse delle banche italiane - dati di fine 2018). Secondo gli autori, la compressione degli Yield To Maturity degli attivi obbligazionari nel 2023 sarà riflessa per la sua totalità sul già difficile margine d'interesse. Per consultare il report clicca qui.

BANKING: OUTLOOK 2020

Secondo l'outlook sul banking globale nel 2020 pubblicato a fine 2019 da una nota agenzia di rating, questi i tre principali takeaways: 1.arena competitiva sfidante; 2. contesto microeconomico corporate caratterizzato da deterioramento utili aziende clienti e macroeconomico da probabile contrazione crescita per i rischi da inasprimento rapporti commerciali USA- Cina; 3. perdurare di tassi bassi o negativi su duration 2,5,10 anni (soprattutto in area euro e Giappone) agevolati dall`inclinazione 'dovish' delle banche centrali, seppure importante deterrente alla recessione, continueranno a indurre una ridotta profittabilita' da intermediazione creditizia, contenendo la generazione interna di capitale e forzando le banche alla rimodulazione dei loro business models. Per leggere l'outlook clicca qui.

RISK TAKERS

Il 19 dicembre 2019 EBA ha aperto pubblica consultazione su suoi Regulatory Technical Standards - RTS relativi ai 'risk takers' nella Banca. Si tratta di soggetti aziendali l'attività dei quali ha un impatto incisivo sul profilo di rischio della Banca. Le basi normative sono: l'articolo 94(2) della direttiva CRD Capital Requirements Directive così come emendato da Direttiva CRD 5 878/2019. I criteri guida:1.responsabilità manageriale e funzione di controllo; 2.impatto rilevante su profilo di rischio di una business unit; 3. altre categorie di staff non identificate da art. 93 CRD. Un criterio quantitativo: retribuzione superiore a euro 750.0OO o 0.3% del personale con retribuzione maggiore. Consultazione sugli RTS aperta fino al 19 febbraio 2020, audizione in EBA dalle 15 alle 17 il 28 gennaio 2020. Per leggere la consultazione clicca qui.

PROPORZIONALITÀ ALLA PROVA DEI FATTI

 Secondo BIS 'le prassi di vigilanza devono essere commensurate al profilo di rischio e alla rilevanza sistemica delle banche vigilate' (principio di proporzionalità). Quindi gli obblighi imposti alle banche sistemiche e internazionali (G-SIFI) non possono traslarsi sulle piccole banche (es. le BCC italiane). In marzo 2019 il Comitato di Basilea ha pubblicato gli esiti di un'indagine sulle metodiche di applicazione del principio di proporzionalità, in 45 giurisdizioni nel mondo. Di esse, 34 applicano tale principio. Riguardo alle metriche utilizzate per le banche più piccole, improntate alle dimensioni della Banca e al suo business model, si annoverano: 1. un approccio 'lasco' di utilizzo regole Basilea 1 e 2 in sostituzione Basilea 3; 2. metodo semplificato al rischio di credito, mercato, controparte, Credit Valuation Adjustment, investimenti in fondi e rischio operativo. 3. forme semplificate di Liquidity Coverage Ratio e Net Stable Funding Ratio; 4. eccezione all'applicazione del Pillar 2 riservato a banche maggiori; 5. templates semplificati per reporting e disclosure e con minor frequenza; 6. esenzione o applicazione semplificata degli stress test. Per leggere i risultati in dettaglio clicca qui.

PUBLIC INVESTORS CONFERENCE

Banca d'Italia in joint con Bank of Canada, BIS e World Bank sarà tra i contributors dell'interessante  'Eight Public Investors Conference' che si terrà a Ottawa, Canada, il 30 novembre e 1 dicembre 2020. A tale scopo Bankit ha aperto una richiesta di Papers da esporre durante il convegno sui seguenti temi: 1. nuove metodologie per le assunzioni sui mercati dei capitali per le asset class; 2. Modelli robusti di asset allocation per investitori pubblici; 3. Aggiornamenti su funding e modelli di liability; 4. Environment Social e Governance (ESG) nei processi di investimento; 5.nuove tecnologie applicate a portfolio, investment e risk management. Clicca qui per il link al sito dell'evento.

INTEGRARED FINANCIAL RESOURCES MANAGEMENT

L'Integrated Financial Resources Management o IFRM è il paradigma di gestione integrata delle risorse finanziarie nella Banca al fine di bilanciare gli obiettivi di crescita e profittabilita' con i limiti da regolamentazione interna e esterna sull'utilizzo del capitale e sui rischi. IFRM nasce a seguito della crisi finanziaria del 2007.Si articola nella gestione coordinata di 5 variabili: capitale, liquidità, costi, ricavi, rischi. Per approfondire clicca qui.

IL FUTURO DEL RETAIL BANKING

Secondo una nota società di consulenza e revisione globale, nel 2020 le Banche leader nel retail avranno 8 driver nel loro business model: 1.centricita' del cliente; 2 distribuzione multicanale; 3. Semplificazione operativa orientata a incremento del ROE; 4. Talento nelle risorse umane; 5. innovazione; 6. Regolamentazione e compliance;
7. Big data; 8. Tecnologia. Per approfondire clicca qui.

EBA AGGIORNA IL CET1

Il 19 dicembre 2019, EBA ha fatto sapere di aver aggiornato la lista degli strumenti finanziari emessi dalla Banca inclusi nel Common Equity Tier 1, il capitale 'di migliore qualità'. In particolare, il nuovo strumento evidenziato nella lista aggiornata, sono le azioni ordinarie prive di diritto di voto emesse da banche con sede legale in Lettonia. Per consultare un foglio Excel EBA con lista aggiornata degli strumenti di CET1 clicca qui. Il nuovo strumento è evidenziato in giallo.

BACK TO BASICS: IL PILLAR 1

Il Pillar (pilastro) 1 di Basilea regolamenta la dotazione patrimoniale allineando i requisiti patrimoniali minimi della Banca con il volume e il tipo delle sue operazioni e la natura dei rischi che ne derivano. Il Pillar 1 comprende i requisiti patrimoniali minimi per tre tipi di rischi: rischio di credito, rischio di mercato e rischio operativo. Il coefficiente patrimoniale è calcolato utilizzando la definizione regolamentare di capitale e attività ponderate per il rischio.
 Il coefficiente patrimoniale totale non deve essere inferiore all'8%.
Il capitale Tier 2 è limitato al 100% del capitale di tipo Tier 1. Per un documento BIS sul Pillar 1 clicca qui.

PILLAR 3 BASILEA

Come noto il Pillar 3 nel Framework Basilea consiste negli strumenti e modalità di disclosure o pubblicazione di informazioni relative allo stato dei rischi e dell'adeguatezza patrimoniale della Banca. I principi guida del Pillar 3 riguardano: chiarezza, inclusivita', significatività e utilità, consistenza nel tempo, comparabilita'. Il Pillar 3 si applica alle Banche di standing internazionale e include anche gli indicatori di liquidità LCR Liquidity Coverage Ratio e NSFR Net Stable Funding Ratio. Per leggere un sommario BIS sul Pillar 3 clicca qui.

COMPONENTI DEL REQUISITO DI CAPITALE DI PILLAR 2

Come noto, in base alla SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) il requisito di capitale per la Banca include le componenti: Pillar 1, Pillar 2 requirement e guidance (P2R e P2G) e il Capital Conservation Buffer (CCB). Esclude i buffer sistemici (O-SII e G-SII e systemic risk buffer) e il countercyclical buffer (CCYB). Soffermiamoci sulle componenti SREP da Pillar 2. La determinazione generale del  capitale necessario da SREP ha due sottosezioni:1.il Pillar 2 Requirement (P2R) comprendente il rischio tasso d'interesse del Banking Book (IRRB), gli altri rischi materiali da ICAAP e gli altri add-ons di rischio da applicarsi caso per caso. 2. La Pillar 2 Guidance (P2G) che comprende uno 'stress buffer' da stress test EBA su interest income risk, credit risk, market risk. Si può pertanto concludere che alla determinazione di capitale da SREP afferiscono sia una componente 'rischio puro', sia una componente da 'scenario stress' da corredare alla valutazione di esperti e alla comparazione tra banche concorrenti. Per un documento BIS sulla SREP clicca qui.

REQUISITO DI CAPITALE SREP

Come noto, lo SREP è il processo di Supervisione e Valutazione Prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process) momento essenziale nell'attività di vigilanza sulle banche europee, in termini di diagnosi e misura dei rischi e relative azioni da intraprendere per fronteggiarli. Il requisito SREP totale di capitale primario di classe 1 (CET1) di migliore qualità è aumentato al 10,6% nel 2018 dal 10,1% nel 2017, trainato dall'ultima fase di eliminazione del buffer di conservazione del capitale. Il requisito complessivo da SREP esclude buffer sistemici e buffer di capitale anticiclico (CCYB Countecyclical Buffer).

COMPONENTI DEL REQUISITO DI CAPITALE SREP

IL requisito di CET1 ratio O overall capital buffer secondo lo SREP (Supervisory Review and Evaluation Process) comprende le seguenti componenti: requisito minimo di Pillar 1, requisito di capitale Pillar 2 (P2R o Pillar 2 Requirement), il buffer di conservazione del capitale (CCB o Capital Conservation Buffer), il buffer anticiclico (Countercyclical Buffer CCYB) e, a seconda del tipo di Banca, il buffer O-SII (per Other Systemically Important Institutions) e G-SIFI (per Global Systemically Important Financial Institutions). Il calcolo del requisito può essere riferito a esercizio 2020 e per esercizi successivi tenuto conto della disciplina transitoria, che incrementa il CET1 di una componente positiva volta a compensare i maggiori accantonamenti per perdite su crediti dovuti all'applicazione del principio contabile IFRS9. Questa 'transitorieta' non avrà più effetto dall'1.1.23.

QUANTITATIVE EASING AL DEBUTTO

Secondo i dati diffusi da BCE il 12 novembre, relativi allo stock di titoli valutati al costo ammortizzato all'8 novembre e agli acquisti al netto di rimborsi settimanali, si sono evidenziati acquisti netti (acquisti - redemptions) di Titoli di Stato pari a 4.5 miliardi di euro, ma il dato che colpisce sono gli acquisti netti di bond corporate, pari a 2.7 miliardi di euro. Secondo quanto riportato da alcune case d'investimento, BCE ha acquistato principalmente bond di emittenti francesi, tedeschi e olandesi inclusi interventi importanti sul primario (nuove emissioni). Meno incidenti, ma comunque significativi gli acquisti di covered bonds. Per il comunicato ufficiale BCE clicca qui.

EFFICIENCY RATIO

L'efficiency ratio è un indicatore di efficienza operativa della Banca. Si può calcolare in due modi: quoziente con a numeratore i costi totali diversi da interessi (includenti tipicamente ad esempio i costi del personale) e utile netto a denominatore, oppure ricavi netti a denominatore. I costi 'diversi', possono essere assimilati a tutti i costi escludenti interessi passivi originati dall'attività di gestione caratteristica tipica d'intermediazione (costo della raccolta). Il concetto di efficienza, si lega bene a quello di leva operativa. In tal senso, esiste una relazione di proporzionalità inversa tra leva operativa e efficiency ratio: tanto maggiore la leva operativa, tanto più ridotto deve essere il ratio. In genere, valori del ratio uguali o inferiori al 50% sono considerati accettabili. Per approfondire clicca qui.

NOVITÀ SUL CVA

Nell'ultimo paper di consultazione sul CVA (Credit Valuation Adjustment o rettifica di valore dovuta al deterioramento dello standing creditizio di una controparte della Banca) pubblicato dal Comitato di Basilea il 28 novembre 2019 sul sito BIS, questi alcuni tra gli spunti di modifica proposti: 1. allineare il CVA al Framework di rischio di mercato rideterminando i risk weights; 2. introdurre dei buckets basati su indici (di credito o azionari);3. incentivare il clearing centrale sui derivati chiusi con la clientela; 4.escludere le transactions 'secured' con CVA d'importo contenuto; 5. ricordare che i modelli CVA sono soggetti a 'model risk'. Per leggere il paper clicca qui. Consultazione aperta fino al 25 febbraio 2020.

COST INCOME RATIO

Il cost income ratio è dato dal rapporto tra costi operativi della Banca (amministrazione, personale etc.) a numeratore e reddito operativo ( Net Interest Income o margine d'interesse + altre categorie di reddito operativo) a denominatore. Normalmente se ne calcola la variazione anno su anno (year over year) e trimestre su trimestre (quarter on quarter) per evidenziare l'incremento o decremento di efficienza della Banca nel proprio business di gestione caratteristica operativa. Per consultare un grafico  dei cost income ratios nel sistema bancario americano , clicca qui.

TARGETED REVIEW OF INTERNAL MODELS

La revisione mirata dei modelli interni di risk management (TRIM o Targeted Review of Internal Models) è un progetto su larga scala condotto dalla BCE in stretta collaborazione con le Autorità di Vigilanza Nazionali europee nel periodo 2016-2020. Il suo obiettivo è ridurre le incoerenze e la variabilità ingiustificata quando le banche utilizzano modelli interni soprattutto per il rischio di credito, per calcolare le proprie attività ponderate per il rischio RWA (Risk Weighted Assets) . Per un approfondimento clicca qui.

CET1 RATIO FULLY LOADED E PHASED IN

 La differenza sostanziale tra Common Equity Tier 1 ratio (CET1) 'transitional' o 'phased in' e CET1 ratio 'fully loaded' consiste nell'applicazione al quoziente Cet1/Risk Weighted Assets (capitale di qualità rapportato a attività ponderate per il rischio) di alcune deduzioni  dal patrimonio di migliore qualità, nel caso dell'indicatore 'fully loaded' in ottemperanza al disposto della parte X della Direttiva Europea CRD IV, che non vengono applicate nel caso 'transitional' o phased in. La prova numerica intuitiva sta nel fatto che il CET1 ratio 'phased in' e' normalmente più alto del CET1 ratio 'fully loaded' anche di molti basis points.

INSTITUTIONAL PROTECTION SCHEME

Un Institutional Protection Scheme o IPS, secondo quanto disposto dall'art. 113(7)del Regolamento CRR (Capital Requirements Regulation nr. 575/2013) è un accordo contrattuale o disposto di legge che tutela i partecipanti (nello specifico banche) in termini di solvibilità e liquidità, atto a evitarne un eventuale  default. È bene precisare che: 1.Il business tra membri di un IPS è trattato alla stessa stregua dei rapporti interni alle società di un medesimo gruppo bancario;2. l'IPS è uno strumento cautelare aggiuntivo a un normale sistema di assicurazione depositi;3.sia l'IPS nel suo complesso, sia il singolo membro devono avere un recovery plan; 4. l'IPS è soggetto a approvazione delle Autorità di Vigilanza. All'interno del sistema del Credito Cooperativo, le 39 Casse Raiffeisen dell'Alto Adige, anziché aderire a una delle holding previste dalla Riforma (ICCREA e Cassa Centrale Banca), hanno optato per la costituzione di un IPS. Per un approfondimento clicca qui.

MINIMUM CAPITAL ADEQUACY RATIO

Nel framework di Basilea III, il Minimum
Capital Adequacy Ratio (anche denominato total capital ratio) , rappresenta la dotazione di capitale minimo di cui la Banca deve disporre in relazione alle proprie attività ponderate per il rischio o RWA (Risk Weighted Assets). Le RWA totali della Banca  si possono anche ottenere 'a ritroso' moltiplicando il requisito di capitale per rischio di mercato e rischio operativo per 12.5 (reciproco di 8% requisito minimo di capitale) e aggiungendo poi le RWA per rischio di credito. Per approfondire clicca qui.

STRESS TEST 2020

.L' esercizio degli stress test EBA 2020 a livello UE è condotto su un campione di banche che coprono il 70 % del settore bancario nell'area euro. Per essere incluse nel campione sotto test, le banche devono avere  un patrimonio minimo di 30 miliardi di euro. Le Autorità di Vigilanza competenti potrebbero, a loro  discrezione, chiedere di includere ulteriori istituti nella loro giurisdizione a condizione che abbiano un patrimonio minimo di 100 miliardi di euro. L'esercizio valuta la resilienza delle banche dell'UE in uno scenario di base macroeconomico e in uno scenario avverso.Gli scenari riguardano  il
periodo 2020-2022.Le banche saranno tenute a ‘stressare’ la seguenti serie di rischi divisi nelle sezioni: 1. rischio di credito (P&L Profit and Loss, Risk Exposure Amounts o REA);2. rischio di mercato, rischio di credito di controparte e CVA o Credit Value Adjustment: P&L e REA;3. Margine d’Interesse (NII o Net Interest Income): P&L per tutte le posizioni (asset sui quali maturano interessi e liabilities su cui si pagano interessi): P&L.4.rischio di condotta e altri rischi operativi.
5. Spese diverse da  interessi e capitale

BAIL-IN SUI DEPOSITI

In caso di risoluzione della Banca, una volta fatto il write down delle componenti di patrimonio CET1 e titoli obbligazionari bail-inable, la Banca dovrà procedere al bail-in dei depositi (quelli non esclusi da internal bail-in, ovvero superiori a 100.000 euro). Le Autorità di Risoluzione, ovvero il Single Resolution Board e la Banca d'Italia , autorizzano la conversione di depositi in azioni ordinarie soggette a write down, o meglio in patrimonio 'aggredibile' di migliore qualità Common Equity Tier 1 (CET1) previo, per quanto ovvio, il blocco di operazioni della clientela su tali depositi, che ne potrebbero alterare il saldo contabile successivamente alla data di risoluzione. Per un filmato esplicativo sul bail-in clicca qui.

SUPERVISORY OUTLIER TEST

.Un importante strumento di analisi del rischio tasso è il supervisory outlier test (SOT) . Si tratta di una metodologia per misurare le variazioni di Economic Value of Capital (EVE o valore di capitale economico) della Banca, a seguito di traslazione parallela di 200 basis points nella curva dei rendimenti. Si usa anche nella comparazione tra banche per valutare l'impatto relativo di shock di tasso sulle poste di bilancio.
Per approfondire clicca qui.

COST OF RISK

Il costo del rischio per la Banca (Cost of Risk o COR) è un indicatore molto utilizzato per valutare il grado di copertura del rischio di credito. Si ottiene dal quoziente tra accantonamenti medi di periodo a fondo svalutazione crediti (Loan Loss Provisions o LLP) a numeratore e importo medio dei crediti sullo stesso periodo (average loans) a denominatore. Si misura in basis points. Valutato sul singolo credito, il cost of risk include due componenti: l'Expected average credit loss (ECL) o perdita da default media statistica attesa e il costo da perdita eccedente la perdita media attesa. Per approfondire clicca qui.

OPEN INNOVATION: ORA SI PUO'

 12 novembre si è svolto al Politecnico di Milano un convegno a tema 'Open Innovation & Open Banking' in collaborazione tra AnalisiBanka e OrdineIngegneri Milano. Leit motiv del workshop, l'importanza delle nuove tecnologie disruptive Fintech come fonte di possibile vantaggio competitivo per le banche, non solo nel mondo pagamenti. Tra gli interventi, quelli di Marco Ferfoglia, presidente AnalisiBanka, che ha spiegato il concetto di 'banca liquida' e di Simone Mazzonetto professore in Ca'Foscari, che ha sottolineato l'importanza sia delle verifiche antiriciclaggio sia della tracciabilità in ambito PSD2. Daniele Pes del board di Innovits ha poi enfatizzato la crucialita' dei big data ai fini dell'interpretazione dei bisogni del cliente. Donato Faioli e Valerio Marsocci  hanno quindi presentato la loro startup, che offre alle imprese soluzioni high tech per la condivisione di dati aziendali. A seguire, Fulvio Tamma, responsabile Open Banking e New Business di un importante istituto di credito, ha illustrato alcune partnership innovative per la fornitura di servizi di alta gamma che la banca ha instaurato con altre aziende leader di mercato. È poi seguita la tavola rotonda finale presieduta da Ivano Asaro dell'osservatorio Digital Innovation del Politecnico, il quale ha raccolto dai relatori spunti interessanti su minacce e opportunità, insite nelle partnership tra startup fintech e banche. A chiudere i lavori con la domanda  'cosa dovranno fare le banche in futuro per garantire la propria continuità in ambiente di disruptive technologies?', l'ing. Vito Savino, VP Commissione Startup e settori innovativi dell'Ordine Ingegneri Provincia di Milano e coordinatore dell'evento. Arrivederci al prossimo evento nel 2020.

ANALIZZARE UN MERGER

Tra i fattori e indicatori da analizzare con attenzione in termini di loro potenziale miglioramento in una eventuale fusione tra aziende di credito, alcuni esperti usano osservare i seguenti:1. le potenziali sinergie nella governance; 2. la valutazione di un ipotetico rapporto di concambio tra i titoli azionari delle banche coinvolte alla luce dei rispettivi ratios P/TE ( Prezzo/Tangible Equity) e sua 'economicità' rispetto alle quotazioni di mercato;3. il confronto tra Non Performing Exposures ratios attuali (Non Performing Exposures rapportato al totale crediti) delle due entità coinvolte e la previsione sull'NPE ratio della ipotetica realtà risultante; 4. L' effetto sul CET1 (Common Equity Tier 1) ratio e sul ROTE (Return On Tangible Equity) derivante da sinergie di costo, di ricavo e profittabilita'. Per approfondire clicca qui.

NUOVI BENCHMARK DI TASSO E ALM


Secondo una ricerca firmata BIS, l'adozione dei nuovi benchmark di tasso RFR (Risk Free Rates) overnight quali Ester, Sonia, Sofr, Saron, Tona rispettivamente in Europa, Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera, Giappone, oltre a importanti effetti sui mercati in termini di politica monetaria, avrebbe delle implicazioni in termini di Asset Liability Management per la Banca. Gli autori sostengono che in condizione di evidente divergenza tra costo marginale del funding e interessi attivi maturati su poste dell'attivo indicizzate a questi nuovi benchmark di tasso, fenomeno parzialmente responsabile del 'basis risk', si originerebbe in presenza di funding 'misto' in parte garantito e in parte non garantito. La fattispecie in questione sarebbe, sempre secondo la tesi degli autori, accentuata in presenza di 'trasformazione delle scadenze' ovvero attivi a medio lungo termine finanziati con fonti a brevissimo termine. Per leggere il paper clicca qui.

EARLY WARNING INDICATORS

Tra gli indicatori anticipatori (Early Warning Indicators o EWI), di un'eventuale crisi di liquidità per la Banca si annoverano: Loan to Deposit Ratio, funding gap, inverse Net Stable Funding Ratio (NSFR), variazione dello short term liquidity ratio forniscono un 'cruscotto di indicatori' che possono avvertire un oculato risk manager dell'esistenza di probabile crisi di cassa con un ragionevole anticipo di un anno. Spesso la teoria dell'early warning pone le proprie basi concettuali nel fatto che le crisi di liquidità possono originare da precedenti fenomeni opposti di ciclo monetario positivo eccezionale per la banca. Per un articolo e filmato BIS di approfondimento clicca qui.

BAIL-IN E DERIVATI

Secondo l'art. 44.3 della Direttiva BRRD (2014/59/EU), l'Autorità di Risoluzione può escludere da azzeramento in caso di risoluzione della Banca  alcuni particolari tipi di passività. Tra esse quelle che scaturiscono da strumenti derivati (es. Interest Rate Swaps), se sussistono contratti che garantiscono la passività risultante dal derivato, tipicamente in presenza di un mark to market negativo, mediante un sistema di marginazione con utilizzo di collaterale (in cassa o titoli di Stato) a garanzia. L'esclusione dal bail-in delle passività originate da strumenti derivati va tuttavia valutata caso per caso. Per consultare la Direttiva BRRD clicca qui.

MECCANISMO UNICO DI RISOLUZIONE

Il Meccanismo Unico di Risoluzione - istituito con Regolamento UE 2014/806 e operativo dal 2016 - è un’agenzia europea autonoma per l’esercizio delle funzioni di risoluzione, in altre parole preposta  a definire un processo di ristrutturazione finalizzato  a evitare l'interruzione dei servizi essenziali proposti dalle banche  in difficoltà. Il SRM ha il compito di preservare la stabilità finanziaria dell’area dell’euro, mediante una gestione ordinata e centralizzata delle procedure di risoluzione delle banche in dissesto, mediante: L’adozione di orientamenti e linee guida comuni, allo scopo di superare la frammentazione di diverse procedure d'insolvenza per ciascun Stato membro.  L’esclusione dell'impiego di risorse statali, attraverso l'istituzione di un apposito Fondo di Risoluzione Unico, per supportare  finanziariamente i programmi di risoluzione. Il Single Resolution Mechanism è composto dal:  1. Comitato Unico di Risoluzione (Single Resolution Board). Al Comitato spetta il potere di decidere se avviare o meno un procedimento di risoluzione, attivando i relativi piani operativi.  2. Fondo di Risoluzione Unico (Single Resolution Fund), al quale il SRB può eventualmente ricorrere nell’applicare in maniera efficace i propri strumenti e poteri di risoluzione. Il settore bancario deve contribuire finanziariamente a rafforzare nel tempo il SRF.  

PROF. SIMONE MAZZONETTO SULLA CINA

In occasione della ricorrenza dei 70 anni dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese, segnaliamo l'interessante intervento alla trasmissione TV7 Match del 4 ottobre 2019, del Prof. Simone Mazzonetto, Docente presso Università Ca' Foscari e Consigliere AnalisiBanka. L'esperto tocca alcuni punti importanti tra essi le ragioni della crescita del PIL cinese, descrivendo il rischio di riciclaggio per operazioni sospette segnalate dagli intermediari finanziari verso la Cina. Per visionare il filmato della trasmissione clicca qui.

MATRICI DI TRANSIZIONE

Le matrici di transizione dei rating servono a valutare il saggio di variazione del rating di un emittente o di una emissione obbligazionaria entro un predeterminato arco temporale. Sull'asse verticale della matrice è indicato il rating di inizio periodo e su quello orizzontale il rating a fine periodo, ad esempio un anno. L'analisi di una nota agenzia di rating, evidenzia che il giudizio sul merito di credito è tanto più volatile nel caso di emittenti o emissioni speculative grade cioè inferiori o uguali a  BBB e tale volatilità si incrementa all'estendersi dell'orizzonte temporale di osservazione. Queste matrici si utilizzano in risk management anche nel calcolo del VaR di un portafoglio titoli. Per un approfondimento di nota agenzia di rating clicca qui.

BANKIT SUL RISPARMIO GESTITO

Tra i paper 'Questioni di Economia e Finanza' pubblicati da Banca D'Italia' l'11 ottobre 2019, segnaliamo il contributo 'Le banche e la distribuzione dei prodotti finanziari: determinanti e redditività'. L'analisi si concentra sugli effetti a conto economico delle banche italiane nell'intervallo 2010-2017 della distribuzione di tre prodotti: fondi, gestioni patrimoniali, contratti assicurativi. Tra i principali takeaways del paper segnaliamo: 1. le commissioni sono state la principale fonte di revenue aggiuntiva in particolare per le banche commerciali del nord; 2
l'attività distributiva di questi prodotti è stata più intensa per banche gravate da Non performing exposure sui bilanci, perché la distribuzione non assorbe capitale; 3.le banche caratterizzate da maggior redditività e intensità di impieghi hanno collocato minor quantità di prodotti del risparmio gestito; 4. le politiche monetarie marcatamente espansive BCE degli ultimi anni hanno incrementato a dismisura lo stock di liquidità del sistema incentivando l'attività distributiva delle banche;5.i maggior introiti da commissioni sono derivati da gestioni patrimoniali. Per consultare il paper clicca qui.

GRANDI ESPOSIZIONI

Secondo il Framework di Basilea,, una esposizione interbancaria è definibile grande se uguale o superiore al 10% del Tier 1 capital, cioè il patrimonio di migliore qualità. Nel caso delle esposizioni aziende di credito più grandi e a importanza sistemica (G-SIB Global Systemically Important Banks) verso altre G-SIB,  il limite è incrementato al 15% del Tier 1. Il limite si applica alla somma delle  esposizioni 'interconnesse' di più controparti di un gruppo bancario.
L'interconnessione è evidenziata mediante due criteri:1.relazione di controllo; 2. interdipendenza economica. Per approfondire clicca qui.

BANK LENDING SURVEY BCE

Secondo la Bank Lending Survey BCE relativa al terzo trimestre 2019 pubblicata il 22 ottobre 2019, questi i risultati chiave:1. ammorbidimento degli standard creditizi per accogliere istanze di credito alle imprese e del credito immobiliare ai privati;2. l'easing sugli standard di approvazione dei finanziamenti è stato originato dall'accresciuta competizione tra istituti  lato impieghi; 3. peggioramento nel pricing e nelle condizioni sia per il credito alle imprese sia per il credito immobiliare retail; 4. la percentuale netta di pratiche rigettate si è incrementata; 5. stabilità della domanda netta di credito corporate; 6. lato funding all'ingrosso, miglioramento nelle emissioni obbligazionarie sul primario, ma in minore misura per funding sul money market e mediante le cartolarizzazioni; invariato il funding con depositi retail. 7.  Quantitative Easing BCE: le banche dichiarano un miglioramento nella liquidità netta unito al peggioramento della profittabilita' negli ultimi 6 mesi. 8. Il tasso BCE negativo sui depositi ha implicato incremento nei volumi d'impiego e decremento nel margine d'interesse.Per leggere i dettagli dell'indagine clicca qui.

RISK FACTOR ELIGIBILITY TEST

All'interno del framework Fundamental Review of Trading Book (FRTB) di Basilea 4, mediante il Risk Factor Eligibility Test (RFET) la Banca dovrà dimostrare che i fattori di rischio utilizzati nel proprio modello interno per il calcolo del rischio di mercato (IMA) sono avvalorati da dati di mercato reali. I fattori di rischio non supportati da dati idonei, implicheranno impieghi di capitale aggiuntivi. L'RFET distinguera' tra rischi modellabili e non modellabili. Per approfondire clicca qui.

TASSI NEGATIVI E ASSET ALLOCATION

Secondo uno studio congiunto Bankit-FED-ICREA UPF-IMF, risalente al 2014, l'avvento dei tassi ufficiali negativi influirebbe sull'asset allocation di alcune banche europee, che sono datrici nette di liquidità a breve termine. In particolare queste banche:1.ridurranno i propri assets interbancari a breve; 2. espanderanno la loro offerta di credito ad aziende maggiormente rischiose; 3.ridurranno i tassi attivi; 4. ribilanceranno il portafoglio titoli;5. l'effetto trasmissione della politica monetaria sarà più evidente per banche liquide e ben capitalizzate. Alla luce dell'esperienza degli ultimi 5 anni, condividiamo parzialmente queste conclusioni, in particolare per quanto semplici e intuitive, le conclusioni 3 e 4. Per consultare le slide dello studio clicca qui.

LEVERAGE ADJUSTED DURATION GAP

In un'accezione molto semplice e in ottica di duration gap analysis, un gap positivo tra duration delle attività (superiore) e duration delle passività (inferiore, tenuto conto del leverage) della banca dovrebbe in teoria garantirne un incremento del valore dell' equity o valore di patrimonio netto al decrescere dei tassi d'interesse. D'altro lato, un gap negativo (duration delle passività superiore a quella delle attività) dovrebbe garantire l'integrità dell'equity in scenario di tassi in aumento. Esistono tuttavia negli USA casi storici estremi in cui la gestione aggressiva del gap mediante costruzione di un attivo finanziario in titoli a duration molto lunga quindi più rischiosi e reattivi ai tassi, finanziato con Funding a brevissimo (gap molto positivo) in previsione di scenari di tasso ribassisti si sono purtroppo accompagnati a pronostico errato e rialzo repentino dei tassi, con ripercussioni tanto in termini d'indebolimento del margine quanto di riduzione dell'equity e default della banca. Per una definizione sintetica di duration gap clicca qui.

ECONOMIC CAPITAL

L'Economic Capital (ECAP) della Banca è il patrimonio necessario a fronteggiare le varie tipologie di rischio, in particolare: rischio di mercato, di credito, operativo e altri rischi. Per il calcolo dell'Economic Capital, in termini semplificati, gli esperti distinguono due metodi alternativi: 1. l'approccio top down che utilizza o il dato di volatilità degli utili (EAR Earning at risk attualizzato al costo dell'equity k) o la distribuzione statistica dei prezzi azionari della banca osservata sul mercato. 2. l'approccio 'bottom up' che prevede il calcolo separato del Var (Value at Risk) per rischio di mercato, credito e operativo; a ciascuno la propria quota di capitale dedicata da sommarsi per ottenere un valore approssimativo di ECAP totale. Per un approfondimento BIS sull'ECAP clicca qui.

CONCENTRAZIONE DEL FUNDING

Non esistono misure quantitative predeterminate per appurare l'esistenza di rischio di concentrazione nel funding perché è la struttura di stato patrimoniale della Banca a definire un'eventuale concentrazione. Si evidenzia concentrazione in funzione del mercato o strumento-fonte (es. funding interbancario, emissione bonds, EMTN, depositi da clienti, strumenti strutturati-derivati e eventuali collaterals connessi) della garanzia (es funding garantito, come nei covered bond, repo e reverse repo, alcuni tipi di cartolarizzazioni,..) infine concentrazione su una o alcune controparti. Per consultare le linee guida CEBS sul rischio di concentrazione, inclusa la sottotipologia concentrazione del funding clicca qui.

EBA RISK DASHBOARD

Secondo il Risk Dashboard EBA pubblicato il 4 ottobre 2019, report relativo allo stato di salute delle banche europee, questi i 4 messaggi principali rispetto al trimestre precedente: 1. stabilità nei ratio patrimoniali, Tier 1 e CET1 ratio; 2. lieve riduzione dell'NPL ratio; inoltre 3. riduzione del ROE medio (attestatosi a 7% circa) rispetto allo stesso periodo del 2018; 4.irrilevante la variazione del loan to deposit ratio e del Liquidity Coverage Ratio. Per approfondire clicca qui.

DEFAULT RISK CHARGE

Nel framework di Basilea IV, nell'ambito della riforma del calcolo del rischio di mercato il Default Risk Charge (DRC), sia nel modello standard (Standardized Approach SA), sia nel modello interno (Internal Model Approach IMA) racchiude il rischio di Jump To Default (JTD) di uno strumento finanziario, dunque la perdita che il detentore dello strumento (es. bond o equity) potrebbe subire in caso di default dell'emittente. Si calcola distintamente per ogni strumento e separatamente dal credit spread risk. Per approfondire clicca qui.

COST TO CLOSE LIQUIDITY GAP

Nella determinazione del rischio liquidità il cost to close liquidity gap è un indicatore importante. Si tratta di determinare per un predefinito intervallo temporale (time bucket) l'eventuale deficit o surplus da differenza tra passività (tipicamente depositi, considerati entrate di cassa) e attività (impieghi/finanziamenti considerati uscite). In presenza di deficit di liquidità per un certo time bucket, in teoria la banca deve intervenire per colmare il gap facendo funding sul mercato. Il costo di questo funding è definito cost to close liquidity gap. Per un esempio semplice clicca qui.

CYBER RISK IN BANCA

Secondo il report sul cyber risk in banca, recentemente pubblicato da una nota società di rating, questi i messaggi chiave: 1.il rischio cyber è trasversale su linee di business multiple; 2. l'impatto di attacchi cyber può incidere fortemente sul conto economico; 3.le banche globali sistemiche hanno intensificato gli investimenti sul monitoraggio e la mitigazione del cyber risk; 4. gli impatti di un cyber attack sono idiosincratici per ogni banca e funzione anche dell'efficienza e efficacia del suo sistema di risk management. Per leggere il report clicca qui.

NASCE €STR

Dopo un lungo processo di consultazione con l'industria finanziaria, debutta €str (Euro Short Term Rate) il nuovo tasso risk free applicabile a operazioni di mercato monetario overnight che sostituirà il vecchio EONIA (Euro Overnight Index Average). È nato il 2 ottobre 2019, verrà pubblicato sulla base di dati MMSR forniti a BCE da un panel di 52 banche europee. Il vecchio EONIA equivarra' al nuovo tasso €str+8.5 basis points e seguitera' a essere pubblicato nella fase di transizione al nuovo tasso fino al 3 gennaio 2022. Per approfondire clicca qui.

CONCENTRAZIONE DEL FUNDING

Minore è la concentrazione del funding della banca per scadenze, controparti, strumenti, divise, minore sarà la probabilità  di rimborso contemporaneo all'origine di crisi di liquidità. In genere è raccomandazione pratica avere un funding distribuito correttamente nel breve, medio, lungo termine, considerate le condizioni di mercato, le fonti e le correlazioni tra forme tecniche, ripartendole tra soluzioni di funding garantito e non garantito, eventuale veicolo di carolarizzazione, area geografica. L'analisi di concentrazione mira a stabilire quali siano le controparti e le fonti il cui eventuale rimborso potrebbe provocare problemi di liquidità. Per approfondire clicca qui.

COUNTERBALANCING CAPACITY

.Secondo la definizione di EBA, la counterbalancing capacity rappresenta lo stock di assets 'liberi' o altre fonti di funding, legalmente e praticamente disponibili a un'istituzione finanziaria alle date di bilancio, finalizzati alla copertura di eventuali gap di funding; per approfondire clicca qui.

INCREMENTAL RISK CHARGE

L'Incremental Risk Charge è una misura aggiuntiva al Var di rischio, include le perdite dovute a default e migrazione con un intervallo  di confidenza pari a 99%. Assume un. constant level of risk' nell'orizzonte temporale di liquidità (generalmente 1 anno), cioè che la banca mantenga il proprio portafoglio invariato su tale intervallo. Per un filmato di approfondimento sull'Incremental Risk Charge clicca qui.

VISCO SULLA POLITICA MONETARIA

Nel suo intervento a margine del convegno 'giornate di Economia Marcello de Cecco' tenuto a Lanciano il 28 settembre 2019, il Governatore Bankit Dr. Ignazio Visco ha commentato le recenti decisioni di politica monetaria BCE. Il Governatore sostiene che il Quantitative Easing sia uno  strumento più efficace rispetto al puro taglio dei tassi ufficiali, sia al fine di  ridurre i term premia sui bond (cioè i premi di rendimento richiesti dagli investitori per detenere bond a lungo termine in sostituzione di una serie di bond a breve termine), sia ai fini di trasmissione della politica monetaria all'economia reale, anche a motivo della rigidità nel limite inferiore dei tassi depo. Del tiering ha ricordato il fine di evitare l'effetto collaterale restrittivo in termini di riduzione nella capacità delle banche di erogare credito all'economia reale. Ha ribadito la forward guidance BCE obiettivo inflazione 2%. Per leggere l'intervento clicca qui.

DEPOSIT BETA

Il beta sui depositi per la banca è dato dalla variazione nel costo del funding diviso per la variazione nei tassi d'interesse. Misura la percentuale di variazione nei tassi d'interesse di mercato trasferita dalla Banca sui tassi passivi di operazioni di raccolta alla clientela. È uso analizzare questo indicatore in congiunzione al beta sui crediti. Anch'esso misura la capacità della banca di trasferire variazioni di tasso sui finanziamenti alla clientela. Un divario tra i due indicatori può implicare impatto significativo sui margini d'interesse della Banca  nell'ipotesi puramente teorica che gli stock di depositi e impieghi siano identici e restino invariati nel tempo. Per uno studio evolutivo del beta su depositi e impieghi nel sistema bancario americano clicca qui.

ECONOMIC VALUE

L'Economic Value di una banca altro non è che il differenziale tra mark to market delle attività e mark to market delle passività. Si tratta di scontare i flussi monetari derivanti da attività, calcolarne il valore attuale e da esso sottrarre il valore attuale dei flussi delle passività al fine di ottenere un valore attuale netto definito Economic Value (EV). Una delle variabili chiave per monitorare il rischio di tasso è la sensitivita' di EV agli shock. Le variazioni di EV sono misurabili mediante tre variabili: 1.il PV01  valore attuale della variazione di un basis point di tasso; 2.l'Economic Value of Equity EVE; 3. Economic Value at Risk o EVar. Per una lettura dettagliata clicca qui.

HISTORICAL LOOK BACK APPROACH

Historical Look Back Approach (HLBA) definisce il flusso positivo o negativo di collateral a valore di mercato al termine di tutti i periodi di durata pari a 30 giorni negli ultimi 24 mesi. La Banca deve valutare il flusso incrementale di collateral sia a livello di controparte sia soprattutto a livello di portafoglio. Due erano le interpretazioni per il calcolo di questo flusso: quella di EBA indicata nei suoi Regulatory Technical Standards (RTS) orientata al calcolo del flusso periodico lordo e quella del Comitato Di Basilea (BCBS) basata sul flusso netto. In maggio 2016, su indicazione della Commissione Europea, EBA ha corretto i suoi RTS adottando l'approccio netto di Basilea. Per approfondire il metodo clicca qui.

SURVIVAL PERIOD E LIQUIDITY BUFFER

Secondo le 'Linee Guida su Liquidity Buffers e Survival Periods' del Committee of European Banking Supervisors pubblicate nel 2009, un liquidity buffer è definito come l'eccesso di liquidità (cassa e assets prontamente liquidabili) utilizzabile 'outright' in situazioni di stress di liquidità della banca di breve termine. L'entità del buffer è calcolata sulla base del 'funding gap' su specifici orizzonti temporali (giorno, settimana, mese). Per consultare le linee guida clicca qui.

Albp delle Banche

L’albo delle banche, previsto dall’art. 13 del Testo Unico Bancario, riporta l’elenco delle banche italiane e delle succursali di banche comunitarie ed extracomunitarie autorizzate ad operare nel nostro Paese. L’iscrizione all'albo rappresenta l’attestazione e quindi la garanzia, che tali enti sono sottoposti all'autorizzazione ed ai controlli di vigilanza.L’art. 64 del TUB prevede  l''aggiornamento dell'albo dei gruppi bancari, contenente l'elenco e la relativa composizione dei gruppi. La società capogruppo può essere una: banca italiana, società finanziaria, società di partecipazione finanziaria mista. L'iscrizione all'albo attesta l'appartenenza delle singole società ad un gruppo bancario, ciò conferma per esse l'applicazione della relativa disciplina di vigilanza. 

DIGITAL BANKING IN AMERICA LATINA

Tra i mercati emergenti, alcuni paesi dell'America Latina come Cile, Brasile e Messico rappresentano realtà dal forte potenziale di sviluppo per il Digital Banking sia in considerazione dell'elevato tasso di utilizzo di smartphone, sia osservando il ridotto tasso di 'bancarizzazione' dell'utente medio. Ci sono buone opportunità di business nel corporate banking per PMI anche in  'formato open'. Si evidenzia inoltre che, in questi paesi è in corso ma non è ancora completato il processo di regolamentazione delle fintech. Per approfondire clicca qui.

DEPOSIT RESERVE RATIO

Il Deposit Reserve Ratio (DRR), rapporto tra fondo tutela depositi (Deposit Insurance Fund o DIF) e depositi bancari totali fissato dalla Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC), istituzione deputata a garantire i depositanti americani da eventuali default bancari, si è attestato al 2% dal 2010. Il Dodd Frank Act stabilisce un valore minimo dell'indicatore all'1.35%, imponendone il raggiungimento entro il 30 settembre 2020. Per un approfondimento clicca qui.

IL TUF COMPIE 21 ANNI

Segnaliamo interessante ultima pubblicazione del 17 settembre 2019 in joint Bankit-Consob, sia Quaderno di Ricerca Giuridica di Banca d'Italia, sia Quaderno Giuridico Consob. L'opera 'A vent' anni dal TUF (1998-2018): verso la disciplina della Capital Market Union' fa un escursus storico sull'evoluzione del nostro Testo Unico della Finanza alla luce degli interventi legislativi ad esso succedutisi negli ultimi 20 anni. Comprende gli atti di un Convegno tenuto da Bankit il 6 novembre 2018. Tra gli interventi, tutti di indubbio interesse scientifico e giuridico, segnaliamo il contributo offerto dall'Avvocato Olina Capolino, del Ruolo Legale della Banca d'Italia, su 'Banche e mercati finanziari: l' attività non bancaria delle banche tra TUF e Meccanismo di Vigilanza Unico'. La relatrice affronta con efficacia  i delicati temi dell'osmosi e dell'esigenza di omogeneità nel trattamento legislativo e prudenziale delle banche e delle 'imprese di investimento', entrambi soggetti spesso al confine tra attività creditizia pura e operatività sui mercati finanziari.

PRIVATE EQUITY E RWA

Secondo un'interpretazione EBA pubblicata il 17 gennaio 2019, l'investimento in fondi Private Equity nell'asset allocation proprietaria di una banca, non sarebbe da considerare asset finanziario ad alto rischio, pertanto non sarebbe soggetto a ponderazione in termini di Risk Weighted Asset al 150%, a due condizioni: 1.che il fondo permanga a lungo termine nel portafoglio quindi nel bilancio della banca; 2.che la banca intenda sviluppare una relazione strategica di lungo termine con il fondo. Per approfondire clicca qui.

L'ERA DEI PAGAMENTI 'MOBILE'

I pagamenti di tipo 'mobile' comprendono differenti tecnologie. Tra esse, la Near Field Communication (NFC) e la Magnetic Secure Transmission (MST). Il riferimento non è ai trasferimenti di denaro con smartphone o ai pagamenti mediante processori online. Secondo una proiezione statistica globale, il numero degli utenti di pagamenti mobile 'di prossimità', ovvero tutti i pagamenti effettuati mediante cellulare presso punti vendita provvisti di apparecchiature  Point Of Sale (POS), passerà da circa 530 milioni attuali a più di 1 miliardo nel 2020. Per consultare la statistica clicca qui.

EBA SU CARTOLARIZZAZIONI

Il 4 settembre 2019 EBA ha fatto sapere di aver aggiunto al proprio Single Interactive Rulebook e Q&A un 'manuale' applicativo 'semplice, trasparente, standard' relativo alla regolamentazione europea in tema di carolarizzazioni comprendente Regulatory Technical Standards e Guidelines. Obiettivi: completare le eventuali lacune legislative e offrire supporto applicativo. Per il comunicato clicca qui.

COME COMUNICA UNA BANCA CENTRALE

Comunicare efficacemente è strategico per una Banca Centrale. In tale ambito, gli Istituti Centrali Comunicare efficacemente è strategico per una Banca Centrale. In tale ambito, gli Istituti Centrali possono fare uso, come le banche private, dell' informatica e dei social networks,  della comunicazione digitale esterna e interna. Questi i temi di un interessante seminario organizzato a Roma nelle giornate 9, 10, 11 settembre 2019 da Bankit. Un evento imperdibile nel contesto delle prossime scelte di politica monetaria di alcuni istituti centrali e delle modalità mediante le quali verranno comunicate. Per informazioni sul seminario clicca qui.possono fare uso, come le banche private, dell' informatica e dei social networks,  della comunicazione digitale esterna e interna. Questi i temi di un interessante seminario organizzato a Roma nelle giornate 9, 10, 11 settembre 2019 da Bankit. Un evento imperdibile nel contesto delle prossime scelte di politica monetaria di alcuni istituti centrali e delle modalità mediante le quali verranno comunicate. Per informazioni sul seminario clicca qui.

DIRECT LENDING

Secondo i dati di una società di ricerca sugli investimenti alternativi,
al 25 giugno 2019 i fondi di direct lending in Nord America hanno raccolto la ragguardevole cifra di 16.6 miliardi di dollari. Questi numeri vanno  osservati congiuntamente ai Leverage (debito su utili) cioè alla solidità delle aziende che ricorrono a tale forma di finanziamento. Ricordiamo che il Direct Lending è una fonte di finanziamento diretto non bancario che non prevede l'intermediazione di banche d'investimento, fondi di private equity o broker.
Per approfondire i dati, clicca qui.

BANCHE E STATO IN CINA

Secondo l'analisi di una nota società di rating pubblicata il 9 settembre 2019, in Cina l'intervento pubblico a sostegno delle banche in difficoltà permane consistente ma selettivo. In dettaglio:1. La stabilità del sistema finanziario si conferma prioritaria per il Governo cinese. 2.le banche regionali minori non sistemiche riceveranno minor supporto. 3 i maggiori interventi riguarderanno le banche regionali più grandi e le quattro banche sistemiche (G-SIB) a standing nazionale e controllate dallo Stato. Per consultare un estratto del report clicca qui

EBA SUI RISCHI SISTEMICI

L'ultimo report su rischi e vulnerabilità del sistema finanziario europeo di EBA del 12 settembre 2019, evidenzia queste fonti di instabilità:1.incertezze da Brexit; 2. Redditività bancaria penalizzata da tassi negativi e flattening curve rendimenti; 3. Rischi da transizione all'economia sostenibile (Environment, Social e Governance) ESG. Il report evidenzia inoltre alcune possibili azioni risolutive applicabili sia dalle autorità di vigilanza, sia da istituzioni finanziarie quali banche, assicurazioni, fondi pensione: piani di contigency e business continuity in condizioni di Hard Brexit, stress testing e liquidity management, corretto utilizzo delle tecnologie, identificazione dei rischi connessi ai CLO (Collateralized Loan Obligations) e ai fattori ESG sono alcuni degli strumenti suggeriti. Per leggere il report clicca qui.

LA BANCA GREENFIELD

Secondo lo studio presentato da un noto player della consulenza dal titolo 'Time to start again', la 'Greenfield Bank' è l'idea per riformare il modello di business della banca. In particolare, la banca tradizionale non deve contrapporsi alla banca innovativa ma diventarlo. Ecco come: 1. mediante ristrutturazione  utilizzando veicoli societari e partnerships; 2. spostando il focus dalla logica di prodotto e di processo alla logica cliente o 'customer experience'; 3. introducendo metodologie di lavoro digitali in sostituzione dei processi manuali. Per consultare la ricerca clicca qui.

LIQUIDAZIONE BANCARIA

Nel paper di Bankit 'verso un sistema per la liquidazione ordinata delle banche nell' Unione Europea' pubblicato il 5 agosto 2019, si evidenzia la dicotomia tra liquidazione mediante Single Resolution Board (applicabile solo in presenza di interesse pubblico) e liquidazione atomistica (meno efficiente) mediante autorità di risoluzione nazionali. La liquidazione 'ordinata' di matrice americana, è un terzo modello intermedio tra i due su citati, applicabile in attesa del completamento dell'Unione Bancaria Europea mediante introduzione del Sistema Europeo di Garanzia dei Depositi. Per consultare il paper clicca qui.

SRB CONFERENCE

Si svolgerà il 10 ottobre 2019 a Bruxelles la quarta conferenza annuale del Single Resolution Board. Importanti relatori di prestigio, sia esponenti del mondo bancario sia delle autorità di vigilanza, tratteranno il tema del convegno: 'Bank Resolution: Turning Policy into Action'. Per saperne di più clicca qui.

NPL E PREZZI AZIONARI BANCARI

In uno studio condotto da un noto periodico bancario su un campione di banche italiane nell'intervallo temporale 2014-2017 il riscontro empirico che esisterebbe una relazione positiva tra la corretta gestione e cessione dei NPL e l'andamento dei corsi azionari della banca. Il mercato equity sembra gradire le cessioni soprattutto in termini di risparmio in assorbimenti patrimoniali della banca cedente, migliore liquidità, benefici sul rischio. Per leggere le conclusioni della ricerca clicca qui.

IL FUNDING NELLE BANCHE

Nel report EBA sul funding delle banche europee nel 2018, pubblicato il 28 agosto 2019, due sono i principali takeaways:1.l'Asset Encumbrance ratio AE (misurato dal rapporto tra la somma di asset a garanzia + collateral a garanzia riutilizzato a numeratore e somma di asset totali + collateral totali della banca a denominatore) è rimasto stabile nel 2018; 2. i funding plans bancari prevedono una maggiore propensione all'emissione di obbligazioni (carta propria) nei prossimi tre anni. Per scaricare il report EBA clicca qui.

CONTINGENT CONVERTIBLE BONDS

Ultimamente molto si è detto dell'impennata di ferragosto 2019 nel rendimento a scadenza (YTM) a due cifre del Contingent Convertible Bond emesso da un noto istituto bancario tedesco. Vediamone le basi: il Co. Co. Bond o Enhanced Capital Note (ECN) altro non è che un'obbligazione con scadenza lunghissima (perpetual) convertibile in azioni della banca emittente. La conversione scatta solo in presenza di specifico evento ovvero qualora il capitale della banca scenda sotto un livello predeterminato (misurato dal core Tier 1 ratio). Obiettivo del Co. Co. Bond è l'assorbimento, mediante loro totale o parziale azzeramento, delle perdite in condizioni di crisi della banca. Vengono considerati strumenti finanziari 'ibridi' o di 'capitale aggiuntivo' dopo l'equity, o Additional Tier 1 Capital (AT1). Per approfondire clicca qui.

I BANKING RATIOS

Segnaliamo una concisa e interessante pubblicazione di nota agenzia di rating contenente i principali ratios di liquidità e funding, efficienza, asset quality, adeguata patrimonializzazione della banca. La pubblicazione parte dall' introduzione sulle grandezze stock che figurano a numeratore e denominatore dei rispettivi ratios. In particolare, tra i quozienti di profittabilita' segnaliamo il Risk Weighted Recurring Earning Power calcolato come rapporto tra risultato ante accantonamenti (Pre Provision Income) in percentuale rispetto ai RWA (Risk Weighted Assets). Per consultare il manuale clicca qui.

RETAIL BANKING RADAR

Retail Banking Radar è una ricerca annuale sul mercato bancario europeo retail inaugurata da una importante società di consulenza nel 2009. Nella sua evoluzione temporale, la ricerca evidenzia la performance degli istituti bancari del vecchio continente misurando 5 indicatori: 1. Utile per cliente; 2. Reddito per addetto; 3. Ratio cost to income: 4. Costo del rischio rapportato al reddito;5. Margine d'interesse su reddito.Uno dei trend principali individuati nell'analisi è la prevedibile erosione di quote di mercato da parte di 'neobanche' (soprattutto banche digital e online destinate ad attirare millennials) a scapito delle banche rete sportelli tradizionali. Quattro le mosse per conseguire vantaggio competitivo:1.ridisegno dei modelli operativi; 2. Ristrutturazione organizzativa in base alle competenze; 3.concentrarsi sulla customer experience; 4. riformare il modello di business mediante intelligenza Artificiale, open banking, partnerships. Per leggere lo studio clicca qui.

COEFFICIENTE DI SOLVIBILITÀ

. Il coefficiente di solvibilità CR di Basilea è dato dal rapporto tra patrimonio di vigilanza (PV) e Risk Weighted Assets (RWA) e può interpretarsi come capacità della Banca di sostenere la rischiosità del business mediante il patrimonio regolamentare. Come avviene nell'equazione Dupont del ROE, CR può essere scomposto nel prodotto di tre quozienti: il leverage ratio o grado di indebitamento (equity/total assets o E/TA), l'inverso del coefficiente di ponderazione delle attività per il rischio (Total Assets/Risk Weighted Assets o TA/RWA), e l'incidenza del patrimonio di vigilanza su Equity (PV/E). Intuitivamente, la Banca può mantenere costante il coefficiente di solvibilità elevando il leverage e riducendo l'inverso del coefficiente di ponderazione e/o l'incidenza del patrimonio regolamentare sull'equity.

COSTO DEL RISCHIO

Il costo del rischio di credito per la Banca ha due componenti: 1. La perdita media statistica da default (expected loss EL) su crediti in percentuale su totale crediti equivalente a Probabilità di Default × Exposure At Default (PD × EAD) e 2. Perdita eccedente rispetto alla perdita statistica media. La perdita eccedente è misurata dal patrimonio regolamentare aggiuntivo K che la banca deve 'accantonare' in sostituzione del capitale di debito D per coprire tale perdita addizionale. In sintesi, la componente eccedente del costo del rischio di credito si calcola moltiplicando stock totale crediti × percentuale di patrimonio regolamentare PV × ( costo del capitale di rischio - costo del capitale di debito) = L × %PV ×  (k - i). Il costo totale (costo medio+costo addizionale) del rischio è ottenibile dal rapporto tra accantonamenti per perdite su crediti totali LLP (Loan Loss Provisions) e stock medio di crediti di periodo; si misura in basis points e di norma è 'sorvegliato' congiuntamente allo stock di posizioni creditizie nonperforming NPE, e ad altre misure chiave di performance (Key Performance Indicators o KPI) come indicatori anticipatori di un eventuale deterioramento nella qualità degli Assets della Banca.

IL NUOVO CALENDAR PROVISIONING

 Il 22 agosto 2019 BCE ha modificato  l'addendum relativo al calendar provisioning delle Non Performing Exposures (NPE) introdotto ad ottobre 2017 secondo i seguenti termini: limitatamente ai crediti originati dal 26 Aprile 2019 in poi, le nuove NPE saranno svalutate al 100% entro 3 anni se unsecured
  e entro  9 anni  se secured secondo il Pillar 1(i precedenti termini erano di 2 e 7 anni).
Le NPE in essere a Marzo 2018 dovranno essere coperte interamente entro il 2024-2026. Per tutte le altre NPE generate prima del 26 aprile 2019, che costituiscono la maggioranza delle posizioni deteriorate, restano validi i termini di 2 e 7 anni (trattamento di Pillar 2); i benefici in termini di assorbimenti patrimoniali minori potrebbero essere limitati. Per consultare i dettagli clicca qui.

SCHEMA EUROPEO DI GARANZIA DEPOSITI

E' opportuno segnalare lo studio svolto nel 2018 dal centro ricerca finanziaria Bruegel dal titolo 'Building a Stable Deposit Insurance Scheme'. Gli autori sostengono che uno schema unico di garanzia depositi europeo ma organizzato a compartimenti nazionali distinti,  potrebbe destabilizzare il sistema finanziario.  Segnalano inoltre il rischio di comportamenti di 'moral Hazard' e 'adverse selection' messi in atto da banche di paesi diversi in UE, che potrebbero manifestarsi nell' European Deposit Insurance System (EDIS). I fenomeni di moral hazard, suggeriscono gli autori, potrebbero essere superati in quattro modi:1.imponendo alle banche  un limite sull'esposizione proprietaria in titoli di debito sovrano emessi dallo Stato di appartenenza; 2. riducendo gli stock di NPL; 3. rafforzando la vigilanza europea o Single Supervisory Mechanism (SSM);4.Fissando un 'premio' assicurativo differenziato in funzione del rispettivo rischio paese in cui la banca ha sede legale. Ricordiamo che l'EDIS rappresenta il terzo pilastro dell'Unione Bancaria Europea. Per consultare la ricerca clicca qui.

RIFORMA DELLE BCC

Secondo il report pubblicato da una nota agenzia di rating il 31 luglio 2019 in tema di holding del credito cooperativo, la riforma delle Bcc ha portato i seguenti vantaggi: 1.le holding
hanno rafforzato il ruolo di coordinamento in tema di rischi e performance sulle rispettive bcc affiliate; 2.le holding hanno un livello robusto di patrimonializzazione  e contando su un totale di assets pari rispettivamente a 150 e 72 billion, possono raccogliere capitale sui mercati perfezionando il consolidamento; 3 la  struttura capillare delle Bcc  migliorerà la competizione con le banche commerciali; 4.segnala inoltre il recente intervento di una delle holding al fine di risollevare una banca regionale italiana in crisi. Per leggere il report clicca qui.

USA: SCESI I TASSI IPOTECARI

Secondo una ricerca Freddie Mac, l'istituzione americana deputata a garantire liquidità e stabilità al mercato immobiliare statunitense, i tassi su crediti immobiliari ipotecari sono lievemente scesi nell'ultima rilevazione del 25 luglio 2019.  Dopo un rialzo attribuibile al miglioramento nelle spese per consumi e all'attesa di tagli nei tassi a breve da Fed questo ribasso si rifletterà in momentum positivo sul mercato real estate, che secondo Freddie Mac proseguirà fino a fine 2019. Per consultare la statistica clicca qui.

STRESS TEST IL CONVEGNO

Come noto il 27 giugno 2019 FED ha pubblicato l'esito positivo di
superamento degli stress test per i 18 istituti bancari statunitensi partecipanti nell'ambito del processo CCAR (Comprehensive Capital Analysis and Review). Il giorno precedente l'annuncio, una nota società di consulenza globale ha indetto una tavola rotonda a New York su analogo tema con 22 banche partecipanti. I 4 takeaways del simposio o aree prioritarie per le banche sono stati:1. essere proattive e propositive con la vigilanza ma rigorose in materia di risk management; 2. rispondere pragmaticamente ai nuovi requisiti regolamentari; 3. semplificare il CCAR; 3. Ottimizzare l'allocazione di capitale e il portfolio management delle proprie business units. Per approfondire clicca qui.

BANCHE UK PATRIMONIO OK

Secondo il report  'Banking Sector Regulatory Capital - 2019 Q1' pubblicato il 12 luglio 2019 da Bank of England  sul grado di patrimonializzazione delle banche britanniche, nel primo trimestre 2019: 1. il Common Equity Tier 1 ratio si è attestato al valore 15.4% medio; 2.il CET1 capital in valore assoluto è rimasto invariato rispetto al dato dell'ultimo trimestre 2018 e pari a 439 billion sterline; 3.i RWA (Risk Weighted Assets) totali sono ammontati a 2.832 billion di sterline (+0.7% circa rispetto al trimestre precedente). Per consultare i dati Bank of England clicca qui.

GERMANIA: PAGAMENTI COL TURBO

Secondo dati ufficiali Bundesbank pubblicati il 26 luglio 2019, sono state quasi 23 miliardi le transazioni di pagamento non rappresentate da contante eseguite in Germania nel 2018 (+5.8% rispetto allo stesso dato 2017) per un controvalore totale pari a circa 55.8 trilioni di euro. A comporre la categoria dei pagamenti diversi dal contante principalmente l'uso di carte di debito (che hanno costituito la quasi totalità dell'incremento di transazioni 'non a contante' rispetto al 2017 pari a +18%)i trasferimenti (es. i bonifici) e gli addebiti diretti. Per consultare i dati ufficiali della Bundesbank clicca qui.

BANCHE THIRD PARTY PROVIDERS E PSD2

Il 26 luglio 2019 European Banking Federation, le European Credit Sector Associations (ECSSAs), la European Third Party Provider Association (ETPPA) and Financial Data and Technology Association (FDATA) hanno pubblicato un comunicato in joint sul tema dei pagamenti. Con questa dichiarazione congiunta, le associazioni citate hanno precisato che l'industria bancaria vuole dare un segnale forte con i seguenti obiettivi di implementazione della Direttiva PSD2 entro il 14 settembre 2019: 1.ottimizzare la collaborazione tra banche e Third Party Providers (TPP); 2. Tutelare il consumatore;3. Creare un mercato vivo e competitivo dei pagamenti. Per leggere il comunicato clicca qui

SHADOW BANKS: I RISCHI

Per il manager di una prestigiosa agenzia di rating la crescita dello shadow banking (Hedge Funds, Special Purpose Vehicles, Mutual Funds etc.) è dovuta a due fenomeni: 1. Contesto regolamentare: il cambio delle regole del gioco; 2. contesto macroeconomico: bassi tassi d'interesse hanno cambiato le regole per investire. I rischi dello shadow banking: gestione asset creditizi da parte di operatori che non lo hanno fatto mai prima implicando evidenti criticità nella gestione del rischio di credito. Le soluzioni: migliore regolamentazione degli shadow banker in caso di intermediazione creditizia e trasformazione scadenze, considerata la carenza di strutture di presidio e governo dei rischi in questo tipo di operatori. Pur essendo rispetto agli USA il modello europeo più frammentato e più legato alle banche, ricordiamo  che la minor pressione regolamentare in America da un lato agevola l'efficienza e la liquidità dei mercati, dall'altro  incrementa i rischi di non conformità operativa negli shadow bankers. Per vedere il filmato dell'intervista al manager clicca qui.

EQUITY RISK PREMIUM E STATO

Secondo lo studio 'Garanzie pubbliche implicite e premi per il rischio sui titoli bancari' pubblicato da Bankit tra i Temi di Discussione il 18 luglio 2019, l'Equity Risk Premium su questi titoli è anche funzione delle garanzie di finanziamento fornite dallo Stato alle Banche. Tali garanzie hanno incrementato sia il premio al rischio su equity sia i CDS spreads su banche in presenza di finanze pubbliche deboli e rischio paese elevato. Tuttavia, la normativa sul bail-in ha contribuito, in Europa, a ridurlo. Per il download del paper Bankit clicca qui.

USA: NOVITÀ SULLA VOLCKER RULE

Federal Reserve Bank, Federal Insurance Deposit Corporation, Office of Comptroller of the Currency il 17 luglio 2019 hanno fatto sapere che non estenderanno le restrizioni previste dalla Paul Volcker Rule a certi fondi esteri. Ricordiamo che la Paul Volcker Rule limita l'attività in trading proprietario e l'investimento, partecipazione, sponsoring e relazioni di altra tipologia in Private Equity e Hedge Funds per le banche commerciali.
Per consultare il comunicato FED clicca qui.

RIFLESSIONI SUGLI STRESS TEST

Col saggio  dal titolo 'Are Stress Test Beauty Contest?' scritto dal dr. Mario Quagliariello Direttore Analisi Economica e Statistica di EBA, l'autore analizza acutamemte l'efficacia di questi test per i vari stakeholders, le autorità di vigilanza e le stesse istituzioni finanziarie vigilate. Affronta inoltre il paragone tra test di tipo top down (a livello macro e di settore) e bottom-up (a livello micro di singola azienda di credito) e caratterizzati da limiti. Alcune conclusioni dell'autore che condividiamo: 1. È importante fissare un legame tra stress test e requisito di capitale; 2.permane un grado di flessibilità nel giudizio dell'autorità di vigilanza circa la capacità della banca 'testata' di porre in essere efficaci azioni di mitigazione del rischio oltre a disporre di puro patrimonio di vigilanza; 3. trasparenza e disclosure dei risultati di stress test sono un plus in periodi di crisi finanziaria, ma possono non esserlo in condizioni normali; 4. possibile uso di bilanci bancari statici o, in alternativa, di bilanci dinamici e il relativo rischio di 'window stressing' in prossimità dei test; 5.impiego di modelli interni 'bottom up' con ipotetico piano di intervento della banca in risposta allo shock. Infine, è condivisibile utilizzare modelli integrati sia top down sia bottom up. Per il download del paper clicca.

SIFMA: SÌ AI NUOVI BENCHMARK

Securities Industries and Financial Markets Association SIFMA, associazione americana di Investment banks, asset managers, brokers e dealers, ha fatto sapere di voler incoraggiare l'adozione di tassi alternativi sia all'attuale tasso overnight SOFR sia al LIBOR in qualità di best practice benchmarks per alcuni strumenti derivati. SIFMA fornirà il proprio supporto concreto sia all'industria sia ai regulators americani per agevolare l'utilizzo futuro dei nuovi tassi benchmark. Ricordiamo per dovere di completezza che sono in corso le transizioni ai nuovi tassi benchmark overnight  SONIA in UK, Estr in Europa, Saron in Svizzera e Tonar in Giappone. Per approfondire il tema clicca qui.

AREA EURO: PIÙ CREDITO IN MAGGIO

Secondo quanto indicato nel Bollettino Economico numero 3 pubblicato da Bankit il 12 luglio 2019, in area euro i prestiti di banche europee ad imprese non finanziarie in maggio 2019 si sono incrementati negli ultimi tre mesi precedenti rispetto allo stesso dato 2018 del 4.7%, con caratteristiche peculiari per nazione, cioè evidente aumento in Francia e Germania, debolezza in Spagna e riduzione in Italia. Si è inoltre ridotto lievemente il costo dei prestiti a famiglie per abitazioni, e alle imprese (pag. 13 del Bollettino). Per il download del Bollettino clicca qui.

BACK TO BASICS: L'NSFR

Tra gli indicatori di stabilità finanziaria della Banca, il Net Stable Funding Ratio (NSFR), introdotto in forma aggiornata dal Comitato di Basilea nel 2014 ha per obiettivo garantire un adeguato funding dell'attivo nel medio e lungo termine. In particolare, si richiede il funding corretto nell'orizzonte temporale di 1 anno. Gli assets e le obbligazioni correnti finanziate devono matcharsi reciprocamente in condizioni di stress. Si tratta di un complemento declinato sul medio e lungo termine all'obbligo di liquidità a brevissimo misurato dall'LCR (Liquidity Coverage Ratio) e mira a evitare il sovrautilizzo di funding a brevissimo termine, garantendo una distribuzione equilibrata delle fonti su tutte le scadenze. Si ottiene dal rapporto tra funding stabile disponibile (Available Stable Funding o ASF) a numeratore e funding stabile richiesto (Required Stable Funding o RSF) dalla struttura degli impieghi a denominatore. Deve essere uguale o superiore al 100%.Per approfondire clicca qui.

IL RICORDO DI CARLO AZEGLIO CIAMPI

In un convegno intitolato 'il servizio di Ciampi in Banca d' Italia', con relatori il Dr. Ignazio Visco e il Dr. Marco Magnani, Bankit ha ricordato il 9 luglio 2019 la personalità eminente del celeberrimo Governatore. In una sua frase per noi tutto: 'Io credo, per la verità, di essere stato l'unico Governatore che abbia avuto una conoscenza completa della Banca'. Laureato in letteratura greca alla Normale di Pisa e in Giurisprudenza, in pochi anni leggendo e imparando rapidamente divenne economista e banchiere centrale anche grazie al rapporto stretto con Guido Carli e Paolo Baffi. Una figura importantissima nella storia economica e bancaria del nostro paese. Per leggere la relazione clicca qui.

MINIMUM CAPITAL ADEQUACY RATIO

Minimum Capital Adequacy Ratio è il rapporto tra la somma di Tier 1 Capital (capitale di migliore qualità includente capitale sociale, intangibles e riserve destinate ad assorbire perdite in ottica di continuità aziendale) e Tier 2 Capital (include utili ritenuti, riserve non assoggettate a audit, e riserve a copertura generale di perdite, è utilizzato per assorbire perdite in caso di liquidazione della Banca) a numeratore e le attività ponderate per il rischio (di credito, di mercato, operativo etc.)o Risk Weighted Assets (RWA) a denominatore. Il MCAR deve attestarsi all'8%; banche con valori di MCAR superiori, sono considerate solide. Per un approfondimento con esempio numerico clicca qui.

MONETARY POLICY REPORT FED

Secondo il Monetary Policy Report FED pubblicato il 5 luglio 2019, il Federal Open Market Committee (FOMC) nella prima metà 2019 ha perseguito gli obiettivi di massima occupazione e inflazione 2% mantenendo il target dei Fed funds rate nel range tra 2 e 1/4 2 e 1/2%. Il report evidenzia espansione del credito bancario sia immobiliare sia corporate. Profittabilita' bancaria robusta, testimoniata dalla crescita consistente dei titoli azionari bancari allineata allo sviluppo dell'indice S&P 500 (vedi pag. 23). Per il download del report clicca qui.

SFIDE E OPPORTUNITÀ NEI PAGAMENTI

Secondo il rapporto EBA 'Impact of Fintech on Payment Institutions and E-money Institutions' pubblicato l'8 luglio 2019, le minacce principali per gli attori del mondo pagamenti (Payment Institutions o PI e Electronic Money Institutions o EMI) sono: l'entrata nell'arena competitiva delle Big Tech, la Brexit, la dipendenza dalle banche e dagli schemi di carte di credito e debito. Le sfide sono: la resilienza dei sistemi ICT, l'agilità e flessibilità operativa, il contesto regolamentare, l'abilità a educare il cliente, infine la capacità di trattenere talenti dotati di competenze digitali. Per consultare il rapporto clicca qui.

L'ERA DEL BANKING IN CLOUD

All'European Banking Federation Cloud Banking Forum 2019, evento specifico sul cloud applicato ai servizi bancari giunto alla sua seconda edizione e
tenutosi a Bruxelles l'8 luglio 2019,  si è approfondito l'interscambio di skill tra architetti IT, esperti legali e providers di servizi in cloud. Osservatori speciali: BCE, EBA, Commissione UE. L'obiettivo del Cloud Forum è perseguire un pieno e coerente allineamento tra sviluppo IT del Cloud e concomitanti obblighi delle banche in termini di risk governance, reporting e legale--compliance. Secondo una ricerca Adobe, nel 2018 solo il 7% delle istituzioni finanziarie aveva adottato soluzioni in cloud per i servizi di pagamento. Per approfondire i temi del convegno, clicca qui.

VALUTARE LA SOLIDITÀ DI UNA BANCA

Una nota agenzia di rating ha elaborato il proprio modello di valutazione della Banca, in particolare il modello analizza la probabilità di default sugli strumenti  finanziari 'ratati' emessi dalla Banca ed è denominato 'Baseline Credit Assessment' (BCA) basandosi su tre pillars: 1.profilo macro: robustezza economica, robustezza istituzionale, suscettibilità al rischio eventi esogeni; 2. profilo finanziario: rischio assets, solvibilità, capitale, profittabilita'; 3. fattori qualitativi: diversificazione del business, opacità e complessità, comportamento aziendale. L'output rating finale della Banca è ottenuto integrando la componente BCA con l'eventuale supporto di affiliate, con la Loss Given Failure (gerarchia dei creditori in caso di fallimento della Banca in assenza di supporto di Stato) ed eventuale intervento pubblico con bailout. Per una sintesi del criterio BCA clicca qui.

IL BASIC INDICATOR APPROACH

Il requisito di capitale per il rischio operativo della Banca nella sua forma più semplice definiita Basic Indicator Approach dalla BIS è calcolato moltiplicando il Reddito Lordo per 25% e dividendo il risultato così ottenuto per il numero di anni tra gli ultimi tre esercizi in cui la Banca ha conseguito un reddito lordo positivo. I Risk Weighted Assets per rischio operativo nel metodo basic, si ottengono moltiplicando per 12.5 il requisito di capitale calcolato come sopra. Per approfondimento clicca qui.

GLI 'AZIONISTI' DI BCE

Secondo la nuova 'Capital Key' inaugurata  a fine 2018 e in vigore dall'1 gennaio 2019, ovvero l'assetto istituzionale aggiornato dell'Istituto centrale europeo, al capitale di BCE partecipano le banche centrali nazionali di ciascun paese dell'Unione sia in funzione della quota del rispettivo prodotto interno lordo sia della popolazione residente sul totale PIL e popolazione europea. Il criterio di calcolo della capital key è determinato dalla Commissione Europea. 16 banche centrali nazionali hanno quote partecipative più alte, 12 detengono quote più basse. Per il dettaglio delle partecipazioni nel capitale BCE, clicca qui.

EBA ANCORA SU BASILEA 3

Il 2 luglio 2019 EBA in pubblica udienza ha presentato i risultati del proprio assessment Quantitativo sull'implementazione della normativa di Basilea 3, con particolare riferimento alla grandezza Minimum Capital
Requirement MRC richiesto da rischio operativo, transazioni di finanziamento collateralizzate da titoli e output floor. L'analisi condotta da EBA evidenzia un requisito di capitale aggiuntivo pari al 24.4% e relativo shortfall pari a 135.1 billion di euro. Per approfondire clicca qui.

CAPIRE IL TEXAS RATIO

Il Texas Ratio è il quoziente in cui a numeratore si evidenziano il valore contabile dei crediti deteriorati e degli immobili in garanzia degli stessi. Al denominatore troviamo la somma del patrimonio netto tangibile della banca e dei fondi a rettifica dei crediti deteriorati. È da ritenersi campanello d'allarme della bassa qualità del portafoglio crediti qualora superi l'unità. L'inclusione o meno a denominatore del ratio dei fondi rettificativi, quindi la loro assimilazione a riserve o voci di patrimonio netto, produce valori di texas ratio di valore inferiore soprattutto per ratios superiori a 1. Per un approfondimento clicca

LCR E HQLA

Nel calcolo del Liquidity Coverage Ratio della banca, a numeratore vanno inseriti gli High Quality Liquid Assets, definiti come attività agevolmente e rapidamente convertibili dalla banca in cassa, le cui caratteristiche fondamentali sono: basso rischio, quindi ridotta sensitivita' al rischio tasso, elevato standing creditizio, assenza o ridotta subordinazione, certezza e semplicità valutativa, ridotta o nulla correlazione con assets rischiosi, quotazione su mercati regolamentati. Per una definizione dettagliata degli HQLA clicca qui

VALUTE DIGITALI DI BANCHE CENTRALI

In un'intervista rilasciata al Financial Times il 30 giugno 2019,  il presidente della BIS Augustin Carstens ha dichiarato che BIS appoggerà alcune banche centrali che stanno lavorando ai loro progetti di creazione valute digitali proprie. Anche Libra, la valuta digitale creata da Facebook ha attirato l'attenzione della BIS. Carstens ha aggiunto che per poter regolamentare correttamente le valute digitali, occorre partire dalle norme antiriciclaggio. Per leggere l'intervista completa clicca qui.

INVESTMENT BANKING DALLA A ALLA Z

È del Corporate Finance Institute(CFI) una guida semplice e veloce sull'Investment Banking. Questo vademecum si articola sulla definizione, su cosa fanno le investment banks, i servizi di sottoscrizione del mercato primario dei capitali di rischio e di debito, l'advisory su fusioni e acquisizioni, chi sono i clienti delle investment banks, quali le competenze richieste e le carriere per chi voglia lavorare in questo sfidante settore. Per leggere la guida clicca qui.

PROFILO BANCARIO STATUNITENSE

Secondo il rapporto relativo al primo trimestre 2019 sul sistema bancario americano pubblicato dalla Federal Deposit Insurance Corporation, il fondo interbancario di tutela depositi a stelle e strisce, questi i principali takeaways rispetto al primo trimestre 2018: 1. gli utili netti delle banche USA si sono incrementati ;2. lieve incremento dei ricavi (3%);3. margine d'interesse pressoché invariato;4. shift da depositi infruttiferi a fruttiferi;5. saldo impieghi in calo di 5 miliardi soprattutto imputabile alla stagionalità carte di credito; 6.gli indicatori di qualità assets bancari permangono robusti; 7. stabilità del reserve coverage ratio che misura la copertura dei crediti per svalutazioni; 8. calo da 60 a 59 nel numero degli istituti su 'lista banche problematiche' ; 9. il Fondo di Tutela o DIF (Deposit Insurance Fund) si e' incrementato di 2.3 miliardi di dollari rispetto a fine 2018. Un quadro confortante. Per accedere al rapporto FDIC clicca qui.

BANCHE E PROFITTABILITA'

Secondo quanto dichiarato da Luis de Guindos, vice president della BCE nel suo discorso introduttivo al convegno  dal titolo '“Banking Union and Basel III – risk and supervision 2019” tenuto a Roma il 25 giugno 2019, la debolezza della profittabilita' delle banche in eurozona permane, le banche devono ridurre i costi di struttura e digitalizzare il business, il consolidamento mediante M&A del settore è ineludibile, ma a fronte di un'Unione Bancaria Europea non ancora ultimata, è ancora difficile ottenere economie di scala per le banche pan-europee e l'Unione sarà completa solo con il perfezionamento del Sistema Europeo di Garanzia dei Depositi. Per consultate il discorso, clicca qui.

RAPPORTO IVASS 2018

Secondo il rapporto IVASS 2018, l'ammontare totale di strumenti finanziari derivati (forwards, futures, swaps, options, CDS) nei portafogli delle imprese assicurative italiane a fine 2018 ammontava a 1.5 miliardi di euro (0.2%del totale investito) la gran parte di essi erano plain vanilla interest rate e currency swaps con pura finalità di hedging e chiusi fuori da mercati regolamentati o OTC per il 46% con controparti del Regno Unito. Attenzione quindi a: Brexit, clearing obligation, rischi di credito e liquidità. Per il download del rapporto IVASS cliccate qui.

BIG TECHS: PER BIS SI' ALLA COMPETIZIONE

Big techs in finance: opportunities and risks'. Questo l'eloquente titolo dell'ultima ricerca BIS sulle big tech 2019. I messaggi chiave: 1.l'arrivo delle big tech, incentiva gli utili da efficienza e l'inclusione finanziaria; 2.i regulators devono porre su un piano di equità legislativa, soprattutto in tema di capitale minimo, le big tech (Facebook, Amazon, Google, Apple)  il cui business model è basato su i tre perni Data, Network, Activities (DNA) e le banche al fine di assicurarne la parità di condizioni competitive; 3. l'ingresso delle big tech nel banking implica un trade off tra competizione, stabilità finanziaria e tutela dati del cliente in ottica GDPR. La conclusione della BIS è che per raggiungere l'equità regolamentare tra banche e big tech, siamo solo agli inizi. Per il download dello studio BIS clicca qui.

PARERE EBA SU PSD2

Il 21 giugno 2019 EBA ha pubblicato un parere relativo ai criteri forti di autenticazione del cliente (SCA Strong Customer Authentication) in ottica Direttiva PSD2 sui servizi di pagamento. In particolare, in conformità ai principi contenuti nella Direttiva di 1. conoscenza (dati e info che il cliente sa); 2. inerenza (quello che il cliente usa); 3. possesso (informazioni che il cliente ha). Il parere EBA pare propendere per un'integrazione dei tre approcci standard analizzando caso per caso ogni operazione di pagamento correlata. Per leggere il parere EBA clicca qui.

ABF: MENO RICORSI NEL 2018

Secondo la relazione sull'attività dell'arbitro bancario e finanziario relativa alllo scorso anno, nel 2018 i ricorsi sono stati in tutto 27.000 dei quali il 70% circa per estinzione anticipata finanziamenti cessione quinto dello stipendio. Da notare la sensibile riduzione rispetto al 2017 (-12%). Per scaricare il rapporto clicca qui.

BANCHE: FIDUCIA DAI MILLENIALS

Per ABA, American Bankers Association, la ricetta che la banca deve usare per attrarre giovani clienti millennials è semplice e basata su questi step: 1.avere un quadro chiaro di quali siano gli 'scaglioni' delle nuove generazioni; 2. Personalizzare il rapporto col giovane; 3. Prima instaurare fiducia poi veicolare il messaggio; 4. Impiegare messaggi consistenti. Posto l'ineludibile impiego di piattaforme e social network (ben noto, il millenial fa tutto via smartphone o pc e in filiale non ci va), la banca deve capire che l'offerta ai ragazzi passa prima per i servizi al consumo, visti i loro redditi ridotti e la minima propensione al risparmio, poi solo in età avanzata passa ai servizi di wealth management. Per consultare i suggerimenti ABA clicca qui.

QUADRO SINTETICO BASILEA 4


Con la denominazione "Basilea 4" si fa riferimento a normative di diversa origine e natura che vanno a modificare le precedenti regole prudenziali adottate per le banche denominate "Basilea 3".  Pertanto il "Framework normativo Basilea 4" prevede sinteticamente:
1.        Una progressiva entrata in vigore dal 2021 al 2027.
2.        La limitazione delle complessità delle regole prudenziali per la gestione dei rischi.
3.        L'Adozione di nuovi Modelli Standard per la misurazione dei rischi: creditizi, mercato e operativi.
4.        Il contenimento dell'applicazione dei Modelli Avanzati. Imponendo dei limiti quantitativi minimi facendo riferimento alle evidenze quantificate con il Metodo Standard (output floor).
5.        Modifica delle regole di misurazione delle attività ponderate per il rischio (Risk Weighted Assets, RWA), da applicare a taluni segmenti di attività e clientela.
6.        Le diverse componenti di rischio saranno considerate sulla base di evidenze maggiormente "risk sensitive".
Con l'applicazione di Basilea 4 sarà più semplice confrontare i diversi rischi ed i conseguenti impatti in capo alle singole banche; anche se, specie per quelle di maggiori dimensioni,  verrà a manifestarsi un aggravio dei relativi "fondi propri".

BASILEA 4 RISCHIO CREDITIZIO METODO STANDARD

 Il nuovo metodo Standard che verrà utilizzato dal 2021 principalmente dalle banche medie e piccole per la determinazione dei fondi propri atti a fronteggiare il rischio creditizio, prevede essenzialmente una modifica dei fattori di ponderazione  degli attivi (Risk Weighted Asset) maggiormente articolata e granulare. Ad esempio per le "operazioni di finanziamento ipotecarie" si potrà manifestare un incremento dei relativi fondi propri, che terranno congiuntamente in considerazione:

La destinazione dell'immobile, ad uso abitativo o aziendale.
La proporzione tra l'entità del finanziamento ed il valore dell'immobile (Loan to Value)
La controparte aziendale finanziata, Corporate o PMI.
Mentre per le "operazioni di finanziamento aziendali corporate" sono contemplate anche in tal caso delle modifiche dei parametri di ponderazione RWA, che considerano contemporaneamente:
L'eventuale assegnazione di un rating per le aziende Corporate.
La destinazione del finanziamento, di tipo ordinario o specifico (specialised lending).
Le dimensioni aziendali del prenditore, relative alle aziende Retail oppure Corporate.

BASILEA 4 RISCHIO DI MERCATO

Le indicazioni del Comitato di Basilea sul tema del "rischio di mercato" definiscono nuove regole in termini di assorbimento di capitale e comparabilità tra le diverse giurisdizioni e banche.

Le principali novità possono così sintetizzarsi:

Definizione con criteri oggettivi per individuare il portafoglio di negoziazione della banca (Fundamental Review of the trading Book,  FRBT).

Predisposizione di un nuovo approccio standard (Standard Approach, SA) con un impiego più ampio e predittivo di parametri statistici, come il Delta e Vega. Oltre all'introduzione di una componente per misurare il rischio di default (Default Risk Charge).

Una nuova modalità di misurazione avanzata (Internal Measurement Approach, IMA), con misurazioni giornaliere del rischio di mercato utilizzando l'Expected Shortfall.

Le banche che utilizzano il modello interno IMA dovranno manifestare dei risultati in termini di RWA comunque non inferiori al 72,5% (output floor) di quanto misurato con lo Standard Approach.

L'applicazione dell' "output floor" avverrà in modo graduale dal 2022 al 2027, questi plausibilmente ridurrà i benefici in termini di assorbimento di capitale per le banche che utilizzano i "modelli interni".

DRAGHI A 20 ANNI DALL'EURO

Nel discorso introduttivo dell'ECB Forum del 18 e 19 giugno, il Presidente BCE Mario Draghi ha tratto queste conclusioni a 20 anni dall'introduzione dell'euro:1. Le economie dell'Unione si sono progressivamente integrate; 2. La dispersione dei tassi di crescita delle economie euro area è paragonabile a quella dei singoli Stati Uniti; 3. Gli stati europei hanno un saggio di integrazione reciproca superiore a quello di Cina e Stati Uniti col resto del mondo; 4.le economie europee hanno raggiunto elevati tassi di occupazione. A 20 anni dalla nascita dell'euro la strada è ancora lunga e passerà da: banking union, capital market union, uniformità fiscale basata su istituzioni più che normative, infine fiducia. Per scaricare il discorso clicca qui.

BANCHE AMERICANE: TEST SUPERATO

Le 18 holding bancarie più importanti degli Stati Uniti (70% degli assets bancari totali della Federazione) escludendo gli istituti minori, hanno superato brillantemente gli stress test. Questo ha fatto sapere Fed il 21 giugno 2019. Il ben noto 'scenario peggiore' o 'worst case scenario' prevede:1.recessione; 2. tasso di disoccupazione al 10%; 3. crisi immobiliare; 4. difficoltà credito a imprese. Implicazioni: riduzione CET1 ratio dal 12.3% medio al 9.2%. Risultato per Fed: le banche oltreoceano sono  resilienti e soprattutto molto ben capitalizzate. Per il comunicato stampa Fed e i dettagli dei test clicca qui.

NAVIGARE CON TASSI NEGATIVI

Secondo la ricerca di una società di servizi bancari, il contesto di tassi negativi o 'giapponezzizazione'  sui conti economici delle banche di eurozona, nel 2018 ha avuto i seguenti effetti: 1.trasferimento alla  BCE di 7.5 miliardi in interessi su depositi liquidi (circa 21 milioni al giorno); 2.impatto riduttivo medio sugli utili banche eurozona - 4.3%; 3. A pagare di più sono state le banche dei paesi core Germania Francia Olanda. E le banche italiane? Penalizzate sulla redditività per - 2.4%. La soluzione per recuperare utili? Secondo alcuni esperti due sono le vie per ovviare alla riduzione dei margini: 1. le M&A mediante tagli di costi strutturali per sinergie; 2. il cambio del modello di business mediante open banking e addizione servizi a valore  aggiunto cliente creando partnership con banche terze. Per un approfondimento BCE su tassi negativi clicca qui.

Calendar provisioning

Le banche debbono organizzarsi predisponendo accantonamenti aggiuntivi sui nuovi finanziamenti concessi.La nuova disciplina si applicherà alle esposizioni sorte dopo il 26 aprile 2019 e successivamente classificate come deteriorate, escludendo dunque tutti i contratti di credito già in essere alla data di entrata in vigore del Regolamento. Le banche dovranno quindi  effettuare tempestivamente degli accantonamenti per le posizioni deteriorate iscritte nei propri bilanci, secondo una progressione temporale (calendar provisioning) a seconda si tratti di operazioni "NPL garantite"  (in un lasso temporale di nove anni) oppure operazioni NPL non garantite (tre anni).Per ulteriori evidenze si veda il Regolamento (UE) 2019/630 del 17 aprile 2019 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE.

EBA SU BASILEA 3

EBA sta ultimando le sue analisi di impatto da implementazione dei principi di Basilea 3, rispondendo alla richiesta parere inoltrata da BCE il 4 maggio. Il primo report finale, che verrà pubblicato in luglio 2019, si concentrerà sui rischi operativi , sull'output floor e sui finanziamenti collateralizzati. Un secondo report, verrà prodotto da EBA in data successiva e si concentrerà su rischi di mercato e Credit Value Adjustment. Per leggere il comunicato EBA clicca qui.

FRTB: IL METODO STANDARD SEMPLIFICATO

L'ultima versione della Fundamental Review of Trading Book pubblicata da BIS in febbraio 2019, introduce, per quanto attiene il rischio di mercato un metodo standard semplificato (Simplified Standardized Approach) per banche con trading book ridotto e non complesso che ha le seguenti peculiarità:1.incremento capital charge con scaling factors +30%per rischio tasso, +20%per rischio cambio, +250%per rischio azionario; perché la banca sia considerata meritevole di metodo standard semplificato si misurerà l'idoneità in base a due criteri: incidenza del rischio di mercato sui rischi totali, volume del trading book. Il metodo standard semplificato sarà applicabile dall'1 gennaio 2022. Per consultare il paper BIS clicca qui.

OTTIMIZZARE IL MODEL RISK

Il model risk, o rischio modelli (di rischio credito o di mercato) è una importante componente del risk management della banca moderna e la corretta gestione di questo rischio sta diventando un essenziale fattore critico di successo. Questo rischio include errori da non corretto utilizzo dei modelli, di calcolo, di codificazione (anche in ambito antiriciclaggio) da data input e prodotto output, da inesatte ipotesi sottostanti e costruzione del modello. Negli States si sono verificati casi di scorretto impiego di modelli nelle gestioni patrimoniali quantitative hanno addirittura comportato un intervento della SEC. Per questo, a evitare di incorrere in inconvenienti costosi, è essenziale che la banca implementi strumenti di test e governance dei modelli che addirittura anche mediante l'Intelligenza Artificiale se robusti e compliant, possono essere una importante leva di vantaggio competitivo. Per approfondire il tema clicca qui.

BIS: STATISTICHE DERIVATI OTC

Secondo uno studio BIS (Bank for International Settlements)  sul mercato mondiale dei derivati OTC (Over The Counter) fotografato al 31 dicembre 2018 e pubblicato il 2 maggio 2019, questi i principali trends quantitativi: 1.decremento volumi anche riconducibile alla riduzione dello scambiato in derivati di tasso espressi in dollari; 2. Decremento nella quota relativa dei derivati di tasso a fronte dell'incremento derivati su divise; 3. Gli strumenti 'clearati' mediante controparti centrali si sono attestati al 75% del totale volumi dei derivati di tasso e al 55% dei volumi CDS (Credit Default Swaps). Per il report completo clicca qui.

US BANKING: UN TUFFO NEL PASSATO

Le prime banche americane, erano banche retail.Tali aziende di credito, operavano sotto licenza bancaria concessa dallo Stato in cui avevano sede legale. Nel 1776, anno della Dichiarazione di Indipendenza americana, la Federazione comprendeva 13 stati. La prima banca centrale, Banca Federale, denominata Banca degli Stati Uniti era una sorta di 'antenata' della FED e fu fondata nel 1791. Da quell'anno, oltre alla licenza bancaria concessa dallo Stato di appartenenza, ogni banca privata era soggetta sia alla vigilanza della Banca Federale, sia a quella del governo del proprio Stato. Per una breve storia bancaria americana clicca qui.

RISCHIO DI CREDITO E YIELD CURVE

Tra i working papers, 'Temi di Discussione', 'Questioni di Economia e Finanza' pubblicati sul sito di Banca d'Italia il 29 aprile 2019, segnaliamo la ricerca ' Il rischio di credito e la trasformazione delle scadenze delle banche: il ruolo della curva dei rendimenti'. Gli autori concludono che esiste una relazione negativa tra la parte breve della curva dei rendimenti e la propensione al rischio di credito per la banca. In sintesi, a una riduzione del tasso Eonia (Euro Overnight Index Average) si accompagnerebbe un incremento nelle concessioni di credito ad aziende con rating di qualità inferiore, quindi a minor solvibilità attesa. Per consultare lo studio, clicca qui (si veda in particolare pag. 25).

DATI USA SU CARTE DI CREDITO

. Secondo il rapporto 'Credit Card Monitor' di ABA (American Bankers Association) pubblicato il 30 aprile 2019 sul sito ABA istituzionale, negli Stati Uniti, nel quarto trimestre 2018, si è registrato un incremento nell'utilizzo di moneta elettronica (carte di credito), rispetto al dato del terzo trimestre. Diligente il comportamento di pagamento della clientela americana, nonostante l'incremento dei tassi d'interesse; gli emittenti carte di credito hanno registrato un calo nei conti di tipo subprime. In crescita il debito da carte di credito, pur evidenziando la ridotta incidenza percentuale in rapporto al reddito disponibile. Per il download del report completo ABA clicca qui.
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